Cemento ultrarobusto scoperto da ricercatori rivoluziona l’edilizia con resistenza 17 volte superiore al calcestruzzo tradizionale

Come la madreperla sta cambiando il futuro del cemento strutturale
Un team di ingegneri civili dell’Università di Princeton, guidato da Reza Moini, ha sviluppato negli Stati Uniti un nuovo composito cementizio ispirato alla struttura della madreperla. Il materiale, testato in laboratorio nel 2026, forza le crepe a seguire percorsi più lunghi e tortuosi, dissipando energia e rallentando la rottura. L’innovazione nasce per rispondere all’esigenza globale di edifici più sicuri, durevoli e sostenibili, riducendo il rischio di cedimenti improvvisi tipici dei materiali fragili come cemento e ceramiche. Se trasferita su scala industriale, questa soluzione bio-ispirata potrebbe rivoluzionare la progettazione di infrastrutture e costruzioni, incidendo direttamente sui costi di manutenzione, sulla sicurezza sismica e sulla vita utile delle opere in calcestruzzo armato.
In sintesi:
- Nuovo composito cementizio bio-ispirato sviluppato dal team di Reza Moini a Princeton.
- Le crepe non si propagano diritte ma seguono un percorso più lungo e controllato.
- Struttura modellata sulla madreperla, con strati duri e morbidi alternati.
- Potenziali applicazioni in edifici, ponti e infrastrutture a lunga durata di servizio.
Il test di laboratorio che ha cambiato il comportamento del cemento
Il gruppo di Reza Moini, al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale di Princeton, studia da anni perché i materiali fragili si rompono e come la microstruttura ne controlli il cedimento.
Durante una prova di flessione su una piccola trave di cemento appositamente incisionata, i ricercatori hanno osservato un fenomeno inatteso: invece di spezzarsi bruscamente lungo una fessura netta, il provino ha iniziato a deformarsi “a gradini”, con la crepa costretta a deviare e allungare il proprio percorso.
Nei materiali cementizi tradizionali le crepe si propagano rapidamente, assorbono poca energia e offrono scarso preavviso prima del collasso. L’obiettivo del team era esattamente opposto: rallentare, deviare e allungare la traiettoria della fessurazione, trasformando un materiale fragile in un sistema capace di dissipare energia meccanica in modo controllato. Il risultato mostra che la risposta passa non tanto da una nuova chimica del cemento, quanto da una riprogettazione fine della sua architettura interna.
Dalla madreperla al cantiere: possibili applicazioni e prossimi passi
I ricercatori hanno usato la madreperla come modello naturale: a scala microscopica, lo strato interno delle conchiglie è formato da lamelle di aragonite dura, connesse da un biopolimero più morbido.
Riproducendo questa sinergia, la fase dura del composito è costituita da pasta di cemento, mentre la fase morbida è un polimero elastico, il polivinilsilossano, applicato in sottili strati invece che disperso in massa. «Questa sinergia tra i componenti duri e morbidi è fondamentale per le straordinarie proprietà meccaniche della madreperla», ha spiegato Shashank Gupta, aggiungendo che «se riusciamo a progettare il calcestruzzo in modo che resista alla propagazione delle crepe, possiamo renderlo più resistente, più sicuro e più durevole».
Le prospettive riguardano edifici, ponti, gallerie e infrastrutture progettate per vite utili più lunghe, minori costi di manutenzione e migliori prestazioni in condizioni estreme, dal traffico intenso agli eventi sismici. Il prossimo passaggio sarà scalare il processo produttivo e validarlo su elementi strutturali reali, in collaborazione con l’industria delle costruzioni.
FAQ
In che cosa è diverso questo nuovo cemento rispetto a quello tradizionale?
Il nuovo cemento è progettato con strati duri e morbidi alternati, che deviano e allungano il percorso delle crepe, aumentando assorbimento di energia e sicurezza strutturale.
Quali settori delle costruzioni potrebbero beneficiare per primi di questo materiale?
Principalmente ponti, edifici alti, infrastrutture critiche e opere esposte a carichi ciclici o sismi, dove la resistenza alla propagazione delle crepe è decisiva per la durabilità.
Questo composito cementizio è compatibile con gli ingredienti già usati in cantiere?
Sì, utilizza pasta di cemento convenzionale e un polimero elastico applicato in strati sottili, riducendo l’impatto sulle filiere e sulle tecnologie esistenti.
La tecnologia bio-ispirata dalla madreperla riduce anche i costi di manutenzione?
Verosimilmente sì, perché ritarda la formazione di crepe critiche, allunga la vita utile delle strutture e può ridurre interventi di riparazione ricorrenti nel ciclo di vita.
Quali sono le fonti ufficiali di riferimento per questa notizia scientifica?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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