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Sindrome dell’Avana, nuova arma a microonde rilancia lo scontro USA-Russia
Funzionari statunitensi, tra cui diplomatici, agenti dell’intelligence e militari, sono colpiti dal 2016 da improvvisi disturbi neurologici in Cuba, Cina, Europa, Russia e Stati Uniti. Una nuova inchiesta di 60 Minutes indica nel 2024 l’acquisto segreto, da parte di Washington, di un’arma a microonde miniaturizzata riconducibile a una rete criminale legata alla Russia. I test condotti in un laboratorio militare americano avrebbero prodotto sugli animali lesioni simili a quelle riscontrate nelle vittime della cosiddetta “sindrome dell’Avana”. Se i risultati fossero confermati, gli Stati Uniti dovrebbero rivedere la precedente valutazione ufficiale che giudicava “molto improbabile” il coinvolgimento di un avversario straniero, con possibili conseguenze geopolitiche rilevanti nei rapporti con Mosca e sulla definizione delle nuove regole della guerra invisibile del XXI secolo.
In sintesi:
- Dal 2016 oltre duecento funzionari USA riferiscono misteriosi disturbi neurologici in più paesi.
- Nel 2024 Washington avrebbe testato un’arma a microonde compatibile con la sindrome dell’Avana.
- Le indagini chiamano in causa reti criminali e apparati collegati alla Russia, senza prove definitive.
- Le vittime denunciano anni di sottovalutazione politica, sanitaria e risarcitoria da parte di Washington.
Dall’Avana al 2024: come nasce e cambia il caso
La “sindrome dell’Avana” emerge nel 2016 tra i diplomatici americani a L’Avana, con vertigini, perdita di equilibrio, dolori intensi a testa e orecchie. In pochi anni il fenomeno si estende a Cina, Austria, Russia e territorio statunitense, con oltre duecento casi segnalati al Dipartimento di Stato.
Un ex tenente colonnello dell’aeronautica, impegnato su satelliti militari classificati in Virginia, racconta di essere stato colpito ripetutamente tra 2020 e 2021 nella propria abitazione: *“Sembrava che qualcuno mi avesse dato un pugno alla gola, poi una morsa alla testa”*. Altri funzionari parlano di suoni penetranti, pressione alle tempie, nausea, danni permanenti a memoria, vista e udito, fino a interventi chirurgici all’orecchio interno.
La storia potrebbe retrocedere al 1996. L’agente NSA Michael Beck, in missione in un “paese ostile”, segnala un’esposizione sospetta vicino a un cantiere diplomatico americano: poco dopo sviluppa sintomi neurologici progressivi, fino a un Parkinson precoce a 45 anni, mentre un collega muore con segni di invecchiamento accelerato.
Secondo Beck, un documento classificato già negli anni Novanta descriveva un sistema a microonde ad alta potenza in grado di indebolire o uccidere lentamente un avversario senza lasciare tracce evidenti. Questa ricostruzione, se confermata, collegherebbe le tecnologie a energia diretta agli studi condotti in epoca di Guerra fredda nell’Unione Sovietica.
Il medico e microbiologo David Relman, professore alla Stanford University e alla guida di due commissioni scientifiche governative, ritiene più plausibile per una parte dei casi l’esposizione a microonde pulsate ad alta intensità. Tali onde, opportunamente modulate, potrebbero interferire con i tessuti biologici, stimolare i neuroni, provocare disorientamento, perdita di coscienza e sensazioni uditive senza fonte sonora esterna.
Nel 2023 però l’Office of the Director of National Intelligence ha giudicato “molto improbabile” un ruolo diretto di un avversario straniero, alimentando lo scontro tra apparati di sicurezza, comunità scientifica e vittime.
L’arma a microonde e la nuova frontiera della guerra invisibile
La svolta arriva con l’inchiesta di 60 Minutes, supportata da fonti della CNN e del sito investigativo russo The Insider. Nel 2024 agenti sotto copertura del Department of Homeland Security avrebbero acquisito da una rete criminale collegata alla Russia un’arma a microonde portatile, occultabile in uno zaino e dotata di un software avanzato per modulare impulsi di onde radio o microonde a lunga portata, capaci di attraversare finestre e pareti sottili.
I test in un laboratorio militare statunitense avrebbero mostrato sugli animali lesioni neurologiche compatibili con quelle osservate nelle vittime umane. Il cuore del dispositivo non sarebbe tanto l’hardware, quanto l’algoritmo che modula l’onda elettromagnetica, producendo impulsi rapidi e variabili, in linea con le ipotesi scientifiche sulle microonde pulsate ad alta intensità.
Un’inchiesta congiunta di 60 Minutes e The Insider ha inoltre collocato membri di un’unità dell’intelligence militare russa in prossimità di alcuni episodi, pur senza fornire prove definitive contro il Cremlino, che continua a negare ogni coinvolgimento.
La dimensione politica e morale è centrale. Molti funzionari colpiti accusano l’amministrazione statunitense di minimizzare da anni, con ritardi nelle diagnosi, nell’assistenza medica e nei riconoscimenti formali dei danni da servizio. Un ex alto dirigente della Cia descrive così il sentimento diffuso: *“La ferita più grande non è solo quella neurologica. È la sensazione di essere stati abbandonati dal proprio paese”*.
Per diversi ex funzionari dell’intelligence, la riluttanza ufficiale nascerebbe dal timore di ammettere un “atto di guerra” sul suolo americano se fosse dimostrato l’uso deliberato di armi a energia diretta contro diplomatici e agenti USA. L’Office of the Director of National Intelligence ha annunciato una nuova revisione degli “Anomalous Health Incidents”, ma il rischio è che la sindrome dell’Avana diventi il paradigma di una futura guerra invisibile, combattuta con raggi silenziosi e difficili da attribuire, al confine tra tecnologia avanzata, deniability diplomatica e responsabilità verso le vittime.
FAQ
Che cos’è esattamente la sindrome dell’Avana?
La sindrome dell’Avana indica una serie di disturbi neurologici improvvisi (vertigini, nausea, deficit cognitivi) segnalati da funzionari USA all’estero e in patria dal 2016.
Quante persone sono state colpite finora dagli incidenti anomali?
Secondo il Dipartimento di Stato statunitense oltre duecento tra diplomatici, militari e agenti d’intelligence hanno riportato episodi compatibili con la sindrome dell’Avana.
Le microonde spiegano tutti i casi di sindrome dell’Avana?
No, le commissioni scientifiche indicano le microonde pulsate come spiegazione plausibile solo per una parte dei casi, escludendo un modello unico.
Esistono oggi cure efficaci per i danni neurologici riportati?
Sì, sono impiegati protocolli multidisciplinari (neurologia, otorinolaringoiatria, riabilitazione cognitiva) che migliorano i sintomi, ma molti pazienti riportano esiti permanenti.
Quali sono le fonti principali usate per questo approfondimento?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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