Coniugi Moretti sotto accusa: prestito Covid trasformato in Maserati, il caso scuote Crans-Montana

Indice dei Contenuti:
Indagini sul prestito Covid e acquisto della Maserati
Crans-Montana, 2020: i coniugi Moretti ottengono un prestito Covid di 75.500 franchi svizzeri, destinato alla liquidità aziendale. Gli inquirenti accertano che una quota significativa viene impiegata per l’acquisto di una Maserati, in violazione delle finalità del credito garantito. Le verifiche bancarie e i movimenti contabili ricostruiscono tempi, beneficiario e causali dei bonifici collegati al veicolo.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La procura avvia un fascicolo per possibile uso improprio di fondi pubblici e false dichiarazioni, incrociando fatture, leasing e contratti di finanziamento. Gli atti indicano un mismatch tra spese dichiarate per la continuità operativa e l’effettivo impiego su beni di lusso. Vengono escussi consulenti, intermediari e il concessionario coinvolto nella transazione.
Gli investigatori acquisiscono email, corrispondenza con l’istituto erogante e documenti fiscali per valutare dolo e responsabilità gestionali. Si analizzano eventuali triangolazioni tra conti personali e societari, nonché il rispetto dei vincoli imposti dal programma di sostegno pandemico. La Maserati risulta registrata a uso privato, rafforzando l’ipotesi di distrazione di fondi.
FAQ
- Qual è l’importo del prestito Covid contestato?
75.500 franchi svizzeri. - Perché l’acquisto della Maserati è sotto inchiesta?
Per presunto uso non conforme di fondi destinati alla liquidità aziendale. - Quali documenti sono stati acquisiti dagli inquirenti?
Estratti conto, fatture, contratti di leasing/finanziamento, email e corrispondenza bancaria. - Chi ha disposto i pagamenti legati al veicolo?
I movimenti risultano riconducibili ai coniugi Moretti tramite conti collegati all’attività. - La vettura risulta strumentale all’impresa?
Dalle verifiche emerge registrazione a uso privato. - Quali reati vengono ipotizzati?
Uso indebito di fondi pubblici e possibili false attestazioni nelle richieste di credito. - Qual è la fonte giornalistica che ha riportato i dettagli del caso?
L’inchiesta è stata resa nota da una testata locale citata nei documenti, come riportato dalla cronaca.
Precedenti giudiziari e profilo dei coniugi Moretti
I coniugi Moretti risultano già noti alle autorità per precedenti contestazioni in materia fiscale e amministrativa, con segnalazioni su irregolarità contabili e gestione opaca dei flussi di cassa. Il profilo societario evidenzia passaggi ricorrenti tra conti personali e conti aziendali, non sempre giustificati da causali operative. In più occasioni sono stati richiesti chiarimenti su spese non coerenti con l’oggetto sociale.
Le verifiche pregresse includono controlli su dichiarazioni IVA, coerenza tra ricavi dichiarati e pagamenti a fornitori, nonché l’uso di mezzi intestati all’impresa per finalità private. Gli atti segnalano pendenze risolte con piani di rientro e sanatorie parziali, ma anche ritardi nel versamento di contributi. La reputazione economica risulta frammentata, con rapporti bancari classificati a rischio.
Il curriculum imprenditoriale mostra frequenti cambi di ragione sociale e trasferimenti di sede, funzionali a ristrutturazioni e ottimizzazioni di cassa. Consulenti esterni hanno curato pratiche di finanziamento short-term e leasing, con deleghe operative concentrate in capo ai coniugi. La governance appare accentrata, con limitati controlli interni e documentazione gestionale spesso incompleta.
Controlli sul lavoro, espansione dei locali e inchiesta post-strage
Dopo la strage, gli ispettori del lavoro intensificano i controlli su orari, contratti e sicurezza nei locali riconducibili ai coniugi Moretti. Vengono acquisiti turni, buste paga e registri presenze per verificare straordinari non dichiarati e inquadramenti corretti. Le prime relazioni segnalano gap su formazione obbligatoria e procedure antincendio.
Parallelamente, il Comune e la polizia amministrativa esaminano l’espansione dei locali: ampliamenti di superficie, dehors e aumento dei posti a sedere sarebbero avvenuti con permessi parziali o tardivi. Le planimetrie depositate non coincidono con lo stato di fatto; chiesti adeguamenti e possibili sanzioni. Sotto lente anche l’impatto acustico e il rispetto delle soglie di capienza.
L’inchiesta post-strage coordina profili penali e amministrativi: si valutano collegamenti tra eventuali irregolarità lavorative, sostenibilità economica dei locali e pressioni sui flussi di cassa. Gli atti incrociano forniture, subappalti e rapporti con consulenti per ricostruire catene decisionali. Aperte verifiche su presunti lavoratori in prova non registrati e sull’uso di cooperative per contenere il costo del lavoro.
FAQ
- Quali aspetti hanno verificato gli ispettori del lavoro?
Orari, contratti, sicurezza, formazione e registri presenze. - Cosa è emerso sull’espansione dei locali?
Difformità tra planimetrie autorizzate e stato reale, con permessi incompleti o tardivi. - Sono state riscontrate violazioni sulla sicurezza?
Relazioni preliminari indicano lacune su procedure antincendio e formazione obbligatoria. - La capienza era rispettata?
In corso verifiche su soglie di affollamento e impatto acustico. - Ci sono indagini su lavoro irregolare?
Sì, su straordinari non dichiarati, periodi di prova non registrati e uso di cooperative. - Come si collega l’inchiesta post-strage alla gestione dei locali?
Incrocia profili penali e amministrativi per valutare decisioni, flussi di cassa e catena di responsabilità. - Qual è la fonte giornalistica citata nel caso?
La ricostruzione è stata riportata da una testata locale menzionata negli atti d’indagine.




