Calenda lancia messaggio inedito a Forza Italia e apre fronte liberale riformista che agita subito la maggioranza

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Calenda manda un segnale a Forza Italia: “Il Paese ha bisogno di liberali, popolari e riformisti: felicissimo se ci sarà spazio per lavorare insieme”
Segnale ai moderati
Nel cuore dell’evento di Forza Italia al Teatro Manzoni di Milano, Carlo Calenda ha lanciato un messaggio diretto all’area centrista, delineando un campo politico fatto di liberali, popolari e riformisti autonomi. Il leader di Azione ha escluso ogni ipotesi di convivenza nel medesimo partito con figure come Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicholas Fratoianni, Roberto Vannacci e Matteo Salvini, ritenute incompatibili con un progetto europeista e pragmatico.
Calenda ha prospettato un percorso politico distinto dai blocchi sovranisti e dalle sinistre radicali, ma aperto a una collaborazione strutturale con l’area moderata del centrodestra, a partire proprio da Forza Italia. Il criterio, ha spiegato, resta la qualità delle proposte e la coerenza con una linea riformista, non la convenienza di breve periodo né il mero calcolo elettorale.
L’idea è costruire una piattaforma capace di attrarre ceti produttivi, amministratori locali e corpi intermedi, puntando su crescita economica, serietà di bilancio, politiche industriali e sostegno al lavoro, fuori dalle polarizzazioni identitarie che dominano l’attuale Parlamento.
Milano laboratorio centrista
La partita amministrativa di Milano è stata descritta come un banco di prova decisivo per il nuovo asse riformista. Calenda ha evocato per il capoluogo lombardo un sindaco civico con solide competenze gestionali, in grado di parlare a una metropoli internazionale e di tenere insieme crescita e sicurezza. Interpellato su Mario Calabresi, oggi a Chora Media, ha sottolineato la grande stima personale, senza però ufficializzare alcuna candidatura, né escludere altri profili cittadini.
Secondo il leader di Azione, un indipendente autorevole garantirebbe un perimetro più ampio rispetto a un politico di partito, intercettando il mondo delle professioni, dell’impresa e del terzo settore. Ha ricordato il caso della Basilicata come eccezione, dove il centrosinistra aveva chiuso ogni spazio ad Azione, mentre sul fronte opposto correva un moderato di Forza Italia.
A Milano, ha aggiunto, il rapporto con la maggioranza di Giuseppe Sala è segnato dalla preoccupazione per uno scivolamento verso le posizioni di Alleanza Verdi e Sinistra, proprio su dossier come il “Salva Milano”, su cui Azione ha difeso il sindaco contro gli attacchi della sinistra esterna.
Politica estera e credibilità
Nel passaggio di politica internazionale, Calenda ha puntato il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni per la risposta giudicata tardiva alle dichiarazioni di Donald Trump sull’Afghanistan e sugli alleati occidentali. A suo giudizio, di fronte a frasi considerate gravissime, il governo italiano avrebbe dovuto reagire immediatamente, richiamando l’ambasciatore degli Stati Uniti e chiedendo scuse ufficiali, sul modello del premier britannico Keir Starmer.
Calenda ha ricordato come solo la pressione diplomatica abbia portato Trump a porgere le sue scuse alla Gran Bretagna, segnalando la distanza tra la linea ferma di Londra e l’atteggiamento più prudente di Roma. Per il leader di Azione, la politica estera è uno snodo di credibilità per qualsiasi forza che aspiri a rappresentare l’area riformista e moderata del Paese.
La richiesta di un fronte liberale, popolare e riformista unito viene così collegata anche al posizionamento internazionale dell’Italia: atlantismo solido, europeismo senza ambiguità e capacità di difendere l’interesse nazionale senza derive propagandistiche.
FAQ
D: Qual è il messaggio principale lanciato da Carlo Calenda a Forza Italia?
R: Ha proposto un’area comune di liberali, popolari e riformisti, autonoma da sovranisti e sinistra radicale, disponibile a lavorare insieme se ci sarà spazio politico reale.
D: Perché Calenda rifiuta l’idea di condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Vannacci e Salvini?
R: Li considera espressione di poli opposti e incompatibili con una piattaforma riformista, pragmatica, europeista e non estremista.
D: Che tipo di candidato immagina Calenda per Milano?
R: Una figura civica, con forti capacità gestionali e respiro internazionale, capace di coniugare crescita economica e sicurezza urbana.
D: Qual è la posizione di Calenda su Mario Calabresi come possibile candidato sindaco?
R: Ha espresso grande stima per Calabresi, ricordandone il ruolo a Chora Media, ma non ha dato conferme né annunci ufficiali sulla candidatura.
D: Come giudica Calenda la situazione dell’alleanza con la maggioranza di Beppe Sala a Milano?
R: Rileva una crescente preoccupazione per lo spostamento verso le tesi di AVS e rivendica la difesa di Sala sul “Salva Milano” contro gli attacchi della sinistra esterna.
D: Cosa critica Calenda al governo Meloni sulle dichiarazioni di Trump sull’Afghanistan?
R: Denuncia una reazione tardiva, sostenendo che servisse un’immediata risposta diplomatica con il richiamo dell’ambasciatore USA e la richiesta di scuse ufficiali.
D: Quale modello cita Calenda per la gestione del caso Trump?
R: Indica l’esempio del premier britannico Keir Starmer, che ha preteso chiarimenti e scuse, ottenendo da Trump un passo indietro verso il Regno Unito.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle dichiarazioni riportate?
R: Le dichiarazioni di Carlo Calenda provengono da resoconti di agenzia e stampa politica nazionale, in particolare da lanci e articoli di ANSA e altre testate italiane che hanno seguito l’evento di Forza Italia al Teatro Manzoni di Milano.




