Corona riappare sui social e sfida il giudice con un reclamo

Ricorso contro l’ordinanza del giudice civile
Il ricorso di Fabrizio Corona contro l’ordinanza del giudice civile di Milano rilancia il confronto tra tutela della reputazione e diritto di cronaca. Al centro del caso, i contenuti online su Alfonso Signorini e il format Falsissimo, rimossi dopo il provvedimento del giudice Roberto Pertile.
L’atto di reclamo apre ora una nuova fase giudiziaria, destinata a incidere sul perimetro della cosiddetta “censura preventiva” nel contesto digitale.
Contenuti rimossi e divieti imposti dal tribunale
L’ordinanza ha imposto a Corona di rimuovere dal web tutti i contenuti ritenuti diffamatori su Signorini, bloccando la pubblicazione di nuovi testi, video e immagini. Il giudice ha ordinato anche la consegna integrale del materiale utilizzato per Falsissimo – documenti, chat, immagini, filmati – qualificando i video contestati come strumenti per alimentare “morbosa curiosità” su presunte vicende sessuali, privi di adeguato supporto probatorio e finalizzati al profitto economico.
Per la difesa, questo impianto giuridico confonde il tema dei gusti sessuali con quello, distinto, delle ipotizzate condotte penalmente rilevanti.
Le tesi della difesa tra sistema di reati e libertà di espressione
L’avvocato Ivano Chiesa sostiene che il provvedimento di inibitoria si fondi su un presupposto errato: Corona non avrebbe voluto colpire la sfera privata di Signorini, ma denunciare un presunto “sistema” che coinvolgerebbe condotte penalmente rilevanti. La difesa richiama la presenza di denunce e di un’indagine in corso, rivendicando la legittimità di un racconto giornalistico di interesse pubblico.


Il reclamo, ora al vaglio di un collegio di giudici, si incentra sul divieto di “censura preventiva” e sulla necessità di bilanciare reputazione, cronaca giudiziaria e diritti costituzionali di manifestazione del pensiero.
Espulsione dai social e ritorni lampo online
L’allontanamento dai principali social network di Corona ha trasferito il conflitto dal solo piano giudiziario a quello, cruciale, del controllo delle piattaforme digitali. I tentativi di rientro con nuovi profili sono stati sistematicamente bloccati dopo le azioni legali di Mediaset e dei soggetti chiamati in causa nei suoi contenuti.
La dinamica evidenzia la crescente influenza degli intermediari privati nel limitare o consentire la circolazione di contenuti controversi.
Profili cancellati e strategie di aggiramento del ban
Dopo la cancellazione degli account avvenuta il 3 febbraio su decisione dei principali colossi del web, ogni nuovo profilo collegato a Corona è stato rapidamente rimosso. Su Instagram, un account ricomparso di recente guadagnava follower ora dopo ora, finché non è stato nuovamente chiuso. Tra i messaggi, il riferimento al “non ci ferma nessuno” e l’affermazione “Io sono la notizia” descrivono una narrazione di vittimizzazione e resistenza.
Parallelamente, le violazioni segnalate da Mediaset vengono utilizzate come base per interventi successivi e sempre più rapidi delle piattaforme.
L’approdo su X e l’accusa di metodi intimidatori
Espulso da vari social, Corona annuncia il suo “sbarco” su X, scegliendo un canale meno presidiato dai precedenti contenziosi. Qui accusa Mediaset di mettere in atto richieste “intimidatorie” con “metodo mafioso”, in relazione alla maxi-causa civile avviata dal gruppo. Il messaggio alimenta uno scontro frontale con il broadcaster di Marina e Pier Silvio Berlusconi, spostando la battaglia sul terreno della delegittimazione reciproca.
La comunicazione diretta su X diventa un tassello strategico per mantenere visibilità, aggirando parzialmente i blocchi imposti altrove.
Tour teatrale e maxi-causa civile da 160 milioni
In parallelo al contenzioso giudiziario e digitale, Corona porta il format Falsissimo nei teatri italiani, trasformando il caso in un prodotto di spettacolo. La tournée, annunciata da Gruppoanteprima, si intreccia con la pesante causa civile da 160 milioni di euro intentata da Mediaset, che parla di “agguato mediatico” e “ecosistema persecutorio”.
Si configura così un doppio binario: da un lato il palcoscenico, dall’altro le aule di tribunale.
Falsissimo in teatro tra libertà di parola e marketing
Lo show “Falsissimo in teatro” debutterà a maggio con date a Milano, Padova, Roma, Napoli e Catania, biglietti tra 30 e 45 euro. Lo slogan “La libertà di parola non si chiede, si esercita” incornicia la tournée come atto politico oltre che artistico. La narrazione pubblica presenta Corona come figura in conflitto con poteri mediatici consolidati, utilizzando il teatro per capitalizzare mediaticamente le sue vicende giudiziarie.
L’operazione fonde storytelling personale, polemica giudiziaria e logiche di business.
Le accuse di Mediaset tra agguato mediatico e aggiotaggio
Nell’atto di causa da 160 milioni, Mediaset denuncia un “agguato mediatico” e un “ecosistema persecutorio” costruiti da Corona “sul nulla”, ma con capacità di danneggiare concretamente il valore del gruppo e dei suoi protagonisti televisivi. La società richiama anche profili “tipici di un aggiotaggio finanziario rilevante”, collegando la narrazione online a possibili effetti sul mercato.
La prima udienza è fissata per il 21 settembre e si inserisce in un mosaico di procedimenti che, complessivamente, ridisegnano i confini della responsabilità mediatica nell’ecosistema digitale.
FAQ
Perché è stato presentato il ricorso contro l’ordinanza di Milano?
Il ricorso mira a contestare l’inibitoria che impone a Fabrizio Corona di rimuovere contenuti su Alfonso Signorini e vieta nuove pubblicazioni, ritenuta dalla difesa una forma di censura preventiva lesiva della libertà di espressione.
Cosa contesta il giudice ai video di Corona su Signorini?
Il giudice civile di Milano ritiene che i video alimentino una curiosità morbosa su presunte vicende sessuali, senza prove sufficienti, con lo scopo di ottenere profitto, configurando così un pregiudizio alla reputazione di Signorini.
Perché i profili social di Corona vengono continuamente chiusi?
I nuovi profili vengono rimossi a seguito delle segnalazioni e delle azioni legali di soggetti come Mediaset, che denunciano violazioni ripetute delle policy delle piattaforme e l’uso dei social per campagne considerate lesive e persecutorie.
Qual è il significato del tour teatrale Falsissimo in teatro?
Il tour teatrale consente a Corona di trasformare il caso mediatico in spettacolo dal vivo, mantenendo centralità narrativa e visibilità, e presentando il proprio racconto come esercizio di libertà di parola davanti al pubblico pagante.
Cosa chiede Mediaset nella causa civile da 160 milioni?
Mediaset, con Marina e Pier Silvio Berlusconi e vari conduttori, chiede un maxi-risarcimento per danni patrimoniali e di immagine, parlando di “agguato mediatico”, ecosistema persecutorio e possibili riflessi assimilabili all’aggiotaggio.
Qual è la principale fonte dei fatti descritti sul caso Corona-Signorini?
Le informazioni ricostruiscono e rielaborano quanto emerso da cronache giudiziarie e resoconti di stampa che hanno documentato l’ordinanza del giudice di Milano, le posizioni di Fabrizio Corona, di
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Michele Ficara Manganelli ✿
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