Crans Montana svela il retroscena: politica in corsa per conquistare il dolore delle famiglie delle vittime
Indice dei Contenuti:
Abbraccio delle istituzioni alle famiglie
Roma ha ospitato una celebrazione sobria ma carica di significato nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, trasformata in un gesto ufficiale di vicinanza dello Stato alle famiglie dei giovani morti a Crans-Montana. Non un funerale, né una semplice commemorazione: un atto politico-istituzionale voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha chiamato a raccolta l’esecutivo e le cariche parlamentari.
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Alla convocazione di Palazzo Chigi i ministri hanno risposto in massa, nonostante il pomeriggio di venerdì. All’arrivo, Meloni ha rivolto un saluto riservato ai parenti, seduti nei banchi laterali, e ha rinnovato l’attenzione al termine della messa, prima di lasciare la basilica con discrezione lungo via del Corso.
A testimoniare l’impronta istituzionale, la disposizione dei posti secondo una precisa liturgia: prime file dedicate al governo, con i vertici dell’esecutivo in evidenza, e banchi separati per i familiari, circa una ventina. Il clima è stato composto, segnato da strette di mano e abbracci, e dalla promessa di accompagnare i parenti nel percorso di tutela dei loro diritti, come raccontato da Giuseppe Tamburi, padre di una delle vittime.
FAQ
- Che evento si è svolto a Roma?
Una celebrazione di vicinanza istituzionale alle famiglie delle vittime di Crans-Montana. - Dove si è tenuta la cerimonia?
Nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso. - Chi ha promosso l’iniziativa?
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni. - Le famiglie dove erano collocate?
Nei banchi laterali riservati, con saluti dedicati prima e dopo la messa. - Qual era il taglio dell’evento?
Istituzionale e politico, non un funerale né solo commemorazione. - Quale impegno è stato promesso ai parenti?
Accompagnamento passo a passo per la tutela dei loro diritti.
Presenza trasversale di maggioranza e opposizione
La partecipazione è stata ampia e ordinata, con i posti assegnati secondo una liturgia parlamentare: in prima fila la presidente del Consiglio Giorgia Meloni accanto ai vice Antonio Tajani e Matteo Salvini. Nella seconda fila i ministri con portafoglio, tra cui Giancarlo Giorgetti e Guido Crosetto. Nella terza Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini, Maria Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin.
Più indietro i ministri senza portafoglio, da Eugenia Roccella a Alberto Zangrillo e Andrea Abodi, con assenze rilevanti come Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Sui banchi di sinistra, opposizioni e figure istituzionali: in prima fila Elly Schlein e Giuseppe Conte, seguiti da Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi.
La chiamata di Palazzo Chigi è stata accolta anche dai leader avversari, con le sole assenze di Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il controcanto politico si è tradotto in un’immagine di unità nazionale, suggellata da saluti reciproci tra maggioranza e opposizione ai margini della cerimonia.
FAQ
- Chi sedeva nelle prime file del governo?
Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini. - Quali ministri di peso erano presenti?
Giancarlo Giorgetti, Guido Crosetto e altri membri dell’esecutivo. - Chi rappresentava l’opposizione in prima fila?
Elly Schlein e Giuseppe Conte. - Quali assenze di rilievo sono state registrate?
Matteo Piantedosi e Carlo Nordio tra i ministri; Matteo Renzi e Carlo Calenda tra i leader. - Come erano organizzati i posti?
Disposizione per rango istituzionale, governo a destra e opposizione a sinistra. - Quale messaggio politico è emerso?
Un’immagine di unità oltre le appartenenze, nel segno del rispetto delle vittime.
Memoria, denuncia e impegno per il futuro
Nel cuore della liturgia, la voce della Chiesa ha affidato alla memoria un compito civile. Il cardinale Baldassarre Reina ha definito la fine dei giovani di Crans-Montana «insopportabile» e «evitabile», richiamando una responsabilità collettiva che travalica il rito. La sua omelia ha unito consolazione e richiamo etico, invocando una «straziante comunione» con chi piange.
Il messaggio è stato netto: se ci riconosciamo «genitori, fratelli, sorelle, amici» nel dolore, dobbiamo esserlo nell’azione perché «questo non accada più». Una denuncia che chiede verità giudiziaria, prevenzione e standard di sicurezza verificabili.
Le parole dei familiari hanno risuonato come mandato pubblico. Giuseppe Tamburi ha raccontato l’abbraccio ricevuto da maggioranza e opposizione, traducendo la vicinanza in un impegno: accompagnamento «passo a passo» per la tutela dei diritti. Un patto morale che ora attende riscontri concreti nelle aule e nelle indagini.
FAQ
- Chi ha pronunciato l’omelia?
Il cardinale Baldassarre Reina. - Qual è stato il fulcro del messaggio religioso?
Memoria unita a responsabilità: tragedia «insopportabile» ed «evitabile». - Cosa si chiede alle istituzioni?
Verità, prevenzione, e standard di sicurezza controllabili. - Quale ruolo hanno i familiari?
Custodi della memoria e promotori di un mandato pubblico di tutela. - Cosa ha riferito Giuseppe Tamburi?
Vicinanza trasversale e promessa di sostegno «passo a passo». - Qual è l’obiettivo dichiarato?
Evitare il ripetersi di tragedie simili tramite azioni verificabili.




