Chiara Poggi scoperta scioccante sui file pornografici di Stasi prima del delitto: la verità che sconvolge
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Nuove evidenze informatiche sul pc di Stasi
Garlasco, 16 gennaio 2026 — Un nuovo approfondimento informatico, richiesto dai legali della famiglia Poggi, indica che la sera precedente all’omicidio Chiara avrebbe aperto la cartella del computer di Alberto Stasi contenente numerosi file pornografici catalogati per genere. La ricognizione digitale, focalizzata sui tracciati di accesso, richiama i materiali già esaminati all’epoca delle prime indagini.
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Secondo la nota degli avvocati, i log confermano un’interazione diretta con il folder incriminato, coerente con la mappatura delle directory già agli atti. Il riferimento ai contenuti classificati punta a una struttura organizzata delle risorse multimediali, già oggetto di verifiche nei processi precedenti.
La verifica tecnica è stata sollecitata per contrastare ricostruzioni ritenute fuorvianti e per riportare al centro le evidenze acquisite nei procedimenti conclusi. Il dato, qualificato come rilevante, rafforza la sequenza temporale delle attività registrate sui dispositivi sequestrati, con un focus specifico sull’ultima sera trascorsa dalla vittima.
La posizione dei legali della famiglia Poggi
Gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna, difensori della famiglia Poggi, contestano le ricostruzioni che mirano a riaprire il fronte accusatorio contro Andrea Sempio, ritenendole funzionali a un tentativo di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi. Denunciano una strategia mediatica che, a loro dire, colpisce la famiglia della vittima ignorando prove già vagliate in sede processuale.
In una nota, i legali richiamano il “nuovo approfondimento informatico” da loro sollecitato, dal quale emergerebbe l’accesso di Chiara alla cartella del pc di Stasi con i file pornografici catalogati. Il dato viene presentato come elemento coerente con gli atti storici e utile a confutare narrative considerate distorsive.
I difensori sottolineano la necessità di riportare la discussione sul terreno delle evidenze tecniche, precisando che l’iniziativa non mira a introdurre ipotesi alternative, ma a cristallizzare quanto già emerso in sede giudiziaria. Invocano un confronto in contraddittorio, se necessario, per fissare i riscontri in modo definitivo.
Prossimi passi investigativi e incidente probatorio
I difensori della famiglia Poggi propongono di verificare il nuovo dato sui log di accesso tramite un incidente probatorio, qualora la Procura di Pavia lo ritenga utile, replicando il metodo già adottato per l’Estathé rinvenuto tra i rifiuti di casa Poggi e attribuito ad Alberto Stasi. L’obiettivo è cristallizzare gli elementi tecnici in contraddittorio, evitando letture parziali o interpretazioni extra-procedurali.
L’orientamento è di procedere con analisi informatiche ripetibili e tracciate, preservando l’integrità forense delle copie e dei metadata, per circoscrivere la sequenza temporale degli accessi e l’origine delle attività registrate. In questo schema, i consulenti di parte e dell’accusa potranno esaminare congiuntamente i supporti e le immagini forensi già acquisite.
Parallelamente, proseguono gli accertamenti nella villetta di via Pascoli affidati al consulente Dario Redaelli, con focus operativo sulla cucina, ritenuta teatro iniziale dell’aggressione, dove fu trovato il bricco di Estathé con Dna del condannato. Gli sviluppi verranno canalizzati in atti formali, in coerenza con il perimetro processuale.
FAQ
- Qual è il nuovo elemento investigativo? L’accesso di Chiara alla cartella del pc di Alberto Stasi con file pornografici catalogati.
- Chi ha richiesto l’approfondimento informatico? I legali della famiglia Poggi, avv. Gianluigi Tizzoni e avv. Francesco Compagna.
- Perché si ipotizza un incidente probatorio? Per validare i nuovi riscontri tecnici in contraddittorio e fissarne il valore probatorio.
- Qual è il precedente richiamato dai legali? La verifica sull’Estathé trovato in casa Poggi, riferito ad Alberto Stasi.
- Dove si concentrano i nuovi sopralluoghi? Nella cucina della villetta di via Pascoli, punto di innesco dell’aggressione secondo i consulenti.
- Chi è il consulente tecnico della famiglia? Dario Redaelli, incaricato di nuovi esami ambientali e di riscontro.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’articolo di cronaca da Garlasco del 16 gennaio 2026 riportato dalla stampa locale e nazionale.




