Fabrizio Corona costretto a rimuovere i video su Alfonso Signorini, l’avvocato Chiesa annuncia nuovi sviluppi

Alfonso Signorini ottiene la rimozione dei video di Fabrizio Corona
Il Tribunale di Milano ha confermato l’ordine di rimozione dei video di Fabrizio Corona sul conduttore Alfonso Signorini, pubblicati nel format online Falsissimo. La decisione, resa nota dopo il ricorso discusso il 19 marzo, ribadisce che quei contenuti sono diffamatori e privi dei requisiti minimi di verità, pertinenza e continenza richiesti dal diritto di cronaca. Al centro del caso, le accuse di presunti ricatti sessuali a danno di aspiranti concorrenti del Grande Fratello. I giudici hanno stabilito che tali affermazioni, diffuse come fatti certi, risultano prive di riscontri concreti. Perché? Per tutelare onore, reputazione e riservatezza di Signorini e definire, ancora una volta, i limiti giuridici della comunicazione digitale e dei format para-giornalistici veicolati sui social.
In sintesi:
- Il Tribunale di Milano ordina la rimozione dei video di Fabrizio Corona su Alfonso Signorini.
- I contenuti di Falsissimo sono giudicati lesivi di onore, reputazione e riservatezza.
- Le accuse di ricatti sessuali risultano prive di riscontro e non coperte dal diritto di cronaca.
- Multa di 750 euro per ogni giorno di ritardo e per ogni singola violazione.
La decisione del Tribunale e i limiti del diritto di cronaca online
Nell’ordinanza confermativa del 19 marzo, il Tribunale di Milano ha qualificato i contenuti diffusi da Fabrizio Corona tramite Falsissimo come “lesivi dell’onore, della reputazione e della riservatezza” di Alfonso Signorini. I giudici hanno escluso la copertura del diritto di cronaca, rilevando l’assenza dei tre requisiti cardine: verità (quanto meno putativa), pertinenza rispetto a un interesse pubblico attuale e continenza espressiva.
In particolare, le accuse su presunti ricatti sessuali attribuiti al conduttore del Grande Fratello verso aspiranti concorrenti sono state ritenute prive di riscontri oggettivi, pur essendo state presentate “come fatti certi”. Da qui la conferma dell’ingiunzione a rimuovere audio e video delle puntate incriminate di Falsissimo, con la previsione di una penale di 750 euro per ogni giorno di ritardo nella rimozione e per ogni futura violazione.
La pronuncia si inserisce nel solco della giurisprudenza che estende le regole del diritto dell’informazione anche ai contenuti digitali prodotti da soggetti non iscritti all’Ordine dei giornalisti, rafforzando la tutela della reputazione nel contesto dei social network.
La reazione di Fabrizio Corona e gli scenari della “lunga battaglia”
La lettura della decisione da parte di Fabrizio Corona e del suo legale, l’avvocato Chiesa, è opposta a quella che emerge dall’ordinanza. In un video pubblicato su X, accompagnato dalla didascalia “Prima vittoria di quella che sarà una lunga battaglia. A breve grandi novità, parla Fabrizio”, il difensore sostiene: *“A dispetto di quello che si sta scrivendo, abbiamo vinto. Il ricorso è stato parzialmente, ma nella gran parte, accolto”*.
Secondo l’avvocato Chiesa, il Tribunale avrebbe ribadito che *“il diritto di cronaca ce l’hanno tutti i cittadini italiani, non solo i giornalisti professionisti, quindi ce l’ha anche Fabrizio Corona che non può essere tacitato”*. La possibilità di continuare a parlare sarebbe però condizionata al rispetto dei requisiti indicati dai giudici: *continenza*, assenza di insulti e trasparenza nello specificare quando un fatto è ancora oggetto di indagine.
L’avvocato annuncia “nuove iniziative” e una prossima puntata di Falsissimo, definendo la vicenda come “secondo tempo della partita”, segnale di un contenzioso che potrebbe proseguire sia in sede giudiziaria sia mediatica.
FAQ
Cosa ha deciso il Tribunale di Milano sui video di Fabrizio Corona?
Il Tribunale di Milano ha confermato l’ordine di rimozione dei video su Alfonso Signorini, giudicandoli diffamatori e privi dei requisiti per il diritto di cronaca.
Perché le accuse a Alfonso Signorini non sono coperte dal diritto di cronaca?
Perché, secondo i giudici, mancano riscontri concreti e non rispettano verità, pertinenza e continenza, requisiti essenziali per invocare il diritto di cronaca.
Quali sanzioni rischia Fabrizio Corona se non rimuove i contenuti?
Il Tribunale ha fissato una penale di 750 euro per ogni giorno di ritardo nella rimozione e per ogni singola violazione dell’ordinanza.
Il diritto di cronaca vale solo per i giornalisti professionisti?
No, vale per tutti i cittadini, ma deve sempre rispettare verità dei fatti, interesse pubblico attuale e linguaggio misurato, privo di insulti personali.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione è stata elaborata dalla Redazione sulla base di una sintesi di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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