Crans-Montana, ustionati al Niguarda: come funziona l’accoglienza, gli interventi e l’attivazione dei posti letto

Accoglienza e valutazione immediata al niguarda
All’ospedale Niguarda, l’arrivo dei feriti da Crans-Montana avviene per via aerea con atterraggi coordinati e trasferimento immediato in shock room. La procedura prevede una valutazione primaria rapida delle vie aeree, della respirazione e della circolazione, seguita dall’identificazione dell’estensione delle ustioni e dalla verifica di eventuali traumi associati. Le TAC posizionate accanto alla shock room consentono di completare gli accertamenti diagnostici in urgenza senza spostamenti superflui, riducendo i tempi critici e il rischio di instabilità nei pazienti più gravi.
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Per ciascun arrivo è attivata un’équipe multidisciplinare dedicata, composta da rianimatori, medici d’urgenza, chirurghi del trauma team, chirurghi plastici e specialisti del Centro Ustioni. La presa in carico è immediata e sequenziale: stabilizzazione emodinamica, supporto ventilatorio quando necessario, analgesia mirata, bilancio dei fluidi secondo protocolli per grandi ustionati e monitoraggio continuo dei parametri vitali. Vengono inoltre applicati criteri stringenti per l’ossigenoterapia e per l’eventuale intubazione precoce nei casi con sospetto danno da inalazione.
Nei primi accessi con più pazienti critici, il Niguarda ha impiegato oltre venti professionisti contemporaneamente per garantire triage avanzato, esami in rapidità e definizione del percorso terapeutico. Ogni caso viene classificato in base alla percentuale di superficie corporea interessata e alla profondità delle lesioni, con priorità alle condizioni a rischio di compromissione respiratoria e alle emorragie occulte. L’inquadramento clinico iniziale si conclude con la pianificazione del trattamento, l’eventuale trasferimento in terapia intensiva e la preparazione all’intervento chirurgico quando indicato.
La logistica interna è stata ottimizzata per assicurare flussi dedicati ai grandi ustionati: accessi riservati, spazi per procedure sterili e percorsi rapidi verso le sale operatorie. La comunicazione con le centrali operative e con gli ospedali svizzeri garantisce la continuità clinica, con scambio strutturato di dati e immagini per allineare le valutazioni pre- e intraospedaliere. Ogni trasferimento avviene esclusivamente dopo conferma della stabilità clinica e della sicurezza del trasporto da parte del medico curante sul posto.
Sin dal primo contatto, l’assistenza è orientata alla prevenzione delle complicanze: controllo della temperatura, protezione delle aree lese, profilassi del dolore e gestione del rischio infettivo. Il risultato è un percorso di accoglienza ad alta intensità, capace di integrare diagnosi, stabilizzazione e decisione terapeutica in tempi compatibili con la criticità dei pazienti ustionati provenienti dall’evento di Capodanno a Crans-Montana.
Organizzazione clinica e aumento dei posti letto
Il Niguarda ha attivato un modello organizzativo ad alta capacità per la gestione simultanea dei grandi ustionati, ampliando in tempi rapidi la dotazione del Centro Ustioni da 12 a 16 posti letto, inclusi letti per pazienti con ventilazione assistita. L’incremento è stato reso possibile rimodulando le aree di terapia intensiva, garantendo copertura h24 di rianimatori, infermieri esperti in wound care complesso e personale di supporto dedicato alla prevenzione delle infezioni.
La struttura ha predisposto sale operatorie con percorsi sterili prioritari per i pazienti provenienti da Crans-Montana, mantenendo disponibilità continuativa anche nei fine settimana. La programmazione chirurgica è flessibile e dipende dalla gravità clinica: i casi più estesi o a rischio di complicanze vengono inseriti in agenda in urgenza, con slot riservati per debridement precoce, controllo delle perdite ematiche e protezione temporanea delle ferite.
Le attività di ricovero seguono protocolli standardizzati per grandi ustioni: gestione dei fluidi secondo formule validate, profilassi antitetanica, controllo del dolore multimodale, monitoraggio emodinamico avanzato e verifica della funzione respiratoria con attenzione al danno da inalazione. È operativo un sistema di allerta interna che consente l’immediata attivazione delle équipe in caso di ulteriori trasferimenti dalla Svizzera, con capacità di assorbimento di altri quattro pazienti senza compromettere gli standard di sicurezza.
Il coordinamento clinico è centralizzato presso la direzione del Centro Ustioni e integra rianimazione, chirurgia plastica, trauma team, radiologia e microbiologia. Ogni paziente è assegnato a un referente clinico che supervisiona il percorso, dalla stabilizzazione alla pianificazione degli interventi, fino alla gestione del rischio infettivo e nutrizionale. La tracciabilità degli esiti è supportata da cartelle elettroniche condivise e da teleconsulto continuo con le équipe che hanno preso in carico i feriti in Svizzera.
