Dime americano senza ramo d’ulivo riaccende il dibattito sulla moneta

Nuove monete americane, polemica su Trump e simboli nazionali
Negli Stati Uniti infuria il dibattito sul redesign del dime, la moneta da dieci centesimi, riapparso senza il tradizionale ramo d’ulivo. La controversia esplode online – da Reddit a TikTok – e sulla stampa nazionale, dove qualcuno evoca un presunto “messaggio” dell’amministrazione Donald Trump. Il caso nasce tra Washington e la United States Mint, nel 2024, quando viene approvato un nuovo retro firmato dall’artista Eric David Custer. La scelta, formalizzata dal segretario al Tesoro Scott Bessent poco dopo le elezioni presidenziali, alimenta sospetti di retorica bellicista e interferenze politiche nei simboli monetari federali. In realtà, le ricostruzioni giornalistiche indicano motivazioni storiche e artistiche, mentre sullo sfondo resta aperta la questione più ampia: quanto spazio avrà il marchio personale di Trump sulla futura simbologia statunitense, incluse le ipotetiche monete commemorative da un dollaro col suo volto?
In sintesi:
- Il nuovo dime senza ramo d’ulivo scatena accuse di retorica bellicista pro-Trump.
- Il design di Eric David Custer nasce da una lettura storica della rivoluzione americana.
- La decisione è stata presa prima dell’insediamento del secondo mandato di Trump.
- Sono circolati bozzetti di monete da un dollaro con il volto di Trump, poi accantonati.
Il cuore della polemica riguarda l’assenza del ramo d’ulivo dall’artiglio dell’aquila sul retro del nuovo dime, sostituito da un artiglio “vuoto” che in molti hanno letto come un abbandono del simbolo di pace a favore di una postura più aggressiva. Commenti sarcastici su Reddit e TikTok – *“Mi sorprende che non l’abbiano sostituito con un AR-15”* – hanno alimentato l’idea di un preciso disegno politico riconducibile alla retorica muscolare di Donald Trump, già noto per aver definito il deficit commerciale una *“minaccia alla sicurezza nazionale”*.
Secondo l’inchiesta del Washington Post, però, la vicenda segue un iter tecnico: il nuovo design è stato selezionato nel 2024 dal Citizens Coinage Advisory Committee tra varie proposte artistiche. L’autore Eric David Custer ha spiegato di essersi ispirato alla fase ancora incompiuta della rivoluzione americana, rappresentata dall’artiglio privo di ulivo per suggerire una pace non ancora raggiunta. La raccomandazione è arrivata al Tesoro nell’ottobre 2024, pochi giorni prima delle elezioni vinte da Trump, e il via libera finale è stato firmato dal segretario Scott Bessent, come confermato dalla vice-direttrice della Zecca, Kristie McNally.
Per attenuare la tempesta politica e simbolica, la United States Mint ha già annunciato che dall’anno prossimo tornerà in circolazione la versione precedente del dime, con il tradizionale ramo d’ulivo, ristabilendo un equilibrio iconografico più rassicurante per l’opinione pubblica.
Monete commemorative e ambizioni simboliche dell’era Trump
Lo stop al nuovo dime non chiude però il capitolo del rapporto tra amministrazione Trump e simbologia monetaria. Secondo indiscrezioni raccolte da Fox News, il segretario al Tesoro Scott Bessent avrebbe respinto diverse proposte di redesign ispirate a temi di diversità, equità e inclusione, orientando la strategia della United States Mint verso un pantheon simbolico più tradizionale.
Fonti interne citate dalla stampa riferiscono che il tesoriere degli Stati Uniti, Brandon Beach, avrebbe confermato l’esistenza di bozzetti per monete commemorative da un dollaro con il volto di Donald Trump. Si tratterebbe di emissioni celebrative, concepite per fissare il profilo dell’ex presidente all’interno della narrazione visiva ufficiale del Paese, al pari di altre figure storiche.
Al momento, però, quei progetti risultano congelati: nessuna autorizzazione formale, nessun calendario di emissione, nessuna conferma ufficiale dalla Zecca. Resta sul tavolo il nodo politico: fino a che punto un presidente in carica può plasmare il paesaggio simbolico della moneta senza trasformarlo in strumento di autocelebrazione? La risposta, nei prossimi mesi, passerà anche dal confronto tra Congresso, Tesoro e opinione pubblica, sempre più sensibile all’uso politico dei simboli nazionali.
Simboli monetari, memoria collettiva e scontro politico futuro
La controversia sul dime anticipa un confronto più ampio: chi decide quali volti e simboli rappresentano oggi gli Stati Uniti? Le scelte della Zecca, da Eric David Custer ai bozzetti con Trump, mostrano come la moneta sia diventata un nuovo terreno di scontro culturale.
Nei prossimi anni la partita si sposterà probabilmente sulle serie commemorative e sulle emissioni limitate, dove la pressione per includere o escludere determinati protagonisti – da presidenti recenti a figure delle minoranze – diventerà centrale. Per Google News e Discover, questo tema resterà ricorrente: ogni nuovo bozzetto o rifiuto sarà letto come un segnale politico, oltre che estetico, in un contesto in cui la fiducia nelle istituzioni passa anche attraverso i simboli che portiamo ogni giorno in tasca.
FAQ
Perché il nuovo dime americano non mostra più il ramo d’ulivo?
Il dime ridisegnato omette il ramo d’ulivo perché Eric David Custer voleva rappresentare la rivoluzione americana prima della pace raggiunta.
Il redesign del dime è stato deciso direttamente da Donald Trump?
No, il progetto è stato selezionato dal Citizens Coinage Advisory Committee nel 2024 e raccomandato al Tesoro prima delle elezioni.
Il vecchio dime con il ramo d’ulivo tornerà in circolazione?
Sì, la United States Mint ha annunciato che dall’anno prossimo sarà ristampata la versione precedente con ramo d’ulivo.
Esistono davvero monete da un dollaro con il volto di Trump?
Attualmente no: esistono solo bozzetti interni citati da fonti giornalistiche, ma nessuna emissione ufficiale o data di conio.
Quali sono le fonti principali utilizzate per questo approfondimento?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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