Decreto bollette diventa legge con nuovi bonus e limiti al telemarketing
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Decreto bollette, cosa cambia per famiglie, imprese e telemarketing
Il nuovo Decreto bollette, approvato definitivamente dal Senato con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti, introduce dal 2026 misure strutturali per famiglie, imprese e mercato dell’energia in tutta Italia. Il provvedimento, già licenziato dalla Camera, interviene su rimborsi ai produttori, stretta sul telemarketing energetico, proroga del carbone fino al 2038 e aumento dell’Irap per le aziende del settore. Le novità nascono dall’esigenza di stabilizzare il sistema dopo la crisi energetica e di limitare le speculazioni, pur garantendo sicurezza degli approvvigionamenti e tutele ai consumatori, in un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi di gas ed elettricità.
In sintesi:
- Stop al telemarketing selvaggio per luce e gas, con contratti nulli se violano le nuove regole.
- Rimborsi anticipati ai produttori termoelettrici, subordinati al via libera della Commissione europea.
- Chiusura delle centrali a carbone rinviata al 31 dicembre 2038.
- Aumento Irap al 5,9% per le imprese energetiche nel biennio 2026-2027.
Le principali misure tra rimborsi, carbone e tasse alle imprese
Il decreto affida ad Arera la disciplina dei rimborsi ai produttori termoelettrici per il gas utilizzato nella produzione di energia elettrica immessa in rete. Gli importi saranno determinati in anticipo e per periodi definiti, con l’obiettivo dichiarato di massimizzare i benefici economici per i consumatori finali. L’intervento resta comunque condizionato all’autorizzazione della Commissione europea, cruciale per la compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato.
Sul fronte industriale, il provvedimento rinvia al 31 dicembre 2038 la dismissione delle centrali a carbone, legandola alla sicurezza energetica nazionale e alla disponibilità di alternative stabili. Per le imprese del comparto energetico, è previsto un incremento dell’aliquota Irap dal 3,9% al 5,9% limitatamente ai periodi d’imposta 2026 e 2027, con un gettito aggiuntivo destinato a finanziare parte delle misure a tutela di utenti domestici e produttivi.
Questi interventi si inseriscono in un contesto di forte incertezza internazionale, con i riflessi delle tensioni in Medio Oriente sui prezzi di gas, petrolio e sull’intero sistema energetico europeo.
Stretta sul telemarketing e scontro politico sulle misure
La sezione più innovativa riguarda il telemarketing energetico. Il decreto vieta chiamate e messaggi finalizzati alla vendita di contratti di luce e gas, salvo due eccezioni precise: richiesta diretta del consumatore oppure consenso esplicito già fornito al proprio operatore. Ogni contratto concluso in violazione di questi presupposti sarà automaticamente nullo.
In aggiunta, tutti i contatti dovranno provenire da numeri chiaramente identificabili. Gli utenti potranno segnalare abusi al Garante della privacy e all’Agcom; in caso di irregolarità potrà essere disposta anche la sospensione delle linee, con un effetto deterrente per i call center più aggressivi.
La premier Giorgia Meloni ha definito il testo *“concreto e coraggioso, con norme che nessun altro prima di noi aveva immaginato di scrivere”*. Il Codacons lo giudica invece un provvedimento ormai *“preistoria”*, inadeguato al nuovo scenario dei prezzi. L’Unione Nazionale Consumatori apprezza la stretta sul telemarketing ma considera *“molto deludente, invece, il fronte bollette”*. Le opposizioni restano compatte nelle critiche, temendo ricadute su imprese ed emissioni climalteranti.
FAQ
Cosa cambia subito per le chiamate di telemarketing su luce e gas?
Entrano in vigore divieti stringenti: chiamate e messaggi commerciali sono ammessi solo su richiesta diretta o previo consenso esplicito, altrimenti i contratti sono nulli.
Come posso segnalare chiamate moleste sul fronte energetico?
È possibile segnalare formalmente gli abusi al Garante della privacy e all’Agcom; in caso di violazioni, le linee dei call center possono essere sospese.
Quando aumenterà l’Irap per le imprese energetiche italiane?
L’incremento dell’aliquota Irap dal 3,9% al 5,9% scatterà per i soli periodi d’imposta 2026 e 2027, salvo ulteriori modifiche normative.
Fino a quando resteranno operative le centrali a carbone in Italia?
Il decreto proroga la chiusura delle centrali a carbone fino al 31 dicembre 2038, collegando la dismissione alla sicurezza energetica nazionale.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo approfondimento?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

