Cuba alza il livello dello scontro con gli USA, esercitazioni militari e timori di attacco anticipano trattativa decisiva

Cuba alza il livello dello scontro con gli USA, esercitazioni militari e timori di attacco anticipano trattativa decisiva

25 Gennaio 2026

25 Gennaio 2026/Home/NEWS/Cuba alza il livello dello scontro con gli USA, esercitazioni militari e timori di attacco anticipano trattativa decisiva

Cuba si prepara alla guerra con gli USA? Esercitazioni militari dopo l’attacco a Maduro. Trump: “Accettate un accordo prima che sia troppo tardi”

Allerta militare all’Avana

Le autorità di **L’Avana** hanno intensificato le manovre delle **Forze Armate Rivoluzionarie (FAR)** sotto la supervisione diretta del presidente **Miguel Díaz-Canel**. Le esercitazioni includono prove tattiche con carri armati, addestramento al tiro e simulazioni di combattimento urbano con la partecipazione di studenti universitari, mobilitati come riservisti potenziali.

Il **Consiglio di Difesa Nazionale (Cdn)** ha approvato nuovi piani per uno “stato di guerra”, segnale politico di massima prontezza, anche se i media statali non hanno diffuso dettagli operativi. La leadership cubana presenta la preparazione militare come strumento di deterrenza e calcolo dei costi per qualsiasi aggressore esterno.

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Le esercitazioni si svolgono in basi corazzate, poligoni e postazioni di difesa aerea strategiche nei pressi della capitale, con particolare enfasi sulla protezione delle infrastrutture energetiche e delle reti di comunicazione. I vertici militari insistono su difesa asimmetrica, mobilità e guerra di logoramento, in continuità con la dottrina sviluppata dopo la crisi dei missili.

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Venezuela, miccia della nuova crisi

L’operazione militare statunitense del 3 gennaio contro **Caracas** ha rappresentato lo spartiacque della nuova fase di tensione. La destituzione del presidente venezuelano **Nicolás Maduro** e la morte di 32 militari cubani, alcuni appartenenti alla sua scorta, hanno radicalizzato il discorso ufficiale dell’**Avana** contro **Washington**.

Per **Díaz-Canel**, il sostegno al Venezuela resta imprescindibile: **Caracas** è il principale fornitore di petrolio sovvenzionato e un pilastro della sopravvivenza economica cubana. L’attacco è stato presentato come avvertimento all’intero asse bolivariano, spingendo Cuba a rafforzare la cooperazione di intelligence e addestramento con i partner regionali.

Durante le cerimonie per i caduti in Venezuela, il presidente cubano ha escluso ogni ipotesi di resa o negoziato a condizioni dettate dagli Stati Uniti, evocando il linguaggio della “resistenza antimperialista” e intensificando la propaganda patriottica nei media statali e sui social controllati dal governo.

L’ultimatum di Trump e lo scontro economico

L’ex presidente **Donald Trump** ha rivolto a **Cuba** un messaggio secco: accettare un accordo “prima che sia troppo tardi”, minacciando la chiusura totale dei flussi di petrolio e denaro provenienti dal **Venezuela**. Il riferimento implicito è alla rete di sostegno economico che, tra petrolio, sanità e intelligence, lega L’Avana a Caracas.

Il blocco energetico rappresenterebbe un colpo durissimo per l’isola, già provata da carenze di carburante, razionamenti e crollo del turismo. Le autorità rispondono rilanciando il paradigma della “resistenza creativa”: austerità, sostituzione delle importazioni e rafforzamento dei legami con **Russia**, **Cina** e partner emergenti.

Sul piano diplomatico, Cuba tenta di capitalizzare il malcontento regionale verso un eventuale intervento diretto degli **USA**, proponendosi come vittima di un’offensiva egemonica. Tuttavia l’equilibrio interno resta fragile: proteste sociali, crisi economica e diaspora crescente limitano i margini di manovra del governo, rendendo lo scontro con Washington ad alto rischio.

FAQ

D: Perché Cuba sta intensificando le esercitazioni militari?
R: Per aumentare la deterrenza contro una possibile azione militare statunitense dopo l’operazione del 3 gennaio in Venezuela.

D: Qual è il legame tra Cuba e il Venezuela?
R: Il Venezuela è il principale fornitore di petrolio a condizioni favorevoli e un alleato politico chiave del governo cubano.

D: Cosa ha dichiarato Miguel Díaz-Canel sulla difesa del Paese?
R: Ha affermato che la preparazione militare è il modo migliore per costringere l’“imperialismo” a valutare il costo di un eventuale attacco.

D: Quanti militari cubani sono morti durante l’operazione a Caracas?
R: Secondo le autorità cubane, 32 soldati dell’isola sono rimasti uccisi, alcuni nella scorta di Nicolás Maduro.

D: Cosa ha minacciato Donald Trump contro Cuba?
R: Ha ventilato la possibilità di azzerare petrolio e flussi finanziari diretti verso l’isola se non verrà accettato un accordo.

D: Cuba si sta preparando a una guerra aperta con gli USA?
R: L’Avana parla pubblicamente di “stato di guerra” come misura di massima allerta, ma punta soprattutto alla deterrenza e alla pressione politica.

D: Come reagisce la popolazione cubana alla nuova escalation?
R: Tra razionamenti, crisi economica e timori di conflitto, cresce il malcontento, ma l’informazione è fortemente controllata dallo Stato.

D: Qual è la fonte giornalistica principale di queste informazioni?
R: I dettagli su esercitazioni, vittime e dichiarazioni provengono da resoconti della stampa internazionale e da agenzie come Reuters, riprese da vari media europei.

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