Equalize scandalo intercettazioni vip esplode il caso riservatezza

Equalize scandalo intercettazioni vip esplode il caso riservatezza

10 Aprile 2026

Maxi rete di dossieraggi illegali scoperta dalla Procura di Milano

Chi: la Procura di Milano e la Dnaa hanno smantellato una rete di agenzie investigative che, partendo da Equalize di Enrico Pazzali, scambiava informazioni riservate su centinaia di persone, tra cui imprenditori, manager, sportivi e vip.
Cosa: contestati i reati di associazione per delinquere, accessi abusivi a banche dati pubbliche, corruzione, calunnia e dossieraggi reputazionali falsi.
Dove: la struttura, “a grappolo”, aveva articolazioni in tutta Italia e attingeva a banche dati come SDI, ETNa, Inps, Serpico e Punto Fisco.

Quando: gli avvisi di chiusura indagini riguardano oggi 81 indagati, dopo un’inchiesta pluriennale dei carabinieri del Ros di Milano.
Perché: secondo i pm, i clienti erano consapevoli dell’origine illecita dei dati, utilizzati per vantaggi patrimoniali, familiari, professionali e per screditare avversari.

In sintesi:

  • Scoperta rete nazionale di dossieraggi illeciti riconducibile alla società investigativa Equalize.
  • Oltre 650 persone spiate, tra cui imprenditori, legali, manager, sportivi e personaggi televisivi.
  • Dati ricavati da banche dati pubbliche tramite forze dell’ordine e funzionari infedeli.
  • Contestati anche dossier reputazionali falsi per screditare competitor e avversari.

Come funzionava la rete di Equalize e chi sono gli indagati

Il cuore dell’indagine ruota attorno a Equalize, società riconducibile a Enrico Pazzali, e a una fitta rete di agenzie investigative collegate. Gli inquirenti descrivono un sistema “a grappolo”, attivo in tutta Italia, dove venivano scambiate informazioni “illicitamente esfiltrate” da banche dati protette.
Non risultano hackeraggi: le banche dati non sarebbero state tecnicamente violate. I dati sensibili venivano invece estratti dall’interno, grazie a una platea di poliziotti, carabinieri, finanzieri e funzionari dell’Agenzia delle Entrate che, secondo l’accusa, effettuavano ricerche con le proprie credenziali, giustificandole con motivazioni di servizio di copertura.

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Tra gli 81 destinatari dell’avviso di chiusura indagini figurano imprenditori, avvocati, banchieri, manager e sportivi. Spiccano i nomi di Leonardo Maria Del Vecchio, dei fratelli banchieri Matteo e Fabio Arpe, del direttore Affari legali di Eni Stefano Speroni, di Giacomo Tortu, fratello del velocista olimpico Filippo Tortu. I pm milanesi Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco, con Antonello Ardituro e Barbara Sargenti della Procura nazionale antimafia, contestano ai committenti di essere consapevoli delle modalità illecite e dunque concorrenti nei reati.

L’atto d’accusa elenca oltre 650 persone spiate. Per alcuni casi è stato possibile ricostruire il mandante e la finalità: dalla ex fidanzata di Del Vecchio jr controllata con un trojan sull’iPhone, ai figli del fondatore di Luxottica monitorati nel contesto della complessa disputa ereditaria.

Dossieraggi, vip spiati e possibili effetti sul sistema dei controlli

Oltre alle controversie ereditarie che coinvolgono la famiglia Del Vecchio, emergono le mosse dei fratelli Arpe, che tramite la loro avvocata avrebbero cercato informazioni bancarie riservate su Francesca Maria Albertini, compagna del padre defunto, sempre in chiave successoria.
A Stefano Speroni, capo dell’ufficio legale di Eni, viene contestata una presunta calunnia ai danni dell’imprenditore petrolifero Francesco Mazzagatti attraverso un “report reputazionale” in cui sarebbe stato *falsamente qualificato come appartenente alla ’ndrangheta* per delegittimarne l’immagine.

Giacomo Tortu avrebbe chiesto a Carmine Gallo di entrare nei cellulari di Marcell Jacobs e del suo staff, alla ricerca di prove sulla teoria – mai dimostrata – di un presunto uso di doping prima di Tokyo 2021.
Nel mirino risultano anche spionaggi industriali interni in Erg, Heineken e Barilla, tutti diretti verso i dipendenti. Dalle chat tra Nunzio Samuele Calamucci, operativo di Equalize, e Luca Cavicchi, a capo di un’altra articolazione, emergono ulteriori vip spiati: l’ex calciatore Bobo Vieri, la blogger Selvaggia Lucarelli, l’attore Ricky Tognazzi, l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona, l’opinionista tv Sonia Bruganelli. I mandanti di questi dossier restano ignoti.

La difesa di Enrico Pazzali ha sempre sostenuto la liceità dell’acquisizione dei dati, tesi respinta dai pm che per lui e altre dodici figure vicine a Equalize hanno chiesto il rinvio a giudizio. Secondo l’accusa, l’ex presidente di Fondazione Fiera Milano avrebbe procurato clienti e, al contempo, commissionato dossier da usare *«per danneggiare l’immagine dei suoi competitor professionali e imprenditoriali»* e degli *«avversari politici»*.
Per alcuni accessi abusivi Pazzali si sarebbe rivolto anche al generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù, per ottenere nel 2020 informazioni riservate su sette aziende candidate al progetto dell’ospedale Covid in Fiera.

FAQ

Quante persone risultano spiate nell’inchiesta su Equalize?

Secondo gli atti della Procura di Milano, gli inquirenti hanno ricostruito oltre 650 nominativi di persone spiate attraverso accessi illeciti alle banche dati pubbliche.

Gli investigatori hanno rilevato attività di hackeraggio sui server pubblici?

No, le indagini escludono intrusioni informatiche dirette: i server non sarebbero stati “bucati”, ma i dati estratti dall’interno tramite credenziali di operatori infedeli.

Quali banche dati sarebbero state usate per i dossieraggi illeciti?

Le indagini indicano l’utilizzo di banche dati sensibili come SDI, ETNa, Inps, Serpico e Punto Fisco, tutte formalmente protette da misure di sicurezza avanzate.

Che cosa rischiano i clienti che hanno commissionato i dossier?

I pm contestano ai committenti il concorso nei reati, poiché ritenuti consapevoli dell’origine illecita dei dati: rischiano processi per associazione, corruzione, accessi abusivi e, in alcuni casi, calunnia.

Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia di cronaca giudiziaria?

La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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