Farnesina attiva Task Force Golfo per rimpatriare italiani bloccati a Dubai

Italiani bloccati negli Emirati: cosa sta accadendo e perché
Decine di studenti italiani, turisti e residenti sono bloccati tra Dubai e Abu Dhabi dopo gli ultimi attacchi con droni che hanno coinvolto gli Emirati Arabi Uniti. Le testimonianze raccolte dall’ANSA descrivono boati nel cielo, lampi ed evacuazioni mirate, mentre gli aeroporti restano chiusi e l’incertezza sui rientri in Italia aumenta.
La situazione è seguita in tempo reale dalla Farnesina e dall’Unità di Crisi, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha istituito una dedicata “Task Force Golfo”.
L’episodio più delicato riguarda circa 200 studenti piemontesi impegnati nel progetto ONU “L’ambasciatore del futuro”, ma sulle ricadute logistiche e psicologiche dell’emergenza pesa anche la sospensione dei voli e l’aumento dei costi di alloggio, mentre le autorità locali mantengono condizioni di sicurezza considerate complessivamente sotto controllo.
In sintesi:
- Circa 190 italiani, tra cui 124 minorenni, bloccati a Dubai per la chiusura degli aeroporti.
- La Farnesina attiva una “Task Force Golfo” e coordina assistenza con ambasciate e consolati.
- Colpita area delle Etihad Towers ad Abu Dhabi, due feriti lievi per detriti di drone.
- Aumenti rilevanti dei prezzi degli hotel e lezioni scolastiche online per motivi di sicurezza.
Gli studenti dell’istituto torinese coinvolti nel programma di simulazione ONU a Dubai, organizzato da Wsc Italia – World Student Connection Global Leaders, raccontano una quotidianità sospesa tra rassicurazioni e paura. “Si sono sentiti nel cielo almeno una decina di boati, ci dicono siano droni abbattuti… stiamo bene ma c’è incertezza sul rientro”, spiega uno studente.
Il gruppo, circa 200 ragazzi nell’ambito del progetto “L’ambasciatore del futuro”, è stato più volte trasferito di hotel, sempre affiancato dai tutor.
Secondo i dati comunicati dalla Farnesina, i partecipanti riconducibili al circuito Wsc sono 190 italiani: 124 studenti minorenni e 66 tra maggiorenni, docenti e staff. Per loro sono state riservate 45 camere al Le Meridien e 20 in un hotel di Bur Dubai, con sorveglianza e assistenza continuativa 24 ore su 24 da parte del personale Wsc e delle autorità consolari.
Come si stanno muovendo le autorità italiane e locali
Alla Farnesina si è tenuta una riunione operativa guidata da Antonio Tajani con gli ambasciatori in Iran e nei Paesi del Golfo. È stata istituita una “Task Force Golfo” per rafforzare il lavoro dell’Unità di Crisi e gestire migliaia di richieste di assistenza.
I governi del Golfo e le rispettive compagnie aeree collaborano con l’Italia nell’ospitalità dei passeggeri bloccati, garantendo il trasferimento dagli aeroporti agli hotel. Al momento, però, non ci sono date certe sulla riapertura degli scali.
Ad Abu Dhabi, detriti di un drone intercettato hanno colpito il complesso delle Etihad Towers, dove hanno sede anche varie ambasciate, inclusa quella italiana. Una donna e un bambino sono rimasti lievemente feriti e l’edificio colpito è stato evacuato.
“Abito nella torre accanto… ancora non possiamo rientrare nelle abitazioni, ma la fiducia che tutto si risolva è alta”, racconta la giornalista Katya Marletta, UAE Correspondent ItalPress.
A Dubai, l’imprenditore veneziano Alberto Boato, residente vicino ai Fairmont hotel, descrive un clima di attenzione ma non di panico diffuso: “È una domenica normale a Dubai e sulla Palm. Stiamo all’erta ma non siamo preoccupati”. Le autorità locali hanno chiesto ai cittadini di restare in casa e hanno disposto tre giorni di lezioni online nelle scuole.
Il consigliere comunale di Carovigno, Cosimo Santacroce, presente a Dubai con il collega Adriano Zaccaria di Ostuni, riferisce di aver assistito in diretta all’impatto di un drone nella zona di Palm Jumeirah: “La situazione è molto incerta… ringrazio il sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti che si sta attivando per un rientro sicuro”.
Criticità emergono anche sul fronte economico: la ventunenne romana Nicole Molinaro, in vacanza al Dubai Marina, segnala un aumento repentino delle tariffe alberghiere, passate da 180 a 250 euro a notte, con il timore che i prezzi continuino a salire se la chiusura degli aeroporti dovesse protrarsi.
Sul mare, a Dubai, sono fermi anche i passeggeri italiani della nave da crociera Msc Euribia, tra cui un gruppo di sardi: “Stiamo bene ma non ci sentiamo completamente al sicuro… alcuni passeggeri tenevano stretti i bambini e piangevano”, raccontano. Dopo i bagliori in cielo e i rumori della contraerea nella notte, i passeggeri sono stati fatti scendere ai ponti inferiori, mentre le attività di bordo proseguono regolarmente in una sorta di “bolla” controllata.
Il piano originario prevedeva la partenza oggi da Doha per Fiumicino e, per il gruppo sardo, un ulteriore volo su Cagliari. Lo staff della nave attende indicazioni dalle autorità locali per lasciare il porto.
In parallelo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha precisato in una nota ufficiale che il ministro Giuseppe Valditara è in stretto contatto con Antonio Tajani e con la rete diplomatica italiana negli Emirati Arabi Uniti. Le autorità consolari monitorano costantemente i gruppi di studenti del programma “Dubai UN & Abu Dhabi Emirates 2026 – L’Ambasciatore del futuro”, garantendo assistenza e aggiornamenti alle famiglie.
Prospettive di rientro e possibili sviluppi per i connazionali
Nelle prossime ore l’attenzione sarà concentrata su due variabili decisive: la riapertura degli scali nel Golfo e l’eventuale attivazione di corridoi aerei dedicati ai rientri dei cittadini italiani. Le testimonianze raccolte indicano fiducia nella capacità organizzativa degli Emirati, ma anche crescente pressione psicologica su studenti, famiglie e turisti.
La nuova Task Force Golfo alla Farnesina consentirà un coordinamento più rapido con compagnie aeree, crociere e autorità locali per gestire non solo il rientro immediato, ma anche i possibili effetti a medio termine sul turismo italiano nella regione e sui programmi educativi internazionali come “L’ambasciatore del futuro”.
FAQ
Quanti studenti italiani sono bloccati a Dubai con il progetto Onu?
Attualmente risultano bloccati 190 italiani collegati a Wsc, di cui 124 studenti minorenni e 66 tra docenti, staff e maggiorenni.
Chi coordina l’assistenza ai cittadini italiani negli Emirati?
Il coordinamento è gestito da Farnesina, Unità di Crisi, ambasciata ad Abu Dhabi e consolato a Dubai, supportati dalla nuova Task Force Golfo.
Gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi sono già riaperti ai voli civili?
Al momento non risultano previsioni ufficiali di riapertura degli aeroporti, e i passeggeri restano ospitati in alberghi in attesa di aggiornamenti.
Come vengono ospitati gli studenti italiani bloccati a Dubai?
Gli studenti sono alloggiati principalmente al Le Meridien e in hotel a Bur Dubai, seguiti 24 ore su 24 da tutor, docenti e staff Wsc.
Qual è la fonte delle informazioni riportate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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