Chiara Ferragni assolta per truffa aggravata: ecco perché il caso crolla senza querele
Indice dei Contenuti:
Verdetto e motivazioni del tribunale
Il Tribunale di Milano, III sezione penale, ha prosciolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata, riqualificando il caso in truffa semplice per assenza dell’aggravante della “minorata difesa” dei consumatori. Il giudice Ilio Mannucci ha ritenuto non sussistenti i presupposti per la procedibilità d’ufficio, rendendo determinante la mancanza di querele valide in atti.
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Al centro del procedimento i messaggi promozionali su due prodotti dolciari, indicati come collegati a finalità benefiche: per l’accusa la comunicazione avrebbe indotto in errore il pubblico, ma l’assenza dell’aggravante ha escluso la via penale senza querela.
Determinante l’accordo intervenuto con il Codacons, che aveva ritirato la denuncia dopo un’intesa risarcitoria, facendo venire meno la condizione di procedibilità. Il Tribunale ha quindi disposto l’assoluzione per estinzione del reato, recependo la linea difensiva che negava il dolo e contestava l’impianto accusatorio.
Impatto della riforma Cartabia e ruolo delle querele
La riforma Cartabia ha reso la truffa semplice un reato perseguibile solo a querela, incidendo in modo decisivo sull’esito del procedimento. Venuta meno l’aggravante della “minorata difesa” online, non era più possibile procedere d’ufficio, spostando l’asse sulla presenza effettiva di denunce valide.
Il ritiro della querela da parte del Codacons, seguito a un accordo risarcitorio con Chiara Ferragni, ha fatto cadere la condizione di procedibilità penale. Il giudice Ilio Mannucci ha quindi riqualificato i fatti in truffa semplice e dichiarato l’estinzione del reato, con proscioglimento.
Il perimetro normativo ha riguardato anche i coimputati, rendendo uniforme la decisione: senza querele non sussistevano i presupposti per celebrare il processo. La linea difensiva, incentrata sull’assenza di dolo e sul ristoro ai consumatori, ha trovato corrispondenza nella cornice processuale delineata dalla riforma.
Reazioni di Ferragni e sviluppi per i coimputati
All’uscita dall’aula, Chiara Ferragni ha ringraziato legali e sostenitori, parlando di fine di un “incubo” e di fiducia confermata nella giustizia. Ha sottolineato la volontà di tornare alla vita professionale dopo due anni segnati dal procedimento, ribadendo di non aver mai avuto intenzione di ingannare i consumatori.
I difensori Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana hanno richiamato l’assenza di dolo e le iniziative risarcitorie già attuate, elementi ritenuti coerenti con l’esito odierno. Per l’accusa erano stati ipotizzati profitti ingiusti per circa 2,2 milioni, poi ridimensionati dal quadro processuale che ha escluso l’aggravante.
Il proscioglimento è stato esteso anche ai coimputati: l’ex manager Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo. In assenza di querele, e con la riqualificazione del fatto in truffa semplice, è venuta meno ogni base per la prosecuzione. Le richieste di condanna dell’accusa (fino a 1 anno e 8 mesi) non hanno trovato accoglimento.
FAQ
- Perché Chiara Ferragni è stata prosciolta?
Perché il reato è stato riqualificato in truffa semplice e mancavano querele valide. - Chi ha ritirato la querela?
Il Codacons, dopo un accordo risarcitorio con la difesa. - Qual è stato il ruolo della riforma Cartabia?
Ha reso la truffa semplice perseguibile solo a querela, impedendo la procedibilità d’ufficio. - Cosa ha dichiarato Ferragni dopo la decisione?
Si è detta commossa, ha ringraziato i follower e ha parlato di fine di un incubo. - Cosa accade ai coimputati Damato e Cannillo?
Proscioglimento esteso, per mancanza di querele e riqualificazione del fatto. - L’accusa cosa chiedeva?
Condanne fino a 1 anno e 8 mesi, non accolte dal Tribunale. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le informazioni richiamano atti e dichiarazioni riportati dal Tribunale di Milano e ricostruzioni di testate giudiziarie, tra cui Il Fatto Quotidiano.




