Chiara Poggi, il dettaglio che ribalta tutto: l’ora della morte non torna secondo Linarello

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Dettagli sull’orario del decesso
Pasquale Linarello, genetista ospite a Quarta Repubblica, mette in discussione la precisione dell’orario del decesso di Chiara Poggi, fissato tra le 9:12 e le 9:26. Sottolinea come il dato sia stato più volte rimodulato in relazione agli alibi forniti nel tempo, evidenziando un’anomalia metodologica rispetto alle pratiche forensi consolidate.
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Il riferimento alle 9:12 deriva dal tracciamento dello “sgancio” e dell’annullamento dell’allarme domestico, un evento documentale che ha orientato la finestra cronologica dell’omicidio. Secondo il genetista, ancorare l’ora della morte a un singolo marker tecnologico, senza un robusto incrocio con parametri tanatologici e circostanziali, espone a margini di errore significativi.
Linarello ricorda che, nelle perizie Porta e Occhetto, è attestata l’attività al computer di Alberto Stasi dalle 9:35, elemento che, se confermato, restringe ulteriormente l’analisi temporale degli eventi. La sua valutazione è netta: in oltre vent’anni di carriera non ha riscontrato una determinazione dell’orario di morte così “chirurgica” e dipendente da variabili extratanatologiche, ponendo un tema di attendibilità nella ricostruzione investigativa.
Nuove analisi genetiche e conferme peritali
Pasquale Linarello richiama la relazione del 2016 in cui attribuiva il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi non ad Alberto Stasi, ma a profili riconducibili alla famiglia Sempio. Ribadisce che l’ultima perizia firmata dalla dottoressa Albani consolida quel tracciato logico-scientifico, offrendo una validazione esterna delle precedenti conclusioni.
Per il genetista, la coerenza tra i diversi elaborati tecnico-peritali riduce l’area d’incertezza sugli indizi biologici emersi, rafforzando l’ipotesi alternativa alla colpevolezza genetica di Stasi. La convergenza tra più fonti peritali viene descritta come un “riscontro ufficiale” che rende più solida la lettura degli esiti.
Linarello collega tali riscontri all’analisi temporale: la verifica dell’attività informatica di Stasi dalle 9:35 e la finestra tra 9:12 e 9:26 impongono, a suo dire, un controllo rigoroso sulla compatibilità dei dati biologici con la sequenza degli eventi. L’assetto probatorio, in questa chiave, privilegia la qualità dei profili genetici e la loro attribuzione rispetto a interpretazioni fondate su variabili non biologiche.
Rivalutazione della scena del crimine a Garlasco
I consulenti della famiglia di Chiara Poggi hanno concluso nuovi accertamenti nella villetta di via Pascoli a Garlasco, rivedendo l’ipotesi iniziale sull’innesco dell’aggressione. Le analisi del 2007 localizzavano l’attacco nell’ingresso, ma la nuova ricostruzione sposta l’origine in cucina, collegandola agli ultimi gesti domestici della vittima.
Il perito Dario Redaelli, analista della scena del crimine, indica come elemento dirimente il materiale nel cestino: il bricco di Estathé della colazione con cannuccia recante DNA di Alberto Stasi. La sequenza proposta: contatto in cucina, escalation violenta, successivo spostamento verso le aree di passaggio, con diversa dinamica di caduta e trascinamento rispetto alla lettura originaria delle macchie ematiche.
Il team ha finalizzato la relazione tecnica, pronta per la consegna ai legali della famiglia, che decideranno l’uso processuale. La ricalibrazione del punto d’impatto modifica geometrie e traiettorie delle ferite compatibili, imponendo una verifica delle precedenti inferenze su direzione dei colpi, posture e compatibilità con l’assetto degli arredi. L’aggiornamento probatorio mira a riallineare la mappa ematica all’ipotizzata genesi in cucina, riducendo l’asimmetria tra indizi biologici e pattern ambientali.
FAQ
- Qual è la nuova ipotesi sul luogo di innesco dell’aggressione? La cucina della villetta di via Pascoli a Garlasco.
- Quale reperto è centrale nella nuova ricostruzione? Il bricco di Estathé con cannuccia, nel cestino della cucina.
- Di chi sarebbe il DNA sulla cannuccia? Di Alberto Stasi, secondo i consulenti della famiglia Poggi.
- Chi ha condotto la rivalutazione della scena? Il perito Dario Redaelli con il team dei consulenti della famiglia.
- Cosa cambia rispetto alle analisi del 2007? L’origine dell’aggressione si sposta dall’ingresso alla cucina, con diversa lettura dei pattern ematici.
- La relazione è già disponibile? Sì, è stata completata e verrà consegnata ai legali per le valutazioni.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni e il confronto sono stati discussi a Quarta Repubblica su Rete4.




