Crans-Montana svolta inchiesta, cauzione per Jessica Moretti ancora sospesa

Crans-Montana, il nodo irrisolto della cauzione per Jessica Moretti
Il caso del rogo al locale Constellation di Crans-Montana, con 41 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno, continua a sollevare interrogativi giudiziari e di fiducia nelle istituzioni elvetiche. Il Tribunale di Sion aveva annunciato il 13 gennaio 2026 la fissazione imminente del deposito cauzionale per Jessica Maric Moretti, direttrice del bar indagata con il marito Jacques per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi. A distanza di settimane, però, l’importo per lei non è mai stato determinato né versato, mentre il marito è stato scarcerato grazie a un versamento di 200mila franchi da parte di un “amico anonimo”, circostanza che alimenta dubbi sulla trasparenza del procedimento e sulla coerenza delle misure cautelari.
Le misure alternative alla custodia cautelare
Nella nota del 12 gennaio del Tribunale cantonale delle misure coercitive del Vallese veniva chiarito che per Jessica Maric Moretti era stato accertato “un rischio di fuga, l’unico rischio menzionato dalla Procura della Repubblica”.
Per questo motivo sono state imposte misure alternative standard: divieto di viaggio con impossibilità di lasciare la Svizzera, obbligo di consegnare tutti i documenti di identità e soggiorno alla procura, presentazione quotidiana presso una stazione di polizia e obbligo di versare un deposito cauzionale “adeguato”.
La stessa nota specificava che la quantificazione della cauzione richiedeva “un’indagine accurata” e che l’importo sarebbe stato “stabilito in un secondo momento”: una promessa, ad oggi, rimasta priva di seguito formale, elemento che alimenta la percezione di un vuoto procedurale difficile da giustificare davanti alle famiglie delle vittime.
Il rischio di fuga e la tenuta del sistema cautelare
Il riconoscimento di un rischio di fuga per Jessica Moretti impone una coerenza rigorosa nella gestione delle misure cautelari, soprattutto in un procedimento con un bilancio di 41 morti e 115 feriti.
L’assenza, nelle carte depositate alle parti civili, di un importo cauzionale formalmente fissato per lei solleva interrogativi su controlli patrimoniali, tempi dell’indagine economica e valutazione concreta della sua capacità di sottrarsi alla giustizia.


In un contesto ad altissimo impatto sociale e mediatico, ogni discrasia procedurale rischia di minare la fiducia nel sistema coercitivo cantonale, alimentando l’idea di un trattamento disomogeneo tra i due coniugi e di una gestione non pienamente allineata ai principi di trasparenza e prevedibilità attesi in casi di responsabilità penale grave.
La scarcerazione di Jacques Moretti e l’ombra sulla provenienza dei fondi
Parallelamente alla posizione ancora irrisolta di Jessica Moretti, il percorso giudiziario di Jacques Moretti ha seguito una traiettoria diversa e più definita. La procura aveva richiesto complessivamente 400mila franchi svizzeri di cauzione, 200mila per ciascuno dei coniugi. Per il marito, tale importo è stato interamente pagato, consentendone la scarcerazione il 23 gennaio. Il pagamento, effettuato da un “amico anonimo” tramite l’avvocato Patrick Michoud, ha aperto un ulteriore fronte di perplessità: la mancata pubblicità sull’origine dei fondi e sulle sue effettive disponibilità economiche, già oggetto di sospetti nelle indagini patrimoniali.
La cauzione pagata da un amico anonimo
La fuoriuscita di Jacques Moretti dal carcere è avvenuta dopo il versamento di 200mila franchi svizzeri, cifra corrispondente alla richiesta della procura per la sua sola posizione.
Il trasferimento è stato eseguito da un “amico anonimo” tramite l’avvocato Patrick Michoud, circostanza formalmente legittima ma che pone un problema di trasparenza, specie considerando le contestazioni sulla reale situazione patrimoniale dei coniugi.
La mancata divulgazione dell’identità del finanziatore e l’assenza di indicazioni pubbliche sui rapporti economici con i Moretti alimentano i sospetti delle parti civili sulla coerenza tra entrate dichiarate, tenore di vita e capacità di fronteggiare una cauzione così elevata, in un contesto in cui si ipotizzano dichiarazioni non veritiere sui redditi.
I sospetti sui redditi dichiarati dai coniugi Moretti
Nella documentazione consegnata dalla procura ai legali di parte civile emergono numerose pagine dedicate ai profili economici dei Moretti, ma soltanto la cauzione di Jacques risulta formalizzata.
Gli avvocati delle vittime, comprese quelle italiane, evidenziano una possibile discrasia tra quanto dichiarato dai coniugi e le effettive capacità finanziarie, ipotizzando omissioni o sottostime del patrimonio.
