Crans Montana emerge ricevuta cauzione e scoppiano inquietanti dubbi sulla strage

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Crans Montana spunta la ricevuta della cauzione : nuovi interrogativi sulla strage di Capodanno
La prova di pagamento che cambia l’inchiesta
La ricevuta della cauzione da 200mila franchi svizzeri, mostrata in esclusiva dalla trasmissione Fuori dal coro condotta da Mario Giordano, introduce un nuovo elemento delicatissimo nel procedimento penale sul rogo avvenuto a Crans-Montana. Il documento attesta il versamento che ha permesso la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation, dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone, tra cui sei giovani italiani.
Secondo quanto emerso, a coprire la somma non sarebbe stato lo stesso imprenditore, ma un finanziatore identificato come facoltoso uomo d’affari di Ginevra, considerato vicino all’ambiente del locale e al suo titolare. Questa circostanza apre scenari inediti sulle relazioni economiche e personali che ruotano attorno alla gestione del bar, alimentando l’ipotesi di una rete di interessi più ampia di quanto finora emerso negli atti ufficiali.
La ricevuta, ora resa pubblica, non modifica formalmente i capi di imputazione – omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo – ma diventa un tassello centrale per comprendere chi abbia interesse a sostenere la difesa dell’indagato e con quali possibili ricadute sul prosieguo delle indagini e sulle future richieste risarcitorie delle parti civili.
Indignazione delle famiglie e frizione diplomatica
La decisione delle autorità giudiziarie svizzere di concedere la libertà provvisoria a Jacques Moretti, formalizzata pochi giorni prima della diffusione televisiva della ricevuta, ha innescato un’ondata di proteste fra i parenti delle vittime in Italia e in Svizzera. Molti ritengono che la scarcerazione sia avvenuta in una fase ancora troppo iniziale dell’istruttoria, a fronte di un bilancio di morti e feriti che segna una delle tragedie più gravi mai registrate in una località turistica alpina.
Il clima emotivo, già tesissimo, si è aggravato con le dichiarazioni pubbliche di alcuni familiari che contestano quella che percepiscono come una sproporzione fra l’entità della cauzione e il numero delle vite spezzate. A loro avviso, il messaggio implicito è quello di una giustizia che sembrerebbe maggiormente sensibile alla capacità economica dell’indagato e dei suoi sostenitori rispetto al bisogno di verità e responsabilità penale.
Sul piano istituzionale, la vicenda ha complicato ulteriormente i rapporti tra Roma e Berna, spingendo la parte italiana a chiedere maggiore trasparenza procedurale, accesso rapido agli atti e un coordinamento più stretto tra procure. Il caso, per dimensione mediatica e impatto emotivo, è ormai un banco di prova per la cooperazione giudiziaria transfrontaliera e per la fiducia dei cittadini nei due sistemi di giustizia.
Ombre sui risarcimenti e sulla catena delle responsabilità
Mentre l’indagato principale affronta il procedimento in stato di libertà, resta aperto il capitolo cruciale dei risarcimenti ai familiari delle vittime e ai feriti. Le prime stime sui tempi di liquidazione, filtrate da ambienti legali fra Svizzera e Italia, indicano iter lunghi, complessi e fortemente legati all’accertamento puntuale delle responsabilità tra gestore del locale, proprietari dell’immobile, società di sicurezza, assicurazioni e autorità di controllo.
Gli avvocati delle parti civili puntano a ricostruire non solo le cause tecniche dell’incendio, ma anche eventuali omissioni nelle misure di sicurezza, nella capienza del locale e nella gestione delle vie di fuga. Ogni nuova informazione – compresa l’identità e il ruolo del finanziatore della cauzione – viene letta in chiave di possibile prova indiretta dell’esistenza di una struttura imprenditoriale più articolata, potenzialmente chiamata a rispondere anche sul piano civile e assicurativo.
La percezione pubblica è che, accanto al processo penale, si stia aprendo un secondo fronte: quello della giustizia economica. A fronte di una tragedia che ha colpito giovani e famiglie di diversi Paesi, la tenuta del sistema risarcitorio, la trasparenza degli accordi extragiudiziali e la tempestività delle decisioni diventeranno parametri decisivi per valutare l’effettività della tutela offerta alle vittime.
FAQ
D: Chi ha mostrato per primo la ricevuta della cauzione in televisione?
R: La ricevuta è stata mostrata in esclusiva dalla trasmissione Fuori dal coro condotta da Mario Giordano su un’emittente nazionale italiana.
D: A quanto ammonta la cauzione versata per la scarcerazione di Jacques Moretti?
R: L’importo indicato nel documento è di 200mila franchi svizzeri, somma ritenuta decisiva per ottenere la libertà provvisoria.
D: Chi risulta aver pagato materialmente la cauzione?
R: Secondo le informazioni emerse, il versamento sarebbe stato effettuato da un imprenditore di Ginevra, descritto come vicino all’ambiente di Jacques Moretti.
D: Per quali reati è indagato il proprietario del bar Le Constellation?
R: Gli vengono contestati omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo in relazione al rogo di Capodanno.
D: Quante vittime ha causato l’incendio nella località turistica svizzera?
R: Il bilancio parla di 40 morti, tra cui sei giovani italiani, oltre a numerosi feriti.
D: Perché la scarcerazione ha suscitato indignazione in Italia?
R: I familiari delle vittime giudicano la liberazione anticipata rispetto alla gravità dei fatti e temono un indebolimento della percezione di giustizia.
D: Quali sono le principali criticità sui risarcimenti?
R: Si temono tempi lunghi, conflitti tra assicurazioni e difficoltà nel definire la catena delle responsabilità tra gestori, proprietari e soggetti terzi.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria citata nella ricostruzione?
R: Le informazioni di base provengono da servizi e anticipazioni diffusi dalla trasmissione Fuori dal coro e da articoli di cronaca giudiziaria ripresi dalla stampa italiana.




