Fiorello shock a La Pennicanza chiede 800mila euro come Corona e scatena il web

Spoiler su Sanremo e sigla di Max Pezzali
Fiorello e Fabrizio Biggio tornano a “La Pennicanza” con il primo vero spunto sanremese: lo showman rivela di aver ricevuto dall’entourage di Max Pezzali la bozza della sigla destinata alla nave del Festival di Sanremo. Dopo una finta telefonata con Pier Silvio Berlusconi e le indiscrezioni su Rai Radio2, il conduttore decide di condividere l’anteprima con il pubblico, trasformando l’indiscrezione in un momento radiofonico.
La traccia, descritta come un motivetto dance dal titolo provvisorio “Love Boat”, viene presentata come un jingle fresco e immediato, pensato per accompagnare gli interventi dalla nave durante la kermesse. Fiorello gioca con il non detto: “Se la mandate a me, poi la giro a voi”, suggerendo la volontà di rompere la consueta liturgia dei segreti pre-festival.
L’anticipazione arriva a poco più di un mese dall’avvio della macchina sanremese e conferma la presenza fissa di Max Pezzali a bordo. Il taglio ironico non smorza la portata della notizia: l’idea di una sigla dedicata alla nave, firmata da un’icona del pop italiano, apre il capitolo dei contenuti collaterali che accompagneranno l’edizione, rilanciando attesa e curiosità attorno al format di “La Pennicanza”.
Satira su politica, Olimpiadi e Roma
Fiorello accende la miccia satirica partendo dall’anniversario di la Repubblica: ironizza sulla frase attribuita a Giorgia Meloni e immagina una prima pagina accomodante voluta dal direttore Roberto Sergio Orfeo, tra titoloni celebrativi e rubriche paradossali come “Perché Atreju è meglio di Sanremo”. Il bersaglio è la retorica compiacente: editoriali finti, una lettera di Donald Trump e un’insolita esortazione educativa sul calciobalilla.
La cronaca olimpica diventa pretesto comico: sul tema dei tedofori di Milano-Cortina, lo showman racconta l’invito declinato per i 300 metri di corsa e scherza sull’idea di farla su tapis roulant. Entra in scena l’imitazione di Al Bano: corsa interminabile da Cellino a Torino, braciere acceso “20 giorni prima” e braciole cotte sul posto, tra iperbole e ritmo farsesco.
Non manca un affondo su Roma e la Metro C: arrivano 776 milioni per la tratta Piazzale Clodio–Farnesina, ma la battuta taglia di netto sui tempi biblici dei cantieri e sul paragone con i “cinesi che la finirebbero in pausa pranzo”. Il riferimento a Fabrizio Corona e ai fondi pubblici rincara la carica polemica.
La provocazione: “come Corona, chiedo 800mila euro”


Fiorello rilancia con una mossa di pura satira economica: partendo dal caso Fabrizio Corona e dai fondi pubblici al cinema, ipotizza un suo “documentario d’interesse nazionale” per testare la coerenza dei criteri di finanziamento. “L’uomo che sussurrava alla frutta secca” è il titolo paradossale scelto per celebrare il maestro Cremonesi, trasformato in protagonista di una pseudo-epopea agroalimentare.
La cifra è precisa e volutamente provocatoria: 800mila euro, la stessa soglia dell’operazione evocata on air. Il comico mostra un finto trailer, marchiato “La Pennicanza”, per enfatizzare il corto circuito tra burocrazia, cultura e intrattenimento, spingendo il pubblico a interrogarsi su priorità e trasparenza nell’uso delle risorse.
Il tono resta asciutto e tagliente: l’iperbole non mira alla derisione del formato documentario, ma al metodo di selezione dei progetti. Con un colpo solo, Fiorello lega attualità, satira e industria audiovisiva, mantenendo il ritmo del programma e la continuità con le stoccate precedenti su fondi, tempi e grandi eventi.
FAQ
- Qual è la provocazione lanciata da Fiorello? Chiede ironicamente 800mila euro per un documentario satirico, parodiando i finanziamenti pubblici.
- Qual è il titolo del finto documentario? “L’uomo che sussurrava alla frutta secca”, con il maestro Cremonesi come protagonista simbolico.
- A cosa fa riferimento la cifra di 800mila euro? Alla somma associata al caso Fabrizio Corona citato nello show.
- Qual è l’obiettivo della satira? Mettere in discussione criteri, priorità e trasparenza dei fondi destinati all’audiovisivo.
- Dove è andata in onda la puntata? Su Rai Radio2 e canale 202 del digitale terrestre, all’interno di “La Pennicanza”.
- Che ruolo ha il trailer mostrato? È un artificio comico che simula un’anteprima per evidenziare il paradosso dei finanziamenti.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’ispirazione e i dettagli derivano dall’articolo di DiLei sulla puntata di “La Pennicanza”.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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