L’assenza di un importo cauzionale per Jessica e il contestuale versamento immediato per il marito rafforzano i dubbi su un quadro patrimoniale non ancora chiarito, nel quale il ruolo di soggetti terzi – come l’“amico anonimo” – potrebbe aver inciso sul bilanciamento delle misure cautelari e sulla percezione di equità del procedimento penale in corso.
La reazione delle parti civili e l’impatto sulla fiducia pubblica
Le famiglie delle vittime e i loro difensori contestano non solo la lentezza procedurale, ma soprattutto la mancanza di chiarezza attorno alla cauzione di Jessica Moretti. Nelle migliaia di pagine depositate alle parti civili, la traccia del deposito per lei sembra essersi “persa”, mentre quella di Jacques è pienamente rintracciabile. Gli avvocati delle vittime, anche italiane, parlano ormai apertamente di rabbia e smarrimento, chiedendo verifiche puntuali sulle indagini economiche, sulla provenienza dei fondi e sulle ragioni del silenzio del Tribunale di Sion rispetto all’impegno inizialmente assunto di fissare un importo cauzionale per l’ex direttrice del Constellation.
Le richieste degli avvocati delle vittime
I legali delle parti civili reclamano un chiarimento formale sullo stato delle verifiche patrimoniali e sul perché, nonostante l’annuncio del 13 gennaio, la cauzione per Jessica Moretti non sia mai stata calcolata in modo ufficiale.
Chiedono inoltre trasparenza sulla provenienza dei 200mila franchi versati per Jacques e un controllo incrociato dei redditi dichiarati, alla luce del sospetto che i coniugi possano aver mentito o sottostimato il proprio patrimonio reale.
Queste richieste puntano a ristabilire un equilibrio tra esigenze investigative, diritti della difesa e diritto delle vittime a conoscere come vengano adottate decisioni così sensibili, in un procedimento che ha già segnato profondamente l’opinione pubblica svizzera e internazionale.
La percezione pubblica del processo Constellation
Il caso Constellation è diventato un banco di prova per la credibilità della giustizia vallesana, poiché combina una tragedia collettiva a elementi di opacità procedurale.
La mancata formalizzazione della cauzione di Jessica Moretti, a fronte della rapida scarcerazione del marito, rischia di rafforzare la sensazione di una giustizia a geometria variabile, poco leggibile dall’esterno e vulnerabile alle critiche delle parti civili.
In un contesto di 41 vittime e 115 feriti, la gestione delle misure coercitive è percepita non solo come un atto tecnico, ma come un indicatore di rispetto verso chi ha perso familiari nella notte di Capodanno: ogni lacuna informativa si traduce in ulteriore sfiducia e in una ferita istituzionale che si somma alla tragedia umana.
FAQ
Qual è il ruolo del Tribunale di Sion nel caso Constellation?
Il Tribunale di Sion, tramite il Tribunale cantonale delle misure coercitive del Vallese, gestisce le misure cautelari nei confronti di Jessica e Jacques Moretti, inclusi divieti di viaggio, obblighi di firma e cauzioni.
Perché la cauzione di Jessica Moretti non è stata ancora fissata?
Nonostante l’annuncio del 13 gennaio 2026, nelle migliaia di pagine depositate alle parti civili non compare alcun importo per Jessica Moretti; la sua determinazione era subordinata a un’“indagine accurata” mai esplicitamente completata.
Quanto ha pagato Jacques Moretti per ottenere la scarcerazione?
Jacques Moretti è stato scarcerato il 23 gennaio dopo il pagamento di 200mila franchi svizzeri, pari alla cauzione richiesta dalla procura per la sua posizione personale.
Chi ha versato la cauzione per Jacques Moretti?
La somma di 200mila franchi è stata versata da un “amico anonimo” tramite l’avvocato Patrick Michoud; l’identità del finanziatore non è stata resa pubblica, sollevando dubbi sulla trasparenza.
Quali misure alternative alla detenzione gravano su Jessica Moretti?
Per Jessica Maric Moretti sono previste: divieto di lasciare la Svizzera, consegna dei documenti di identità, obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia e obbligo, ancora non quantificato, di deposito cauzionale.
Perché i redditi dei coniugi Moretti sono sotto esame?
Le parti civili sospettano che i Moretti possano aver dichiarato redditi e patrimonio non corrispondenti alla realtà, anche alla luce della disponibilità immediata dei 200mila franchi di cauzione per Jacques.
Come reagiscono le famiglie delle vittime e i loro avvocati?
Gli avvocati delle vittime, comprese quelle italiane, esprimono rabbia e chiedono chiarimenti su cauzioni, provenienza dei fondi, controlli patrimoniali e mancata formalizzazione dell’importo dovuto da Jessica.
Qual è la fonte delle informazioni sul caso Moretti e Constellation?
Le informazioni qui analizzate derivano dalla nota ufficiale del Tribunale cantonale delle misure coercitive del Vallese del 12 gennaio 2026 e dagli elementi ricostruiti dal quotidiano il Messaggero sul caso Jessica e Jacques Moretti.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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