Fabrizio Corona attacca Mediaset: scontro aperto dopo la denuncia, annuncia rivelazioni sui social

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Fabrizio Corona replica a Mediaset dopo la denuncia: «Ormai è guerra, racconterò tutta la verità». La richiesta di blocco dei social
Scontro frontale con Mediaset
Fabrizio Corona alza i toni dopo la denuncia presentata da Mediaset in Procura a Milano per diffamazione aggravata e minacce ai vertici dell’azienda e a conduttori di prime time. Nelle ultime puntate del format online “Falsissimo”, l’ex “re dei paparazzi” ha indirizzato accuse durissime al sistema tv commerciale, annunciando di voler «raccontare tutta la verità» su manager e volti noti del gruppo.
Al centro del contenzioso ci sono in particolare due episodi del format, con una terza puntata già annunciata per il 26 gennaio, in cui vengono evocati presunti meccanismi di ricatto e favori sessuali che coinvolgerebbero, secondo la ricostruzione di Corona, il conduttore Alfonso Signorini e altri protagonisti dell’intrattenimento televisivo. L’azienda della famiglia Berlusconi ha deciso di reagire con una querela formale, che porterà all’iscrizione di Corona nel registro degli indagati, e con una parallela iniziativa preventiva sul fronte dell’uso dei social.
La strategia difensiva del diretto interessato passa ancora una volta dai canali digitali, dove continua a pubblicare contenuti e anticipazioni sulle proprie inchieste mediatiche, ribadendo di non voler accettare alcuna trattativa e parlando di «guerra» aperta con il sistema televisivo tradizionale.
Libertà di parola e accusa di censura preventiva
L’avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Fabrizio Corona, bolla come «sconcertanti» le mosse legali di Mediaset e di Alfonso Signorini, leggendo nelle iniziative giudiziarie e nelle richieste di inibitoria una forma di «censura preventiva» incompatibile con l’ordinamento italiano. Secondo il legale, i contenuti del format “Falsissimo” rientrano pienamente nel perimetro della libertà di pensiero e di parola, qualunque sia il mezzo utilizzato per diffonderli.
Chiesa richiama esplicitamente l’abolizione formale della censura nel 1946, sostenendo che l’azione coordinata di denunce, richieste di misure restrittive e ricorsi civili rischia di creare un precedente pericoloso per l’informazione online e per l’attività giornalistica d’inchiesta sui social. A suo avviso, l’intervento del giudice dovrebbe limitarsi a verificare l’eventuale rilevanza penale delle singole affermazioni, non a condizionare in blocco la possibilità di comunicare sui canali digitali.
Sul piano mediatico, la linea difensiva punta a trasformare il procedimento in un caso-simbolo sul rapporto tra potere televisivo, influencer e piattaforme, evidenziando come la pressione legale possa incidere sulla narrazione di scandali che toccano la reputazione di brand e personaggi di primissimo piano.
Misure sui social e ruolo della Dda
Parallelamente alla querela penale, Mediaset ha chiesto alla Dda di Milano di valutare l’applicazione di una misura di prevenzione, prevista dal Codice antimafia, per impedire a Fabrizio Corona l’uso dei principali social network, di altre piattaforme telematiche e persino del telefono cellulare per la diffusione di contenuti come quelli pubblicati nelle ultime settimane. Si tratta di uno strumento giuridico raramente invocato rispetto all’attività comunicativa di un singolo soggetto mediatico.
Una richiesta analoga è stata avanzata dagli avvocati di Alfonso Signorini, che hanno anche depositato un ricorso urgente al Tribunale civile di Milano per ottenere un provvedimento di “inibitoria” volto a bloccare la prossima puntata di “Falsissimo”. L’udienza è fissata per domani pomeriggio e punta a sospendere in via cautelare la diffusione di nuovi episodi incentrati sul cosiddetto “sistema Signorini”.
Il conduttore, già indagato in un procedimento per violenza sessuale ed estorsione sulla base delle accuse dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno, ha respinto ogni addebito davanti ai pm; Medugno ha confermato la propria querela. Corona risulta inoltre indagato in un altro filone per revenge porn, sempre su denuncia di Signorini, per fatti oggetto di interrogatorio a fine dicembre.
FAQ
D: Perché Mediaset ha denunciato Fabrizio Corona?
R: Per presunta diffamazione aggravata e minacce ai vertici aziendali e a noti conduttori tv, legate ai contenuti del format online “Falsissimo”.
D: Quali restrizioni sui social sono state chieste contro Corona?
R: È stata avanzata istanza per vietargli l’uso di specifiche piattaforme telematiche, social network e telefoni cellulari per la diffusione di contenuti.
D: Chi assiste legalmente Fabrizio Corona?
R: Il suo storico avvocato è Ivano Chiesa, che contesta le iniziative di Mediaset definendole tentativi di censura preventiva.
D: Che cos’è il format “Falsissimo”?
R: È un format web ideato da Corona, nel quale vengono raccontati retroscena e accuse su personaggi della televisione e dello spettacolo.
D: Qual è il ruolo di Alfonso Signorini nella vicenda?
R: È uno dei principali bersagli delle accuse di Corona, ha presentato denunce e richieste di inibitoria ed è parte attiva nelle azioni legali.
D: Che procedimenti pendono su Signorini?
R: È indagato a Milano per violenza sessuale ed estorsione su querela di Antonio Medugno, accuse che ha respinto davanti ai magistrati.
D: Corona è coinvolto in altri filoni d’indagine?
R: Sì, risulta indagato anche per revenge porn in un procedimento scaturito da una denuncia dello stesso Signorini.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria della notizia?
R: Le informazioni derivano da un articolo di cronaca giudiziaria pubblicato su testata italiana, con ultimo aggiornamento al 21 gennaio 2026, riportato da Il Messaggero.




