Carlo Conti replica in diretta al disturbatore del Tg1

Disturbo in diretta al Tg1 prima di Sanremo, la replica di Carlo Conti
La sera del 24 febbraio 2026, pochi minuti prima dell’inizio del Festival di Sanremo, un collegamento del Tg1 da Palazzo Chigi è stato interrotto dall’intervento del disturbatore televisivo Gabriele Paolini. Durante il servizio politico curato dall’inviato Francesco Maisano, Paolini ha urlato in diretta frasi sulla presunta bisessualità di Carlo Conti. Il collegamento è stato immediatamente chiuso dalla conduttrice in studio Laura Chimenti, mentre Conti, collegato dall’Ariston, ha replicato con ironia poco dopo. L’episodio, avvenuto in apertura della prima serata del Festival 2026, riaccende il tema della gestione dei disturbatori in tv e dei limiti del diritto di satira e di critica quando toccano la sfera privata delle persone.
In sintesi:
- Disturbatore Gabriele Paolini irrompe in diretta Tg1 davanti a Palazzo Chigi.
- Citata in diretta la presunta bisessualità di Carlo Conti, collegato da Sanremo.
- Linea interrotta da Laura Chimenti, reazione ironica di Conti dall’Ariston.
- Episodio inserito in una lunga storia di disturbi televisivi legati a Sanremo.
Cosa è accaduto in diretta e come ha reagito Carlo Conti
Durante l’ultimo blocco del Tg1 pre‑Sanremo, Laura Chimenti ha passato la linea a Francesco Maisano, impegnato in un servizio politico davanti a Palazzo Chigi.
In pochi secondi è comparso alle sue spalle Gabriele Paolini, noto per le sue irruzioni televisive, che ha urlato più volte: “Carlo Conti è bisessuale, Paolini dice: Carlo Conti è bisessuale”, rivolgendosi direttamente alla telecamera.
La regia ha staccato il collegamento e Chimenti ha commentato con fermezza: “Il solito disturbatore che non ci fa fare il nostro lavoro”, rivendicando la necessità di proteggere il racconto giornalistico da intrusioni gratuite sulla vita privata di terzi.
Pochi minuti dopo, la linea è passata al Teatro Ariston, dove Carlo Conti era pronto a inaugurare la nuova edizione del Festival di Sanremo.
Dimostrando sangue freddo e capacità di gestione del fuori‑onda, Conti ha scelto l’arma dell’ironia: “Tutto è pronto, ma prima di tutto vorrei dire che il mio tipo è Laura (Pausini, ndr) e non Can (Yaman, ndr). Ho visto che c’è stato un infiltrato dalle vostre parti”.
La battuta, che chiama in causa i co‑protagonisti Laura Pausini e Can Yaman, trasforma un tentativo di provocazione personale in un momento di alleggerimento televisivo, disinnescando sul nascere la polemica diretta sul suo orientamento sessuale.
L’azione di Paolini si inserisce nella sua nota “carriera” di disturbatore seriale, già protagonista nel 2025 di un’altra irruzione al Tg1 contro Sanremo, quando aveva urlato: “Questo Festival di Sanremo è truccato, lo vince Giorgia”. Un gesto che ricalcava lo storico episodio del 1994, quando durante la conduzione di Pippo Baudo un altro disturbatore urlò: “Questo Festival è truccato, lo vince Fausto Leali”. In nessuno di questi casi le “profezie” si sono rivelate corrette.
Le ombre dietro i disturbi tv e il nuovo corso di Paolini
L’irruzione di Gabriele Paolini riapre il confronto sulla responsabilità editoriale nei collegamenti in esterna e sui limiti delle performance di disturbo, specie quando toccano aspetti identitari e privati non collegati a fatti di interesse pubblico.
Negli ultimi anni Paolini ha vissuto una lunga parentesi giudiziaria e detentiva. In una recente dichiarazione, ha raccontato: “Ho finito tutte le pene, ora sono un uomo libero. Il carcere mi ha fatto capire molte cose, mi è stata inflitta una condanna che ho espiato da colpevole. Le azioni criminali, a parte il giudice, in fondo è soprattutto la nostra coscienza a doverle scoprire. Poi sono accadute molte cose che mi hanno fatto riflettere. In carcere ne ho passate davvero tante, ma di recente ho avuto un problema di salute. L’operazione mi ha segnato molto e mi ha fatto capire che il mio corpo di uomo non mi appartiene più”.
Nonostante questo dichiarato cambio di consapevolezza, la scelta di intervenire ancora una volta in spazi informativi pubblici con slogan personali conferma una continuità di comportamento. Per Rai e Tg1 l’episodio rappresenta l’ennesimo test sui protocolli di sicurezza e sull’equilibrio tra apertura degli spazi televisivi e tutela di conduttori, ospiti e telespettatori.
Possibili conseguenze per Rai, Sanremo e gestione dei collegamenti
Il disturbo in diretta al Tg1 potrebbe accelerare nuove linee guida interne per i collegamenti esterni vicini a grandi eventi come Sanremo, con maggior controllo delle aree di ripresa e procedure più rigide per prevenire irruzioni.
Per Carlo Conti, la scelta di rispondere con ironia conferma un approccio professionale che riduce l’impatto mediatico della provocazione e limita l’innesco di controversie su vita privata e orientamento sessuale, temi che restano estranei alla dimensione artistica e professionale del conduttore.
Sul piano più ampio, l’episodio alimenterà il dibattito sulla differenza tra dissenso spettacolarizzato e informazione, e su come i media generalisti debbano gestire soggetti che usano la tv come piattaforma personale, spesso a scapito del diritto all’informazione lineare del pubblico.
FAQ
Chi è Gabriele Paolini e perché compare spesso in tv?
È un noto disturbatore televisivo romano, attivo dagli anni ’90. Interrompe collegamenti in esterna per lanciare messaggi personali, spesso estranei ai contenuti giornalistici trasmessi.
Cosa ha detto esattamente Gabriele Paolini durante il collegamento Tg1?
Ha ripetuto più volte, in diretta, la frase: “Carlo Conti è bisessuale, Paolini dice: Carlo Conti è bisessuale”, rivolgendosi direttamente alla telecamera.
Come ha reagito Carlo Conti alle frasi pronunciate in diretta?
Ha reagito in modo ironico, precisando che il suo “tipo” sarebbe Laura Pausini e non Can Yaman, minimizzando così la provocazione.
Ci sono precedenti di disturbi a Sanremo o al Tg1 simili a questo?
Sì. Nel 2025 Paolini gridò che “Sanremo è truccato”, e nel 1994 un altro disturbatore urlò una frase analoga durante la conduzione di Pippo Baudo.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Paolini e il Tg1?
L’articolo deriva da una elaborazione giornalistica della nostra Redazione su base congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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