Crans-Montana, addio a Chiara Costanzo e Achille Barosi: Milano si ferma tra dolore e domande aperte

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Milano in lutto per Chiara e Achille
Milano si è fermata per abbracciare le famiglie di Chiara Costanzo e Achille Barosi, sedicenni morti nella tragedia di Crans-Montana nella notte di Capodanno. Le esequie hanno coinvolto due basiliche simbolo, Santa Maria delle Grazie e Sant’Ambrogio, entrambe gremite, soprattutto di giovani, in una giornata segnata dal silenzio e dal cordoglio collettivo. Le comunità scolastiche, gli amici e rappresentanti delle istituzioni hanno condiviso il lutto, testimoniando una partecipazione corale senza clamori.
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Tra i banchi e sui sagrati si sono intrecciati fiori, fotografie e palloncini bianchi, diventati segni di una memoria che chiede rispetto e responsabilità. Il dolore ha attraversato la città, dall’interno delle chiese fino alle piazze, dove si sono raccolte migliaia di persone. La presenza discreta delle autorità e delle forze dell’ordine ha accompagnato un commiato sobrio, composto, scandito da preghiere e da parole misurate.
Il lutto milanese si è unito a quello che, nello stesso giorno, ha attraversato altre città italiane e località estere per le vittime della stessa tragedia, con una partecipazione generazionale evidente. La risposta civile è stata netta: vicinanza alle famiglie, tutela dei più giovani, richiesta di accertare responsabilità e prevenire nuovi drammi.
L’addio a Chiara a Santa Maria delle Grazie
Nella basilica di Santa Maria delle Grazie, l’assemblea era già al completo molto prima dell’inizio: compagni di classe, amici e coetanei hanno occupato navata e sagrato, molti con una rosa bianca o rossa e palloncini lasciati all’ingresso. Accanto alle corone, fotografie di Chiara Costanzo sorridente hanno accompagnato il rito in un silenzio denso e composto.
Durante l’omelia, don Alberto Torriani, già rettore del Collegio San Carlo, ha richiamato la responsabilità degli adulti: «i ragazzi non vanno lasciati da soli», ha detto, indicando il vuoto che tragedie simili aprono tra i giovani. Le parole hanno risuonato tra i banchi colmi di studenti, molti arrivati anche da fuori Milano.
Al termine, il padre, Andrea Costanzo, ha chiesto «verità» e impegno perché «queste cose non succedano mai più», invitando a tenere viva la memoria di Chiara, «che aveva voglia di vita» e ha dovuto rinunciare ai propri sogni troppo presto. Presenti anche autorità e la senatrice a vita Liliana Segre: «Non ho parole per i genitori. Lo si può sopportare da figlia, non da madre».
Il saluto ad Achille a Sant’Ambrogio
Nella basilica di Sant’Ambrogio, il commiato per Achille Barosi ha richiamato una folla composta, in gran parte di giovani, alcuni con lo zaino di scuola ancora in spalla. Sul sagrato, gli amici hanno deposto due corone: una firmata dai compagni di via Settembrini, l’altra con la dedica «ti vogliamo bene». All’esterno, una squadra dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Milano ha reso gli onori con un picchetto in segno di rispetto.
Durante la celebrazione ha preso la parola il nonno, Osvaldo, che ha richiamato alla forza silenziosa della comunità: «serve fede e amore, e stare vicini; è l’unica medicina gratuita per non sprofondare». Le sue frasi sono state accolte in un clima di raccoglimento, senza clamori, tra abbracci e sguardi bassi.
All’uscita del feretro, applausi sommessi e lacrime hanno accompagnato il corteo. Nel piazzale antistante, migliaia di persone hanno atteso il passaggio accanto al carro funebre fermo in silenzio, mentre risuonavano le note di “Perdutamente” di Achille Lauro, una delle canzoni preferite di Achille, scelta come ultimo saluto.
La richiesta di verità e il sostegno ai giovani
Le parole di Andrea Costanzo hanno tradotto il dolore in una domanda non eludibile: «sete di verità» e impegno perché simili tragedie non si ripetano. La comunità di Milano ha raccolto l’appello, trasformando il cordoglio in richiesta di accertamenti puntuali e responsabilità chiare, senza scorciatoie.
Il richiamo di don Alberto Torriani – «i ragazzi non vanno lasciati da soli» – ha indicato la priorità: accompagnamento educativo, spazi sicuri, adulti presenti. Un monito che ha risuonato tra scuole, famiglie e istituzioni, chiamate a una vigilanza concreta e continuativa.
Le presenze istituzionali, tra cui la senatrice a vita Liliana Segre, hanno dato forma a una solidarietà sobria e a un impegno civile che si estende oltre il rito. Nel giorno del lutto, la città ha chiesto prevenzione, regole rispettate e controlli efficaci negli eventi frequentati dai giovani.
FAQ
- Chi sono le vittime ricordate a Milano?
Chiara Costanzo e Achille Barosi, sedicenni morti a Crans-Montana nella notte di Capodanno.
- Dove si sono svolte le esequie?
Nelle basiliche di Santa Maria delle Grazie e di Sant’Ambrogio a Milano.
- Qual è stato il messaggio principale delle famiglie?
Richiesta di «verità» e impegno perché tragedie simili non si ripetano.
- Che cosa ha sottolineato don Alberto Torriani?
La necessità di non lasciare soli i ragazzi e di rafforzare la responsabilità degli adulti.
- Chi era presente tra le autorità?
Anche la senatrice a vita Liliana Segre, in segno di vicinanza ai familiari.
- Quale richiesta è emersa dalla comunità?
Prevenzione, rispetto delle regole e controlli efficaci nei contesti frequentati dai giovani.




