Delitto di Garlasco, Le Iene condannate: diffamazione aggravata per insinuazioni sul coinvolgimento di Stefania Cappa

Indice dei Contenuti:
Sentenza e motivazioni
La giudice della III sezione penale di Milano, Sara Faldini, ha qualificato come diffamazione aggravata l’insinuazione, nello speciale de Le Iene del maggio 2022, di un presunto coinvolgimento di Stefania Cappa nell’omicidio di Chiara Poggi. Nelle motivazioni della sentenza, depositate a fine ottobre e riferite alla condanna emessa ad aprile 2025, si afferma che il servizio “evidentemente” orientava lo spettatore a ritenere Cappa collegata al delitto del 13 agosto 2007. L’ipotesi si fondava sul richiamo alle dichiarazioni dell’operaio Marco Muschitta, già ritenute “assolutamente inattendibili” dal Gup di Vigevano nel 2009.
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La giudice evidenzia una “rappresentazione parziale” dei fatti: il programma non chiariva che quelle dichiarazioni erano inutilizzabili e prive di rilevanza probatoria. Le decisioni giudiziarie su Alberto Stasi – tanto l’assoluzione quanto la successiva condanna definitiva – non analizzano Muschitta, confermandone l’irrilevanza ai fini processuali.
Nel provvedimento si ribadisce che Stefania Cappa “non è mai stata indagata” per l’omicidio. Il procedimento per diffamazione è delimitato al contenuto e agli effetti comunicativi del servizio, restando distinto dalla complessità del caso Garlasco e dalle recenti riaperture d’indagine su altri soggetti. La costruzione narrativa del servizio, secondo il tribunale, risultava idonea a innescare una reazione emotiva nella persona coinvolta, pur a fronte dell’atteggiamento “deciso ma pacato” mantenuto dalla stessa Cappa.
Sanzioni e risarcimenti
Per la vicenda contestata, il tribunale ha condannato Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe al pagamento di una multa di 500 euro ciascuno. Inoltre è stato disposto il risarcimento in favore di Stefania Cappa, parte civile, con una provvisionale fissata in 10mila euro.
Le motivazioni, depositate a fine ottobre, chiariscono che la misura economica si fonda sulla “rappresentazione parziale” dei fatti offerta dal servizio e sull’omessa evidenziazione dell’inutilizzabilità delle dichiarazioni di Marco Muschitta. La quantificazione tiene conto della lesione reputazionale determinata dall’insinuazione e dell’impatto mediatico dello speciale televisivo.
Il provvedimento separa nettamente il profilo risarcitorio dal merito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, sottolineando che la condanna riguarda esclusivamente la comunicazione diffamatoria e i suoi effetti. La parte civile è assistita dagli avvocati Gabriele Casartelli e Matteo Bandello.
Reazioni e sviluppi televisivi
Nell’ultima puntata, Le Iene sono tornate sul caso di Garlasco, rivendicando la prosecuzione dell’inchiesta nonostante la condanna in primo grado. In apertura, gli autori hanno riconosciuto il verdetto per diffamazione nei confronti della famiglia Cappa e annunciato di aver presentato appello.
La trasmissione ha portato in onda due presunte testimonianze su presenze attorno alla villetta dei Poggi la mattina del delitto. Secondo il programma, se confermate, potrebbero dare sostegno al racconto dell’operaio Marco Muschitta, ritenuto però inattendibile dagli inquirenti e dai giudici fin dal 2009.
Il tribunale ha ribadito che tali elementi non incidono sul giudizio di diffamazione: il procedimento riguarda il contenuto e l’effetto del servizio del 2022, non la riapertura degli accertamenti né il merito della condanna definitiva di Alberto Stasi. Resta fermo che Stefania Cappa non è mai stata indagata.
FAQ
- Chi è stato condannato per diffamazione?
Gli autori Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe per il servizio del 2022. - Qual è il punto centrale della condanna?
L’insinuazione del coinvolgimento di Stefania Cappa nel delitto senza basi probatorie. - Le nuove testimonianze presentate in TV cambiano la sentenza?
No, non incidono sul giudizio di diffamazione, che riguarda il contenuto del servizio. - Stefania Cappa è mai stata indagata?
No, non risulta mai iscritta nel registro degli indagati. - Qual è la posizione de Le Iene dopo la condanna?
Hanno riconosciuto il primo grado e proposto appello, annunciando la prosecuzione dell’inchiesta televisiva. - Che ruolo hanno le dichiarazioni di Marco Muschitta?
Sono state giudicate inattendibili e inutilizzabili nei procedimenti sul caso. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le motivazioni della sentenza della III sezione penale di Milano, rese note a fine ottobre, come riportato dalla cronaca giudiziaria.




