Carburanti verso quota 2 euro al litro, il governo annuncia stretta fiscale contro speculazioni sul prezzo

Caro carburanti: perché benzina e diesel sfiorano i due euro al litro
I prezzi di benzina e diesel in Italia stanno rapidamente avvicinando i 2 euro al litro, con livelli record che non si vedevano da mesi. L’impennata riguarda tutta la rete nazionale, dalle pompe bianche alle grandi compagnie, con rincari legati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e al rialzo di petrolio e gas sui mercati internazionali.
L’allarme è scattato nelle ultime ore, quando le rilevazioni ufficiali del ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno certificato nuovi massimi per il diesel e valori molto elevati per la benzina.
Il governo Giorgia Meloni teme effetti a catena su inflazione, bollette e trasporti e annuncia controlli contro la speculazione, mentre Arera e Antitrust rafforzano il monitoraggio. Consumatori e associazioni chiedono il ricorso immediato al meccanismo delle accise mobili per contenere i prezzi alla pompa.
In sintesi:
- Prezzi di benzina e diesel vicini a 2 euro al litro su gran parte della rete.
- Tensioni in Medio Oriente, petrolio verso 85 dollari e gas sopra 50 euro/MWh.
- Governo Meloni attiva task force con Arera, Antitrust e Guardia di finanza.
- Consumatori chiedono accise mobili per compensare l’extra gettito Iva sui carburanti.
Prezzi alla pompa e impatto immediato su famiglie e imprese
Secondo le elaborazioni di Staffetta Quotidiana sui dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, su circa 20mila impianti nazionali i valori medi sono: benzina self a 1,744 euro/litro, diesel self a 1,867 euro, benzina servito a 1,879 e diesel servito a 1,996 euro.
Su autostrada lo scenario è ancora più pesante: benzina self a 1,836 euro (2,092 servito) e gasolio self a 1,949 euro (2,206 servito), con gpl, metano e gnl tutti in rialzo.
Dall’inizio della crisi il gasolio è salito di oltre 10 centesimi al litro, la benzina di oltre 7: il diesel è ai massimi da oltre due anni, la benzina sui livelli più alti degli ultimi tre mesi. Le associazioni dei consumatori denunciano che molti distributori vendono ancora carburante acquistato mesi fa a prezzi all’ingrosso inferiori, sollevando dubbi sulla traslazione immediata dei rincari sulle tariffe finali.
Le mosse del governo tra controlli, tassazione e accise mobili
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni considera l’aumento dei costi energetici una minaccia diretta per famiglie e imprese, con effetti inflattivi su trasporti e beni alimentari. La premier ha dichiarato che l’obiettivo è *“impedire che l’aumento dell’energia provochi un’esplosione dei prezzi, a partire da carburanti e beni di prima necessità”*.
Meloni ha spiegato di aver già coinvolto il presidente di Arera, che ha attivato una task force di vigilanza energetica per monitorare in tempo reale i prezzi di gas ed elettricità e segnalare anomalie a governo, Parlamento e istituzioni europee. Parallelamente il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato la Commissione di allerta prezzi, con la partecipazione di Guardia di finanza e associazioni dei consumatori, trasmettendo un dossier sui carburanti per verifiche puntuali sui margini di filiera.
La presidente del Consiglio si è detta *“pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”*, riaprendo il dossier sugli extra-profitti e ipotizzando un intervento correttivo sul recente decreto bollette, i cui effetti positivi sono stati in parte erosi dalla nuova fiammata dei mercati energetici.
Prospettive: accise mobili e rischi per inflazione e consumi
Nel dibattito pubblico torna centrale il meccanismo delle accise mobili, già previsto dal decreto 5/2023. Come ricorda il Codacons, la norma consente di usare l’extra gettito Iva generato dai rincari dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, stabilizzando così il prezzo finale alla pompa.
L’eventuale attivazione delle accise mobili avrebbe un duplice effetto: alleggerire il costo per automobilisti e autotrasporto e limitare i riflessi sui prezzi al consumo, in un contesto in cui petrolio Brent e Wti sono in ascesa e il gas al Ttf di Amsterdam supera i 50 euro/MWh.
Le simulazioni di Facile.it stimano un aggravio medio annuo di circa 369 euro per famiglia tra luce e gas. Senza interventi strutturali su fiscalità energetica e vigilanza antitrust, il caro carburanti rischia di comprimere i consumi interni e rallentare la traiettoria di rientro dell’inflazione.
FAQ
Quanto costano oggi benzina e diesel in media in Italia?
Attualmente la benzina self costa circa 1,744 euro/litro e il diesel self 1,867 euro/litro sulla rete nazionale, con livelli più alti in autostrada.
Perché i prezzi dei carburanti stanno aumentando così rapidamente?
L’aumento è legato a tensioni geopolitiche in Medio Oriente, rialzo di petrolio Brent e Wti, crescita del gas al Ttf e possibili margini elevati nella filiera.
Cosa sta facendo il governo Meloni contro il caro carburanti?
Il governo Meloni ha attivato Arera, Commissione di allerta prezzi e Guardia di finanza, valuta misure contro la speculazione ed eventuali nuove tasse sugli extra-profitti energetici.
Che cos’è l’accisa mobile e come può ridurre i prezzi?
L’accisa mobile utilizza l’extra gettito Iva generato dai rincari dei carburanti per ridurre automaticamente le accise, abbassando il prezzo finale alla pompa.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sui carburanti?
L’articolo deriva effettivamente da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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