Bianca Balti sfida Victoria’s Secret con messaggio potente sulla rinascita
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Bianca Balti racconta tumore, paura della morte e rifiuto di Victoria’s Secret
Bianca Balti, supermodella italiana, è intervenuta alla seconda puntata di “Mamma Dilettante 5”, podcast e vodcast di Diletta Leotta, per parlare pubblicamente del proprio tumore, delle cure affrontate e delle fragilità che ancora l’accompagnano.
Nel dialogo, registrato in studio e diffuso online ad aprile 2026, Balti ha spiegato come la sua principale paura di morire sia legata alle sue figlie e alla necessità di garantire loro stabilità economica e serenità emotiva.
La top model ha inoltre rivelato di essersi candidata personalmente alla sfilata di Victoria’s Secret 2025, nel mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, proponendosi come volto di inclusività per le donne operate e con cicatrici, ma la proposta non è stata accolta.
“Ho capito che se io lasciassi le cose finanziariamente più in ordine per le mie bambine, se dovesse ritornarmi una recidiva o qualsiasi altra cosa, io sarei più tranquilla, perché la mia paura di morire è solo legata alle mie figlie. Mi viene da piangere e mi emoziona pensarle tristi perché la mamma è morta, ecco”.
In sintesi:
- Bianca Balti racconta tumore, cure e paura di morire nel podcast di Diletta Leotta.
- La priorità della modella è la sicurezza economica e affettiva delle due figlie.
- Balti chiede a Victoria’s Secret di sfilare come simbolo di inclusività oncologica.
- La proposta non viene accettata, sollevando interrogativi su rappresentazione e body positivity.
Il racconto del tumore e la proposta respinta da Victoria’s Secret
Nel confronto con Diletta Leotta, Bianca Balti ricostruisce il percorso di malattia, dalle terapie ai timori quotidiani. La modella sottolinea come la diagnosi abbia cambiato radicalmente il suo rapporto con il futuro, concentrando le preoccupazioni sul benessere delle figlie e sulla gestione del patrimonio familiare.
La paura non riguarda solo la salute, ma l’impatto emotivo che una sua eventuale scomparsa avrebbe sulle bambine.
Balti collega poi l’esperienza personale al mondo della moda. Ricorda di aver sfilato per Victoria’s Secret a vent’anni, per poi non essere più tornata sulle passerelle del brand. Nel 2025, in un contesto di crescente attenzione all’inclusività e con la sfilata prevista ad ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, decide di proporsi attivamente.
“Io Victoria’s Secret l’ho fatto quando avevo vent’anni e poi non l’ho mai più fatto… A questa età, cos’ho da perdere? Scrivo a Victoria’s Secret!”, racconta. Invia una lettera, tramite i propri manager, spiegando che moltissime donne affrontano un tumore, spesso portando cicatrici visibili.
“Quindi mi sono detta: ‘Figa sono figa, per cui mettetemi un bel reggiseno, una mutandina e fatemi sfilare! Così almeno mandiamo un messaggio positivo e anche a chi ha vissuto un tumore, e magari ha cicatrici come me, si sente rappresentata’. E invece niente, non è stato recepito questo messaggio”.
Rappresentazione, inclusività e nuove narrazioni sul corpo dopo il tumore
La testimonianza di Bianca Balti apre una riflessione sulla distanza tra storytelling inclusivo e scelte concrete di alcuni grandi brand della moda. Il rifiuto alla sua candidatura per Victoria’s Secret arriva nonostante l’attenzione dichiarata alla body positivity e alla diversità dei corpi femminili.
Il caso evidenzia quanto sia ancora raro vedere, nelle grandi campagne internazionali, donne con cicatrici oncologiche esposte senza filtri, e quanto queste immagini possano incidere sulla percezione di sé di milioni di pazienti e sopravvissute.
Il racconto diretto in un format popolare come “Mamma Dilettante 5” contribuisce però a normalizzare il dialogo su tumore al seno, paura della morte e gestione concreta del futuro familiare. La scelta di Balti di legare bellezza, lingerie e cicatrici mette al centro un tema cruciale per Google Discover: come cambiano i modelli estetici quando l’esperienza del corpo passa attraverso la malattia.
FAQ
Cosa ha raccontato Bianca Balti sul suo tumore nel podcast di Diletta Leotta?
Ha raccontato di aver affrontato un tumore, delle cure eseguite e della paura costante di una recidiva, collegata soprattutto al futuro delle sue figlie.
Perché la paura di morire di Bianca Balti è legata alle figlie?
È legata alla volontà di garantire sicurezza economica ed emotiva alle figlie. Vuole lasciare “le cose finanziariamente in ordine” per proteggerle nel lungo periodo.
Per quale motivo Bianca Balti ha scritto a Victoria’s Secret?
Ha scritto per proporsi alla sfilata di ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, come modello inclusivo per donne operate e con cicatrici.
Victoria’s Secret ha accettato la proposta di sfilata di Bianca Balti?
No, il brand non ha accolto la proposta. Secondo Balti, il messaggio di rappresentare donne con tumore e cicatrici “non è stato recepito”.
Quali sono le fonti originali rielaborate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

