Chiara Ferragni svela retroscena inediti: il documentario Netflix che cambia le regole del gioco

Ritorno su Netflix: il nuovo documentario
Chiara Ferragni prepara il rientro con un nuovo documentario targato Netflix, atteso nei prossimi mesi secondo un retroscena pubblicato da Santo Pirrotta su Vanity Fair. A sette anni da “Unposted”, l’imprenditrice digitale torna davanti alla camera con un progetto che dovrebbe ripercorrere il biennio più complesso della sua carriera, tra inchieste e gestione della crisi d’immagine. La scelta della piattaforma indica una strategia di distribuzione globale e un posizionamento narrativo ad alto impatto.
Nel 2019 “Chiara Ferragni – Unposted” esordì alla Mostra del Cinema di Venezia, passò per le sale e approdò su Prime Video, che ha poi ospitato le due stagioni di “The Ferragnez”. Il passaggio a Netflix apre a un pubblico diverso e si inserisce nel solco dei titoli italiani di non fiction già varati dalla piattaforma, dalle produzioni su Rocco Siffredi e Ilary Blasi ai casi di cronaca come Wanna Marchi e Fabrizio Corona.
Indizi sul set erano emersi a novembre in Tribunale: il giornalista Domenico Marocchi segnalò la presenza di una troupe non accreditata, poi allontanata, alimentando l’ipotesi di riprese in corso. L’orientamento editoriale del documentario resta riservato, ma il timing post proscioglimento ne rafforza il valore di testimonianza diretta e di ricostruzione dei fatti.
Trattative tv e prima intervista post proscioglimento
Accanto al progetto con Netflix, sono in corso trattative per una “importante trasmissione televisiva” dove Chiara Ferragni dovrebbe concedere la prima intervista dopo il proscioglimento. La destinazione più plausibile resta Che Tempo Che Fa con Fabio Fazio, già teatro dell’unica apparizione del marzo 2024 successiva allo scoppio del Pandoro Gate.
Il perimetro editoriale sarebbe centrato sul racconto dei due anni di crisi e sulla gestione pubblica del caso, come anticipato dall’imprenditrice al Corriere della Sera: “Comincerò a parlare e racconterò senza rabbia cosa sono stati questi due anni”. L’assetto negoziale punta a una cornice high profile, con controllo sui tempi e selezione dei temi sensibili.
L’intervista televisiva, in sinergia col documentario, configurerebbe un doppio binario: testimonianza lunga in streaming e messaggio chiave in chiaro, mirato a ridefinire narrativa, responsabilità e ripartenza. La scelta del format e del conduttore sarà decisiva per credibilità, reach e impatto sulla reputazione.
FAQ
- Qual è il progetto confermato per lo streaming? Un documentario su Netflix atteso nei prossimi mesi.
- Dove potrebbe andare in onda la prima intervista? Possibile approdo a Che Tempo Che Fa con Fabio Fazio.
- Qual è il focus dell’intervista? Il racconto dei due anni successivi al Pandoro Gate e alla gestione della crisi.
- Chi ha anticipato le trattative TV? L’indiscrezione è stata riportata da Santo Pirrotta su Vanity Fair (fonte giornalistica).
- Perché combinare TV e streaming? Per massimizzare reach, controllo narrativo e impatto reputazionale.
- Quando è avvenuta l’ultima intervista rilevante? Nel marzo 2024, ospite a Che Tempo Che Fa.
- Quale tono prevede il racconto? Testimonianza diretta, priva di toni polemici, orientata alla ricostruzione dei fatti.
Dal caso pandoro alla rinascita pubblica


Il Pandoro Gate, esploso a fine 2023, ha segnato l’apice della crisi reputazionale di Chiara Ferragni, con strascichi mediatici e giudiziari protratti per due anni. Il recente proscioglimento presso il Tribunale di Milano ha chiuso il fronte penale, pur lasciando sul tavolo il tema della pubblicità ingannevole, chiarito anche dal dibattito pubblico innescato da Selvaggia Lucarelli.
La svolta processuale è diventata il perno di una strategia di rientro che combina streaming e tv generalista, con l’obiettivo di fissare una versione documentata dei fatti e un percorso di accountability. Le riprese individuate in sede giudiziaria da Domenico Marocchi indicano una narrazione in presa diretta dei passaggi chiave.
La rinascita pubblica punta su trasparenza, controllo dei messaggi e calendarizzazione degli snodi comunicativi: testimonianza lunga su Netflix, messaggio condensato in prime time e riattivazione della presenza mediatica. Una road map che mira a ricomporre fiducia e a riposizionare l’imprenditrice nel perimetro della cultura pop e del mercato editoriale.
FAQ
- Qual è lo snodo giudiziario più recente? Il proscioglimento ottenuto a Milano.
- Cosa ha generato il caso mediatico? Le accuse di pubblicità ingannevole legate al Pandoro Gate.
- Qual è la strategia di rientro? Documentario su Netflix e intervista in tv in fascia di massimo ascolto.
- Quale ruolo ha la trasparenza? Fornire una ricostruzione dettagliata e verificabile dei due anni di crisi.
- Ci sono indizi di riprese durante il caso? Sì, come segnalato da Domenico Marocchi in Tribunale.
- Quale piattaforma ospiterà il racconto lungo? Netflix, con distribuzione internazionale.
- Fonte giornalistica citata? L’indiscrezione è stata riportata da Santo Pirrotta su Vanity Fair.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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