Chiara Ferragni prosciolta, non assolta: il dettaglio legale che cambia tutto e spiazza i fan
Indice dei Contenuti:
Proscioglimento spiegato
Chiara Ferragni ha ottenuto un proscioglimento, non un’assoluzione: il giudice ha dichiarato l’estinzione del reato, senza entrare nel merito. La decisione deriva da un motivo tecnico-processuale, non da una piena valutazione di innocenza o colpevolezza.
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Secondo l’avvocato penalista Mattia Fontana, il provvedimento è una sentenza di proscioglimento per estinzione del reato, successiva alla derubricazione dell’accusa da truffa aggravata a truffa semplice. Questo passaggio ha reso il reato procedibile a querela, facendo dipendere la prosecuzione del processo dall’esistenza delle querele.
Il ritiro delle querele da parte dei consumatori — avvenuto dopo il risarcimento superiore a 3 milioni di euro — ha fatto venir meno la condizione di procedibilità. Il giudice ha quindi preso atto della mancanza del requisito necessario per far proseguire il procedimento e ha pronunciato il proscioglimento, chiudendo l’iter senza giudizio sul merito dei fatti.
L’uso dell’espressione “assoluzione” è improprio in questo contesto: il tribunale non ha stabilito se l’imputata fosse innocente, ma ha constatato che, cessati i presupposti processuali, non si poteva andare avanti con il dibattimento.
In sintesi, la formula adottata attesta l’impossibilità di proseguire il processo per cause sopravvenute, non una valutazione definitiva sulla fondatezza delle accuse.
Differenza tra assoluzione e proscioglimento
Nel linguaggio giuridico, assoluzione e proscioglimento non sono sinonimi: l’assoluzione definisce il merito e afferma l’innocenza rispetto al fatto contestato, il proscioglimento chiude il procedimento per ragioni tecnico-processuali.
Il proscioglimento interviene quando manca o viene meno una condizione di procedibilità, come accaduto dopo la derubricazione a truffa semplice e il ritiro delle querele. Non c’è accertamento pieno sui fatti, ma constatazione dell’impossibilità di proseguire.
L’assoluzione, al contrario, presuppone un giudizio sostanziale: il giudice entra nel merito, valuta prove e responsabilità, e formula un verdetto che scioglie ogni dubbio sul reato contestato.
Impatti processuali del ritiro delle querele
Il ritiro delle querele da parte dei consumatori ha determinato la caduta della condizione di procedibilità per la truffa semplice, rendendo impossibile la prosecuzione del processo. Il giudice ha preso atto dell’assenza del presupposto tecnico e ha dichiarato l’estinzione del reato, senza analisi delle prove e senza pronunciarsi sulla responsabilità.
La derubricazione da truffa aggravata a truffa semplice ha reso decisiva la volontà delle parti offese: in mancanza di querela, l’azione penale non può avanzare. Il versamento di oltre 3 milioni di euro ai consumatori ha preceduto il ritiro, incidendo direttamente sulla procedibilità.
Non si tratta di una “assoluzione a metà”: l’esito processuale è un proscioglimento per ragioni formali, con processo chiuso per mancanza di condizione richiesta dalla legge, non per accertata innocenza nel merito.
FAQ
- Che cosa comporta il ritiro delle querele?
Fa venir meno la condizione di procedibilità nei reati a querela, bloccando il processo. - Perché il giudice non ha valutato le prove?
Perché, mancando la querela, il procedimento non poteva proseguire sul piano tecnico-processuale. - Qual è la differenza tra proscioglimento e assoluzione?
Il proscioglimento chiude per ragioni formali; l’assoluzione decide sul merito e dichiara innocenza. - Il risarcimento ha inciso sull’esito?
Sì, ha preceduto il ritiro delle querele, rendendo impossibile la prosecuzione. - Il reato era procedibile d’ufficio?
No, dopo la derubricazione a truffa semplice era procedibile a querela. - Si potrà riaprire il processo?
No, il reato è stato dichiarato estinto e il procedimento è definito. - Qual è la fonte della ricostruzione giuridica?
L’analisi dell’avvocato Mattia Fontana, ripresa anche da Selvaggia Lucarelli su Instagram e citata nell’articolo di riferimento.




