Costanzo, lo zio accusa Crans-Montana: indignazione per la gestione dell’immagine dopo la tragedia

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Chiara Costanzo, lo zio attacca Crans-Montana: «Mi disgustano, cercano di ripulirsi l’immagine dopo una strage d’innocenti»
Lo sfogo dello zio davanti alla località svizzera
Davanti al memoriale improvvisato del residence Le Constellation, lo zio di Chiara Costanzo, Piero Costanzo, rompe il silenzio e denuncia il clima che percepisce a Crans-Montana. Parla di una normalità ritrovata troppo in fretta, con piste aperte e turisti sulle montagne, mentre le famiglie delle vittime sono ancora immerse in un lutto lacerante. Per lui, le attività che proseguono come se nulla fosse equivalgono a un colpo inferto alla memoria dei ragazzi morti.
Nel corso dell’intervista con Gianluigi Nuzzi a “Dentro la Notizia” su Canale 5, lo zio parla apertamente di «disgusto» per ciò che definisce un maquillage dell’immagine della località alpina. Accusa le autorità e una parte della comunità locale di voler ridurre al minimo l’impatto visivo della tragedia, cancellando segni e simboli del dolore collettivo.
Ricorda con parole dure i numeri dell’incidente: quaranta giovani morti, decine di feriti, 115 persone ricoverate, molte con conseguenze destinate ad accompagnarle per tutta la vita. Una contabilità che, sottolinea, non può essere diluita nel flusso di una stagione turistica.
Il ricordo di Chiara e la richiesta di rispetto
Nelle sue dichiarazioni, Piero Costanzo restituisce il ritratto di Chiara come di una ragazza determinata e brillante, «eccellente in tutto», capace di affrontare ogni esperienza con serietà e passione. Sottolinea il contrasto tra l’intensità con cui lei viveva e la percezione di leggerezza con cui, a suo giudizio, viene gestita la fase successiva alla tragedia in Svizzera.
La sua non è solo una denuncia morale, ma una richiesta di riconoscimento pubblico: chiede che il dolore delle famiglie non venga messo tra parentesi per proteggere il brand turistico di Crans-Montana. Ribadisce che non cerca visibilità personale, ma di “alzare la voce” per chi non c’è più e per chi è rimasto con ferite permanenti.
Nel suo appello, evidenzia come il lutto non abbia tempi brevi e come il tentativo di rimuovere i segni della tragedia rischi di trasformarsi in una seconda ferita, più sottile ma non meno dolorosa per i parenti delle vittime.
Accuse all’industria del turismo e memoria della strage
Al centro del suo j’accuse c’è il presunto conflitto tra memoria e business. Secondo Piero Costanzo, la località di Crans-Montana avrebbe come priorità la salvaguardia del flusso di sciatori e appassionati di golf, mentre la “strage degli innocenti” viene, a suo dire, progressivamente coperta «sotto la neve».
Denuncia quella che interpreta come una strategia di “limitazione della visualizzazione” della tragedia: meno croci, meno fiori, meno segni permanenti in grado di ricordare ai turisti cosa sia accaduto. Una dinamica che, nella sua lettura, equivale a un tentativo di «ripulire» l’immagine della destinazione a scapito della verità storica.
Il suo messaggio è rivolto anche alle istituzioni italiane e svizzere: chiede che il luogo dell’incidente diventi un simbolo riconosciuto, che non possa essere messo tra parentesi da esigenze commerciali o di marketing territoriale, e invoca indagini trasparenti e responsabilità chiare.
FAQ
D: Chi è Piero Costanzo?
R: È lo zio di Chiara Costanzo, una delle giovani vittime italiane della tragedia di Crans-Montana.
D: Cosa contesta Piero Costanzo a Crans-Montana?
R: Contesta il tentativo di tornare rapidamente alla normalità turistica, che percepisce come una rimozione della tragedia.
D: Dove ha parlato pubblicamente lo zio di Chiara?
R: È intervenuto nella trasmissione “Dentro la Notizia” condotta da Gianluigi Nuzzi su Canale 5.
D: Quante sono le vittime ricordate da Costanzo?
R: Ricorda quaranta ragazzi morti e 115 persone ricoverate, alcune con lesioni permanenti.
D: Qual è il principale appello alle autorità?
R: Chiede rispetto, memoria visibile e un’indagine rigorosa, senza tentativi di minimizzare l’accaduto.
D: Come viene descritta Chiara dal suo famigliare?
R: Viene descritta come ragazza eccezionale, entusiasta, disciplinata e profondamente impegnata in tutto ciò che faceva.
D: Perché parla di “strage degli innocenti”?
R: Usa questa espressione per sottolineare che le vittime erano giovani e incolpevoli, travolti da una tragedia che ritiene evitabile.
D: Qual è la fonte giornalistica citata sul caso?
R: Le dichiarazioni di Piero Costanzo sono state riportate in un servizio televisivo di Canale 5 all’interno del programma “Dentro la Notizia”, ripreso dalla stampa italiana.




