Canzonissima, promossi e bocciati della seconda serata tra Arisa e Gino Paoli

Canzonissima, emozioni e musica d’autore nel secondo appuntamento Rai
Nel secondo appuntamento di Canzonissima, in onda il 28 marzo su Rai1 da Roma, Milly Carlucci conferma una conduzione sicura e centrata sulle emozioni.
Sul palco, tra gli altri, brillano Arisa, Fausto Leali, Elettra Lamborghini e Paolo Iannacci, mentre Michele Bravi apre la serata con un omaggio struggente a Gino Paoli, scomparso il 24 marzo.
La sfida con Maria De Filippi e il suo Amici su Canale5 resta sullo sfondo: l’obiettivo del varietà Rai è riaffermare la centralità del repertorio storico italiano, valorizzando le interpretazioni live e il rispetto per gli autori che hanno costruito la memoria musicale del Paese.
In sintesi:
- Milly Carlucci guida Canzonissima con stile sobrio, centrato su musica ed emozioni.
- Michele Bravi apre con un intenso omaggio televisivo a Gino Paoli.
- Arisa domina la puntata con La leva calcistica della classe ’68.
- Fausto Leali, Elettra Lamborghini e Paolo Iannacci firmano le esibizioni più significative.
La seconda puntata di Canzonissima segna un cambio di passo evidente. Milly Carlucci appare più rilassata rispetto al debutto, meno condizionata dal confronto con la programmazione Mediaset di prima serata.
L’apertura affidata a Michele Bravi, con l’eco di Ti lascio una canzone trasformata in tributo a Gino Paoli, imposta subito il tono della serata: celebre repertorio, memoria e rispetto per la canzone d’autore.
Il filmato del cantautore ligure e le parole commosse della conduttrice – “Un ricordo, un’emozione, un bacio immenso” – consolidano la dimensione di servizio pubblico del format: raccontare la storia musicale italiana a un pubblico trasversale, senza cedere al puro intrattenimento competitivo.
Interpretazioni chiave: Arisa incanta, Leali gigante, Lamborghini sorprende
La vittoria di puntata va a Arisa con La leva calcistica della classe ’68 di Francesco De Gregori. La cantante lucana lavora di sottrazione: voce pulita, controllo tecnico e un coinvolgimento emotivo che rende attuale la metafora di Nino.
“Con la sua voce, la sua interpretazione, è nato un pezzo diverso”, osserva Milly Carlucci, mentre Francesca Fialdini sottolinea: “Hai fatto tua questa canzone, l’hai portata all’ennesima potenza”. L’espressione “Siamo tutti un po’ Nino” diventa chiave di lettura generazionale.
Fausto Leali sceglie una strada più rischiosa: Almeno tu nell’universo di Mia Martini, brano simbolo di fragilità e forza femminile. La sua versione maschile, intensa e controllata, conferma lo status di interprete “classico” della canzone italiana.
“Mi colpisce di Fausto questa nobiltà del cuore”, commenta ancora Francesca Fialdini, sancendo una percezione condivisa in studio.
Sorprende Elettra Lamborghini, che archivia l’ironia pop della settimana precedente per una lettura intima di Alta Marea di Antonello Venditti.
Il ricordo della cavalla Lolita, definita più volte la sua “migliore amica”, sposta l’attenzione dalla performer al vissuto personale. “Sei uscita dalla tua comfort zone e l’hai fatto benissimo”, evidenzia Caterina Balivo, leggendo l’esibizione come elaborazione di un lutto ancora sensibile.
Meno convincente invece la scelta dei Jalisse, che portano Per sempre sì di Sal Da Vinci. Pur vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, il brano non appartiene ancora al canone consolidato che Canzonissima ambisce a celebrare.
Il richiamo al successo fresco di classifica appare più strizzatina d’occhio al pubblico che reale omaggio alla storia della musica italiana, come evidenziato dal dibattito acceso tra i Magnifici 7.
Di segno opposto l’esibizione di Paolo Iannacci con Vengo anch’io. No, tu no, storico cavallo di battaglia di Enzo Jannacci. Standing ovation e forte componente affettiva: “Questo brano ha quasi 70 anni ed è nato proprio qui”, ricorda il musicista, ribadendo il legame organico tra il format Rai e il patrimonio della canzone comica e d’autore.
Per Claudio Cecchetto è “il primo tormentone italiano”, ma con una durata che travalica stagioni e mode, a differenza delle hit mordi e fuggi estive.
Canzonissima tra memoria televisiva, futuro del varietà e sfida con Mediaset
La seconda puntata di Canzonissima conferma la strategia Rai: contrastare la forza del talent show Amici non sul terreno del casting, ma su quello autorevole della memoria popolare condivisa.
Il programma guidato da Milly Carlucci ripropone il modello del grande varietà generalista come spazio di narrazione storica della canzone, affidando agli interpreti contemporanei il compito di mediare tra generazioni diverse.
Il futuro del format si gioca ora sulla capacità di mantenere questo equilibrio: valorizzare il repertorio classico senza trasformarlo in pura nostalgia, offrendo al pubblico di Rai1 e agli utenti digitali un archivio emozionale vivo, capace di generare conversazioni anche su piattaforme come Google News e Discover.
FAQ
Quando va in onda Canzonissima e su quale canale televisivo?
La trasmissione Canzonissima va in onda in prima serata su Rai1, attualmente il giovedì, con collocazione variabile a seconda del palinsesto stagionale.
Chi sono i protagonisti principali della seconda puntata di Canzonissima?
Nella seconda puntata spiccano Arisa, Fausto Leali, Elettra Lamborghini, Paolo Iannacci, Michele Bravi e i Jalisse, guidati dalla conduzione di Milly Carlucci.
Quale brano ha portato Arisa a vincere la puntata di Canzonissima?
Arisa ha vinto grazie a La leva calcistica della classe ’68 di Francesco De Gregori, interpretato con forte intensità emotiva e grande pulizia vocale.
Che ruolo hanno i Magnifici 7 all’interno del programma Canzonissima?
I Magnifici 7 formano la giuria fissa: commentano le esibizioni, orientano il racconto critico e contribuiscono alle valutazioni complessive degli artisti in gara.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa notizia televisiva?
Questa analisi è elaborata dalla nostra Redazione a partire da una sintesi congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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