Delitto di Garlasco nuova pista dell’avvocato riaccende il mistero su Marco Poggi
Indice dei Contenuti:
Delitto di Garlasco, nuova ondata di fake news contro la famiglia Poggi
Nel caso del delitto di Garlasco, l’ennesima ondata di attacchi online colpisce oggi la famiglia di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco, in provincia di Pavia.
Nel mirino di teorie complottiste e fake news ci sono la madre Rita Preda e il fratello Marco Poggi, ora residente in Veneto.
Le nuove campagne diffamatorie, alimentate sui social e nei forum true crime, spingono il loro legale, l’avvocato Francesco Compagna, a presentare esposti e querele presso più Procure e al Garante della Privacy, per difendere il diritto all’onore di persone già riconosciute come parti civili e vittime secondarie dalla magistratura.
In sintesi:
- La famiglia Poggi è vittima di nuove fake news e campagne diffamatorie online.
- L’avvocato Compagna ha avviato esposti e querele in più Procure e al Garante.
- Contestata sui social la presenza di Marco Poggi in montagna il giorno dell’omicidio.
- Rita Preda e i familiari restano parti civili e vittime secondarie per la giustizia.
Teorie complottiste, foto contestate e azione legale in corso
Il clima intorno al delitto di Garlasco resta avvelenato. Sui social si moltiplicano post che, partendo da spezzoni di atti e servizi televisivi, alimentano sospetti contro Rita Preda e Marco Poggi.
Una delle fake news più ricorrenti riguarda la presunta assenza di Marco in Trentino il 13 agosto 2007. La famiglia ha diffuso numerose fotografie della vacanza in montagna, con gli stessi abiti indossati al rientro a Garlasco, ma online c’è chi parla di fotomontaggi.
“*C’è questo mondo parallelo, che nasce soprattutto sul web con insinuazioni e accuse… si confonde l’informazione con ipotesi assurde*”, ha spiegato l’avvocato Francesco Compagna a Chi l’ha visto? su Rai 3.
Nella stessa trasmissione sono state ricordate le intercettazioni di Rita Preda, in cui la madre appariva inizialmente protettiva verso Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara Poggi e condannato in via definitiva nel 2015.
“*All’epoca quello che cambiò la percezione fu il rinvenimento del Dna sui pedali. I genitori non volevano credere che il fidanzato… fosse il responsabile*”, ha detto Compagna, ribadendo che Rita, Marco e Giuseppe Poggi sono stati riconosciuti dal tribunale come vittime secondarie.
Le voci sul presunto passato da tossicodipendente, su inesistenti file pedopornografici e su un suo presunto internamento in comunità sono definite dal legale “*tutte bugie… assurdità che vanno a colpire il fratello della vittima*”.
Per questo, il difensore ha già coinvolto più Procure e il Garante della Privacy, denunciando una sistematica violazione delle norme e un uso distorto dei social come tribunale parallelo.
Il peso del processo mediatico e il rischio di nuovo odio online
Oggi Marco Poggi vive in Veneto, lavora e cerca una quotidianità riservata. Il suo avvocato racconta di avergli proposto interviste per chiarire la sua posizione, ma Marco ha scelto il silenzio, proprio per evitare di alimentare il circuito mediatico.
Per anni ha vissuto con i cronisti sotto casa, prima come fratello della vittima, ora come bersaglio di sospetti infondati.
“*Marco non è in una clinica. È un ragazzo normale, che lavora, legge i giornali e gli atti processuali*”, sottolinea Compagna.
Il rischio, evidenziato dal legale, è che il caso di Chiara Poggi diventi un modello negativo: un precedente in cui la narrazione social sovrasta la sentenza definitiva su Alberto Stasi e travolge le vittime secondarie.
La strategia difensiva, nei prossimi mesi, punterà a ottenere rimozioni di contenuti diffamatori e a far emergere una giurisprudenza più severa sul cyber–linciaggio dei familiari delle vittime.
FAQ
Chi è stato condannato per il delitto di Garlasco?
Il responsabile è stato individuato in Alberto Stasi, condannato in via definitiva dalla Cassazione nel 2015 a 16 anni di reclusione.
Perché la famiglia Poggi è ancora al centro di teorie complottiste?
Le teorie nascono da riletture parziali degli atti e da contenuti social privi di verifica, che ignorano le sentenze definitive.
Marco Poggi dove si trovava il giorno dell’omicidio?
Secondo atti e documentazione fotografica diffusa dalla famiglia, Marco Poggi si trovava in vacanza in montagna, in Trentino.
Cosa sta facendo il legale della famiglia contro le fake news?
L’avvocato Francesco Compagna ha presentato esposti e querele a diverse Procure e coinvolto formalmente il Garante della Privacy.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia sul delitto di Garlasco?
Il contenuto deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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