Fabregas scuote il calcio: parole dure e sfida ai critici, il suo gioco divide ma conquista

Indice dei Contenuti:
Identità e principi di gioco
Cesc Fàbregas ribadisce che il progetto tecnico del Como si fonda su identità, idee e qualità del gioco, non su un risultato contingente. In conferenza, dopo il ko col Milan, sottolinea che il club gli ha chiesto sin dall’inizio un calcio riconoscibile, “bello come il lago di Como”, non solo vittorie a ogni costo.
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L’allenatore rivendica una visione chiara: costruire uno stile definito, selezionare profili adatti e consolidare un modello che duri. È un lavoro strutturale, orientato a metodo e coerenza, più che all’immediato.
Se l’obiettivo fosse esclusivamente vincere, spiega, imposterebbe il lavoro in modo differente, adattando principi e scelte operative al risultato rapido. Oggi, invece, la priorità è dare un’identità forte alla squadra, attraverso un percorso tecnico preciso e non negoziabile.
Fàbregas parla di esercitazioni quotidiane e di una “maniera di giocare” che il gruppo prepara e difende, indipendentemente dalle polemiche. Per lui il confronto sul bel gioco non è un capriccio estetico, ma un indirizzo professionale condiviso con il club.
Il tecnico considera sterile la dicotomia tra estetica e concretezza: il suo progetto mira a rendere il Como riconoscibile, competitivo e attrattivo per “un tipo di giocatore specifico” coerente con la filosofia societaria.
Rispetto e pluralità di stili
Per Cesc Fàbregas il calcio resta patrimonio collettivo e non un dogma tattico. Riconosce che si possa vincere in modi diversi, citando le esperienze con Antonio Conte e Arsène Wenger, dove risultati e idee hanno convissuto senza negarsi a vicenda.
Dopo la sconfitta con il Milan arrivano i complimenti agli avversari, ma senza trarre gerarchie assolute: una vittoria non certifica automaticamente la superiorità di un modello, semmai rafforza il principio che contano contesto, preparazione e dettagli.
Da qui l’appello al rispetto reciproco: evitare letture binarie e riconoscere dignità a ogni approccio, dal possesso elaborato alla transizione diretta, finché esiste metodo e coerenza.
La sua posizione è netta anche sul dibattito mediatico: ridurre il confronto a estetica contro cinismo è fuorviante e impoverisce l’analisi.
Per l’allenatore del Como, pluralità significa permettere a club e tecnici di perseguire identità specifiche senza essere delegittimati dal risultato episodico, mantenendo una cultura tecnica che valorizzi la differenza come risorsa e non come pretesto polemico.
Critiche e risposta di Fabregas
Cesc Fàbregas respinge l’assalto mediatico seguito al ko con il Milan, chiarendo di non aver alimentato polemiche e di non voler cambiare rotta per compiacere l’opinione pubblica. “Se alla gente non piace il mio calcio non me ne frega niente”, ribadisce, richiamando il mandato ricevuto dal Como: costruire stile, identità e profili tecnici coerenti.
Rivendica che il lavoro quotidiano verte su principi chiari e su una “maniera di giocare” preparata con rigore, non su slogan. Il dibattito estetica contro risultato viene definito “assurdo”: un falso problema che distoglie dall’obiettivo operativo di consolidare un modello sostenibile.
Sottolinea che, se l’unico obiettivo fosse vincere subito, adeguerebbe metodi e scelte in modo pragmatico. Oggi, però, la richiesta societaria è diversa e legittima: dare forma a un Como riconoscibile, capace di attrarre il “tipo di giocatore” funzionale al progetto.
Il tecnico invita a contestualizzare le critiche: i risultati episodici non devono dettare il giudizio sul percorso. Chiede rispetto per chi prova soluzioni, lavora sul campo e difende un’identità tecnica. “Mettere il dito dove non c’è il buco” significa, per lui, spostare il focus dalla crescita alla polemica sterile.
La posizione resta ferma: il confronto è legittimo, l’ideologia no; le scelte si misurano nel tempo, non nell’onda emotiva del post-partita.
FAQ
- Qual è il punto centrale della posizione di Cesc Fàbregas?
Costruire identità e stile del Como, oltre il risultato immediato. - Come risponde alle critiche dopo la sconfitta con il Milan?
Rifiuta la polemica, ribadendo che non modificherà i principi per assecondare il consenso. - Quale mandato ha ricevuto dal club?
Definire un gioco riconoscibile e attrarre profili coerenti con la filosofia tecnica. - Cosa intende con “dibattito assurdo”?
La contrapposizione tra bel gioco e pragmatismo, considerata una semplificazione sterile. - In che modo cambierebbe approccio se l’obiettivo fosse solo vincere?
Adotterebbe metodi più adattivi e orientati al risultato immediato. - Perché chiede rispetto per tutti gli approcci?
Per riconoscere che nel calcio si può vincere in modi diversi, con coerenza e metodo. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni riportate da ANSA.