Per sostenere il picco di attività, la ASST Ospedale Niguarda ha rafforzato la supply chain dei materiali critici: medicazioni avanzate per ustioni profonde, sistemi di riscaldamento attivo, dispositivi per terapia intensiva, farmaci per sedazione e analgesia, antibiotici a spettro mirato. L’assetto logistico e clinico consente di mantenere la presa in carico anche in caso di ulteriori trasferimenti, mantenendo la priorità sui casi con criteri di trasportabilità confermati dai curanti sul territorio elvetico.
Interventi chirurgici e gestione post-operatoria
La strategia chirurgica al Niguarda privilegia il debridement precoce delle aree necrotiche, programmato entro le prime ore quando le condizioni emodinamiche lo consentono. Il primo paziente con la maggiore superficie corporea ustionata è stato sottoposto a un intervento tempestivo con rimozione dei tessuti devitalizzati, stabilizzazione dei margini e protezione temporanea delle ferite. L’obiettivo è ridurre il carico infettivo, limitare la risposta infiammatoria sistemica e favorire l’attecchimento dei successivi innesti cutanei. Il paziente è rientrato in terapia intensiva in condizioni stabili e sarà sottoposto a ulteriori sedute per completare la pulizia chirurgica e prevenire complicanze settiche.
Nel pomeriggio è stata trattata la giovane paziente con una lesione complessa della mano, per preservare funzione e sensibilità. La procedura ha previsto toilette chirurgica, valutazione intraoperatoria della vitalità dei tessuti e posizionamento di coperture temporanee in attesa della ricostruzione definitiva. La salvaguardia dell’architettura tendinea e della vascolarizzazione distale costituisce la priorità, con follow-up serrato per mantenere mobilità e ridurre il rischio di retrazioni cicatriziali.
Il terzo ragazzo, con estensione più limitata delle ustioni, è stato avviato a medicazioni avanzate e monitoraggio clinico senza indicazione immediata a intervento. La pianificazione chirurgica rimane dinamica: sale operatorie dedicate restano operative anche nel fine settimana per gestire i casi più complessi e per eventuali rioperazioni programmate. Ogni seduta tiene conto del bilancio dei fluidi, della coagulazione e del fabbisogno trasfusionale, con protocolli di riscaldamento attivo per evitare ipotermia intraoperatoria.
La gestione post-operatoria integra ventilazione protettiva quando necessaria, analgesia multimodale, controllo glicemico stretto e strategie di antibiotic stewardship basate su colture e sensibilità microbiologiche. Le ferite sono coperte con medicazioni a elevata capacità assorbente e sistemi di terapia a pressione negativa a indicazione selettiva, mentre l’idratazione e il supporto nutrizionale iperproteico vengono adeguati alla spesa metabolica aumentata dei grandi ustionati. Il monitoraggio include biomarcatori infiammatori, funzione renale e parametri respiratori, con particolare attenzione ai segni precoci di danno da inalazione.
La prevenzione delle complicanze si concentra su infezioni della ferita, sepsi, insufficienza multiorgano e tromboembolismo. Sono attivi protocolli per la profilassi antitrombotica, la mobilizzazione precoce compatibile con la stabilità clinica e la fisioterapia respiratoria. Nei casi di ustioni profonde è prevista la programmazione degli innesti cutanei autologhi o eterologhi, con valutazione quotidiana dell’attecchimento e del microcircolo. Il team di chirurgia plastica coordina i tempi ricostruttivi in base all’evoluzione delle lesioni e allo stato generale del paziente.
Il percorso riabilitativo viene avviato già in intensiva: splint dinamici per la mano lesata, esercizi passivi e attivi graduati, gestione delle cicatrici con presidi compressivi e silicone medicale. L’educazione del paziente e dei familiari è parte integrante del programma, così come il supporto psicologico per l’impatto dell’evento traumatico. L’intero iter è tracciato in cartella elettronica condivisa, con rivalutazioni multidisciplinari giornaliere per aggiornare il piano clinico e chirurgico.
FAQ
- Quanti pazienti ustionati sono stati presi in carico dal Niguarda?
Tre pazienti sono già stati trasferiti e presi in carico, mentre altri quattro sono in attesa di trasferimento in base alla stabilità clinica.
- Qual è la capacità attuale del Centro Ustioni del Niguarda?
I posti letto sono stati ampliati da 12 a 16, includendo postazioni per pazienti con ventilazione assistita.
- Come avviene la valutazione iniziale dei feriti?
I pazienti arrivano in elicottero, vengono valutati in shock room con TAC adiacenti per completare rapidamente gli accertamenti e definire il percorso terapeutico.
- Quali interventi chirurgici sono stati eseguiti per primi?
È stato effettuato un debridement precoce sul paziente con maggiore superficie ustionata e un intervento alla mano su una giovane paziente; il terzo paziente è gestito con medicazioni avanzate.
- Come viene gestito il rischio infettivo nel post-operatorio?
Si utilizzano debridement precoce, medicazioni avanzate, terapia a pressione negativa selettiva e protocolli di antibiotic stewardship basati su colture.
- Le sale operatorie sono disponibili anche nei weekend?
Sì, sono operative con percorsi dedicati per garantire continuità agli interventi urgenti e alle rioperazioni programmate.




