Fiorello difende Laura Pausini: polemica sulle cover, perché la musica appartiene a chi la sa amare

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Difesa di Fiorello e senso delle cover
Fiorello apre la puntata de “La Pennicanza” prendendo posizione sul caso legato a Laura Pausini e alla presunta “intoccabilità” di alcune canzoni dopo una cover di Marco Mengoni. Contestando il titolo di giornale che alimenta la polemica, lo showman difende il diritto alla reinterpretazione come pratica legittima e storicamente fondata, respingendo l’idea che una nuova versione “profani” l’originale. Obiettivo delle sue parole non è l’artista citato, ma chi trasforma la cover in un pretesto per delegittimare.
Il ragionamento si allarga alla cultura musicale: una canzone, una volta pubblicata, entra in un patrimonio condiviso che vive di voci, stili e tempi diversi. Le cover, insiste, sono un gesto di stima e uno strumento di continuità, non un atto di sottrazione. Il riferimento a Frank Sinatra serve da cornice: il grande repertorio è nato e cresciuto attraverso riletture autorevoli, prova che il riuso creativo è parte dell’ecosistema sonoro.
“Le canzoni sono di tutti”, ribadisce, trasformando lo sfogo in una linea editoriale: vietare la rilettura significherebbe sterilizzare la tradizione. Una pietra miliare resta tale anche quando viene rinnovata; anzi, rinasce nel confronto con chi la reinterpreta. Il messaggio è netto: l’omaggio non cancella, rafforza.
Satira istituzionale e parodie pop
Il collegamento “dal Quirinale” apre il segmento satirico: il “Presidente” racconta con tono surreale una settimana di “bed rotting”, tra lenzuola segnate da sugo e briciole, trasformando il lessico social in parodia dei riti istituzionali. L’autoironia scivola sulla mancata presenza agli eventi “perché non invitato”, rilanciando il tema dell’esclusione come gag ricorrente.
Da qui il bersaglio cambia: il trentennale di Giulia De Lellis è definito “evento di altissimo profilo sinaptico”, con dettagli volutamente iperbolici – colletta con i corazzieri e regalo improbabile – usati per ribaltare il piccolo fatto di costume in sketch. Il climax arriva con l’idea di un duetto sull’Inno di Mameli in versione trap con il fidanzato dell’influencer, cortocircuito tra simboli nazionali e linguaggio pop.
La videochiamata annunciata come Milly Carlucci spinge la farsa oltre: invito a “Ballando con le Stelle” con ospiti-spauracchio – da Belen a Donald Trump – fino allo stop improvviso e al colpo di scena. La voce era dell’imitatrice Giulia Vecchio, volto di “Hot Ones” in arrivo su RaiPlay dal 23 gennaio, che compare in studio chiudendo il loop meta-televisivo tipico de “La Pennicanza”.
Sport, tv e ironia sulla fruizione digitale
Fiorello chiude sul terreno sportivo, puntando la lente sulla programmazione del tennis e sui limiti dell’offerta in piattaforma. Nota l’assenza dell’Australian Open su Sky e vira su DAZN con una richiesta concreta: nella schermata iniziale, oltre a “Campo 2” e “Campo 3”, serve un multiscreen con i nomi dei giocatori ben visibili. L’osservazione diventa gag ma conserva una critica di servizio, centrata sulla chiarezza d’uso e sulla qualità dell’esperienza.
Il bersaglio è l’interfaccia: etichette generiche, sovrapposizioni e percorsi poco intuitivi che complicano la scelta live. L’ironia rende la nota tecnica un contenuto pop, traducendo in sketch una frizione reale per l’utente medio.
L’approccio resta pragmatico: chiedere funzioni immediate — nomi in evidenza, opzioni simultanee, accesso rapido ai campi — come standard minimo per eventi multi-campo. Una chiosa che unisce satira e micro-servizio pubblico, coerente con il format de “La Pennicanza”.
FAQ
- Di cosa parla l’intervento finale? Della copertura del tennis e dell’usabilità delle piattaforme durante i tornei multi-campo.
- Qual è la critica rivolta a DAZN? Interfaccia poco chiara: mancano i nomi dei giocatori nei riquadri secondari e un multiscreen più leggibile.
- Viene citata anche Sky? Sì, per evidenziare l’assenza dell’Australian Open nella programmazione.
- Qual è la soluzione proposta? Nomi visibili per ogni campo, multiscreen ordinato e accesso rapido ai match.
- In che tono è espressa la critica? Ironico ma pratico, trasformando suggerimenti tecnici in gag.
- Come si collega al resto della puntata? Mantiene il filo tra attualità pop, satira e osservazioni di servizio.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Il racconto si ispira ai contenuti andati in onda su Rai Radio2 e RaiPlay nella trasmissione “La Pennicanza”.




