Crans-Montana, il sindaco rompe il silenzio e svela il suo dramma

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Crans Montana, il sindaco Feraud: “Il mio cuore è a pezzi, ho iniziato terapia dallo psicologo”
Dolore personale e gestione della crisi
Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, racconta di vivere “il peggior momento” della sua vita pubblica e privata, segnato dalla strage di Capodanno al locale Le Constellation, costata la vita a 40 giovanissimi e con oltre cento feriti gravi. Ogni giorno, riferisce, piange per le vittime e per i sopravvissuti che lottano ancora con le conseguenze fisiche e psicologiche dell’incendio.
La sofferenza lo ha portato ad avviare un percorso strutturato di cura: ha iniziato una terapia con uno psicologo, che prevede lunga e continuativa. Il trauma, sottolinea, resterà una ferita aperta per tutta l’esistenza, mentre sullo sfondo resta la pressione dell’opinione pubblica, delle famiglie e dei media internazionali. Il politico svizzero spiega di essersi concentrato sul coordinamento della gestione dell’emergenza, tra rapporti con la Procura, supporto ai feriti e dialogo con le autorità straniere, in particolare quelle italiane, dopo il richiamo e il successivo rientro dell’ambasciatore a Berna.
Accanto alla dimensione privata, Feraud insiste sulla necessità di ristabilire fiducia nelle istituzioni locali, riconoscendo che la tragedia ha scosso in profondità il rapporto tra cittadini e amministrazione comunale.
Responsabilità politiche, errori e inchiesta
Il primo cittadino ammette con franchezza di essere considerato “colpevole agli occhi di molte persone”, pur non essendo, al momento, formalmente inquisito né interrogato dagli inquirenti. Sottolinea che la Procura della Repubblica stabilirà, con un’indagine autonoma, le responsabilità di tutti gli attori coinvolti, incluse le sue, e afferma di essere pronto ad assumersi ogni eventuale colpa che dovesse emergere dalle risultanze giudiziarie.
Tornando alla contestata conferenza stampa del 6 gennaio, definita da più parti un fallimento comunicativo, Feraud riconosce di aver commesso un grave errore nel non chiedere scusa pubblicamente alle famiglie delle vittime e ai feriti. Spiega di aver privilegiato la “prudenza istituzionale” nell’illustrare i fatti e le prime verifiche sui controlli mancati nel locale, rinunciando a esprimere apertamente il proprio dolore e il rammarico dell’amministrazione. Una scelta che oggi giudica sbagliata, perché ha alimentato la percezione di distanza e freddezza delle autorità locali.
Il sindaco respinge con forza le insinuazioni su presunte tangenti o favori ai gestori del locale, sostenendo di aver sempre agito in modo integro e trasparente. Non accenna però a possibili dimissioni, nonostante le ripetute richieste giunte soprattutto dall’Italia, limitandosi a ribadire che affronterà le decisioni della magistratura qualunque esse siano.
Minacce, carenze nei controlli e misure correttive
Il clima attorno al municipio di Crans-Montana è diventato incandescente: Feraud dichiara di aver ricevuto diverse minacce di morte dopo la tragedia, mentre molti dipendenti comunali si dicono traumatizzati, temendo ripercussioni personali e giudiziarie. L’amministrazione ha avviato una valutazione delle condizioni di sicurezza per il personale, oltre a un supporto interno per gestire lo shock collettivo seguito alla notte di Capodanno.
Il nodo centrale resta quello dei controlli omessi o insufficienti sui locali pubblici. Il sindaco afferma di non essere stato pienamente informato sulle carenze emerse riguardo alla frequenza delle ispezioni e rifiuta l’idea che esista un problema strutturale radicato nel tempo. Difende la professionalità dei dirigenti comunali, descritti come “meticolosi”, ma ammette che in questo caso si sono verificate evidenti mancanze, oggi al vaglio degli inquirenti.
Dopo l’incendio, il Comune ha rafforzato il servizio tecnico assumendo specialisti dedicati alle verifiche periodiche di sicurezza in tutti i luoghi aperti al pubblico. Dal 19 gennaio è in corso un piano straordinario per completare rapidamente le ispezioni e rassicurare cittadini, turisti, residenti e proprietari di esercizi. A partire dal 2027 è previsto un sistema di follow-up strutturato e continuativo, con l’obiettivo di prevenire qualsiasi nuova falla nei controlli.
FAQ
D: Chi è il sindaco coinvolto nella tragedia di Capodanno?
R: Si tratta di Nicolas Feraud, primo cittadino di Crans-Montana, località turistica del Canton Vallese in Svizzera.
D: Perché il sindaco ha iniziato una terapia psicologica?
R: Ha spiegato di vivere un trauma profondo per la morte di 40 giovani e per le condizioni dei feriti, motivo per cui ha iniziato un percorso a lungo termine con uno psicologo.
D: Qual è stata la principale critica alla conferenza stampa del 6 gennaio?
R: L’assenza di scuse dirette alle vittime e alle famiglie, nonostante il riconoscimento dei mancati controlli nel locale teatro della tragedia.
D: Il sindaco ha ammesso errori nella gestione pubblica?
R: Sì, ha riconosciuto di aver sbagliato nel privilegiare la prudenza istituzionale invece di esprimere apertamente cordoglio e richiesta di perdono.
D: Feraud è indagato dalla Procura?
R: Al momento dichiara di non essere né incriminato né interrogato, ma afferma che accetterà ogni responsabilità che dovesse emergere dall’inchiesta.
D: Quali misure sono state prese sui controlli di sicurezza?
R: Il Comune ha assunto specialisti per intensificare le ispezioni dei locali pubblici e introdurre un sistema di follow-up strutturato dal 2027.
D: Il sindaco ha ricevuto minacce dopo la tragedia?
R: Sì, riferisce di aver ricevuto diverse minacce di morte e segnala che molti dipendenti comunali risultano traumatizzati dalla vicenda.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni del sindaco?
R: Le frasi e le ricostruzioni citate provengono da un’intervista di Nicolas Feraud all’agenzia svizzera Keystone-Ats, ripresa e rilanciata da testate italiane di cronaca.




