Detrazioni fiscali guida aggiornata per reddito familiare e numero di figli

Detrazioni fiscali 2025, come cambia il tetto di spesa detraibile
A partire dal 1° gennaio 2025 le detrazioni fiscali su oneri e spese subiscono una revisione strutturale legata a reddito e numero di figli a carico. La novità, introdotta con la Legge di Bilancio 2025, produrrà i primi effetti concreti sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2026 (modello 730 e modello Redditi) relative alle spese sostenute nel 2025.
Il beneficio fiscale rimane pieno solo sotto i 75.000 euro di reddito complessivo, mentre sopra questa soglia entra in gioco un tetto massimo di spesa detraibile, calcolato tramite importi base e coefficienti legati alla composizione del nucleo familiare.
L’obiettivo del Governo, spiegato in sede di manovra dal ministro Giancarlo Giorgetti, è il risanamento dei conti pubblici senza aumentare formalmente le aliquote, ma di fatto riducendo la convenienza di molte detrazioni, soprattutto per contribuenti con redditi medio‑alti e famiglie poco numerose.
In sintesi:
- Detrazioni invariate fino a 75.000 euro di reddito complessivo per tutti i contribuenti.
- Sopra 75.000 euro scatta un tetto di spesa detraibile legato a reddito e numero di figli.
- Esclusi dal tetto: spese sanitarie, investimenti in start‑up e PMI innovative.
- Impatto più pesante su redditi elevati con pochi o nessun figlio fiscalmente a carico.
La manovra 2025 consolida l’Irpef a tre aliquote – 23%, 35% (33% dal 2026) e 43% – e rende strutturale la detrazione di 1.955 euro per i lavoratori dipendenti, mantenendo invariata la no tax area.
Il vero cambio di scenario, però, riguarda la disciplina delle detrazioni su oneri e spese: non più solo riduzioni progressive oltre i 120.000 euro, come accaduto dal 2020, né la sola franchigia di 260 euro applicata nel 2024 ai redditi oltre 50.000 euro.
Con il nuovo meccanismo, lo Stato introduce importi base di spesa detraibile (14.000 o 8.000 euro, a seconda dello scaglione) da moltiplicare per un coefficiente che cresce con il numero di figli a carico, premiando i nuclei più numerosi e contenendo il beneficio per single e coppie senza figli.
Nuovi tetti e coefficienti, chi guadagna e chi perde davvero
Per i contribuenti con reddito fino a 75.000 euro nulla cambia: tutte le detrazioni continuano ad applicarsi secondo le regole ordinarie.
Oltre questa soglia, invece, si introducono due importi base di spesa detraibile: 14.000 euro per redditi tra 75.001 e 100.000 euro, e 8.000 euro per redditi da 100.001 a 120.000 euro.
Questi importi vengono poi moltiplicati per un coefficiente che riflette la struttura familiare: 0,50 senza figli, 0,70 con un figlio, 0,85 con due figli, 1 con più di due figli o con almeno un figlio con disabilità ai sensi della legge 104/1992.
In pratica, un contribuente con 85.000 euro di reddito e un solo figlio potrà detrarre al massimo spese per 9.800 euro (14.000 x 0,70), mentre chi ha 105.000 euro e nessun figlio si fermerà a 4.000 euro (8.000 x 0,50).
Un lavoratore con 90.000 euro di reddito e tre figli a carico potrà invece sfruttare l’intero importo base di 14.000 euro, grazie al coefficiente pari a 1.
Dal calcolo del tetto restano escluse le spese sanitarie, gli investimenti in start‑up innovative e in PMI innovative; per le spese ripartite in più anni contano solo le rate di competenza, con esclusione degli interessi passivi sui mutui agrari e sui mutui per la prima casa stipulati entro il 31 dicembre 2024, dei premi assicurativi su contratti sottoscritti entro la stessa data e delle rate dei bonus edilizi ex articolo 16‑bis sostenute fino a fine 2024.
Il risultato è una redistribuzione selettiva del vantaggio fiscale: il peso del taglio si concentra su contribuenti con reddito elevato e scarso carico familiare, mentre famiglie numerose e redditi bassi restano relativamente protetti. Resta però un effetto strutturale: per molti contribuenti di fascia medio‑alta la somma effettivamente detraibile si ridurrà, con un incremento dell’imposta netta dovuta.
Prospettive future e accortezze per la pianificazione fiscale
Nel medio periodo il nuovo sistema di tetti e coefficienti potrebbe spingere una parte dei contribuenti ad anticipare o rinviare alcune spese detraibili, per massimizzarne l’effetto entro i limiti consentiti.
La progressiva riduzione del beneficio per i redditi oltre i 75.000 euro rende più importante la pianificazione familiare e patrimoniale: la presenza di figli fiscalmente a carico diventa una variabile decisiva anche ai fini delle agevolazioni.
In attesa di eventuali correttivi nelle prossime manovre, è consigliabile verificare già nel 2025, con il supporto di un consulente o di un CAF, l’impatto del nuovo tetto sulle proprie detrazioni, per evitare sorprese in sede di dichiarazione dei redditi 2026.
FAQ
Chi è interessato dal nuovo tetto alle detrazioni fiscali 2025?
Il nuovo tetto interessa i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, mentre sotto questa soglia le detrazioni restano integralmente applicabili secondo le regole precedenti.
Cosa succede alle detrazioni per chi ha redditi fino a 75.000 euro?
Per i redditi fino a 75.000 euro le detrazioni rimangono invariate: non si applicano tetti massimi di spesa detraibile legati al numero di figli.
Quali spese restano escluse dal nuovo limite di detraibilità?
Restano escluse dal tetto le spese sanitarie, gli investimenti in start‑up innovative, gli investimenti in PMI innovative e alcune spese rateizzate maturate entro il 2024.
Come influisce il numero di figli sul calcolo del tetto di detrazione?
Il numero di figli aumenta il coefficiente di calcolo: da 0,50 senza figli fino a 1 con più di due figli o con almeno un figlio disabile.
Da quali fonti sono state ricavate e rielaborate queste informazioni fiscali?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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