Crans-Montana, Jessica Moretti rompe il silenzio e accusa la ragazza

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Crans-Montana, Jessica Moretti infanga la ragazza col casco: “Sua iniziativa”
Le nuove rivelazioni sull’interrogatorio
Nel nuovo verbale d’interrogatorio, l’imprenditrice **Jessica Moretti**, co-titolare del locale **Le Constellation** di **Crans-Montana**, avrebbe ribadito che la modalità spettacolare di servizio dello champagne nasceva da scelte autonome del personale. Secondo quanto emerge dagli atti, l’uso delle fontane pirotecniche fissate alle bottiglie sarebbe stato deciso sul momento dai camerieri, in particolare dalla giovane **Cyane Panine**, protagonista degli ultimi video girati prima dell’incendio.
La dinamica ricostruita dagli inquirenti collega l’innesco del rogo alle scintille prodotte dai fuochi posizionati sulle bottiglie, che avrebbero raggiunto il materiale fonoassorbente del soffitto, rivelatosi altamente infiammabile. L’operazione “in stile Constellation” – con la cameriera portata sulle spalle di un collega e la bottiglia illuminata da una candela pirotecnica – era divenuta un marchio informale del locale, soprattutto nelle serate più affollate e con la clientela abituale.
La stessa **Moretti**, sempre secondo i verbali, avrebbe sostenuto di non aver mai percepito rischi sostanziali in dieci anni di gestione, affermando che, se avesse avuto anche il minimo dubbio sulla pericolosità di quella pratica scenografica, l’avrebbe vietata immediatamente. Questa posizione difensiva viene ora valutata con estrema attenzione dagli inquirenti e dagli avvocati delle famiglie delle quaranta vittime.
Responsabilità, iniziativa del personale e sicurezza
Dalle dichiarazioni dell’imprenditrice emerge un quadro in cui l’enfasi è posta sull’autonomia operativa dei dipendenti, descritti come liberi di scegliere se e come effettuare le “entrate” delle bottiglie ai tavoli dei clienti. La giovane **Cyane**, che nei video compare con il casco in testa e le bottiglie scintillanti, viene indicata come particolarmente entusiasta di questo tipo di servizio coreografico, scelto anche in funzione del rapporto di confidenza con alcuni clienti abituali.
Nel contesto delle indagini sulla strage di **Capodanno** a **Crans-Montana**, però, la questione centrale resta il perimetro delle responsabilità datoriali in materia di sicurezza: la possibilità che un datore di lavoro scarichi di fatto sui dipendenti la gestione di pratiche potenzialmente rischiose viene scrutinata alla luce delle norme svizzere e internazionali su prevenzione incendi e tutela dei lavoratori. I magistrati analizzano se la scelta di usare fuochi pirotecnici in ambiente chiuso fosse compatibile con le autorizzazioni e con una valutazione ragionevole del rischio.
Gli avvocati delle famiglie delle vittime contestano l’idea che l’iniziativa personale possa assolvere il management da controlli stringenti su materiali, procedure, formazione e scenografie di sala. L’argomento “non avevamo mai avuto incidenti” viene considerato insufficiente a giustificare l’assenza di misure precauzionali più rigorose.
Video, pannelli fonoassorbenti e nuovi interrogativi
Un nuovo filmato acquisito agli atti mostra le condizioni dei pannelli fonoassorbenti del **Le Constellation**, descritti come mal fissati e addirittura sostenuti da stecche da biliardo in alcuni punti. Queste immagini rafforzano l’ipotesi di un locale con standard di sicurezza carenti, dove elementi strutturali fondamentali venivano gestiti in modo approssimativo. L’abbinamento tra materiale fonoassorbente potenzialmente infiammabile e uso disinvolto di fontane pirotecniche rappresenta, per gli inquirenti, un fattore chiave nella dinamica del disastro.
È emersa anche una ricevuta relativa alla cauzione legata alla serata di **Capodanno** a **Crans-Montana**, documento che, pur essendo apparentemente ordinario, solleva dubbi sugli accordi economici, sulle responsabilità organizzative e sulla gestione dei flussi di pubblico. Gli investigatori intendono capire chi avesse l’ultima parola sulla sicurezza dell’evento, su eventuali limiti di capienza e sul rispetto delle prescrizioni tecniche per impianti, arredi e decorazioni luminose.
L’insieme di video, verbali, evidenze strutturali e documenti amministrativi sta ridisegnando il quadro accusatorio: non solo l’errore umano della singola cameriera, ma una possibile catena di omissioni, leggerezze e sottovalutazioni che, secondo le famiglie delle vittime, trasformò una festa in una trappola mortale.
FAQ
D: Dove si è verificata la tragedia di Capodanno?
R: Nel locale Le Constellation a Crans-Montana, località turistica della Svizzera.
D: Chi è la proprietaria al centro delle indagini?
R: Si tratta di Jessica Moretti, co-titolare del locale insieme al marito.
D: Che ruolo aveva la cameriera citata nei verbali?
R: Cyane Panine era la cameriera che effettuava il servizio scenografico delle bottiglie con fontane pirotecniche ed è rimasta vittima dell’incendio.
D: Cosa sostiene la proprietaria sulle modalità di servizio dello champagne?
R: Afferma che la scelta di usare le fontane di luce e le entrate spettacolari fosse decisa autonomamente dal personale.
D: Come si sarebbe sviluppato l’incendio secondo gli inquirenti?
R: Le scintille delle fontane pirotecniche avrebbero raggiunto il materiale fonoassorbente del soffitto, innescando il rogo.
D: Cosa mostra il nuovo video emerso a Crans-Montana?
R: Mostra condizioni precarie dei pannelli fonoassorbenti, in parte sostenuti da stecche da biliardo.
D: Perché la ricevuta della cauzione è ritenuta importante?
R: Perché può chiarire responsabilità organizzative, accordi economici e gestione della sicurezza nella serata di Capodanno.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle ricostruzioni citate?
R: Le informazioni provengono da un articolo di cronaca investigativa pubblicato da un quotidiano nazionale che ha avuto accesso ai verbali e agli atti sull’incendio di Crans-Montana.




