Bending Spoons punta Wall Street: IPO lampo e valutazione monstre fino a 30 miliardi?
Indice dei Contenuti:
Valutazione e obiettivi della quotazione
Bending Spoons sta preparando l’approdo a Wall Street con una valutazione stimata dagli analisti tra i 20 e i 30 miliardi di dollari. Il perimetro di prezzo dipenderà dalla domanda degli investitori e da eventuali nuove acquisizioni prima della quotazione, con l’obiettivo dichiarato di puntare all’inclusione nello S&P 500.
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L’operazione segue una traiettoria di crescita accelerata: l’ultima valorizzazione si attestava intorno agli 11 miliardi, sostenuta da una raccolta complessiva di circa 5 miliardi tra equity e debito. Un’eventuale sovrascrizione del book potrebbe spingere il range verso l’estremo alto, consolidando il posizionamento della software house italiana tra le tech a maggiore capitalizzazione in USA.
La strategia pre-IPO resta orientata a espandere scala e margini tramite M&A mirato, elemento che potrebbe fungere da catalizzatore per una revisione al rialzo della valutazione. L’inclusione nell’indice principale richiederebbe capitalizzazione, flottante e profilo di redditività coerenti con gli standard dell’S&P Dow Jones Indices, obiettivi che il gruppo mira a soddisfare capitalizzando sul portafoglio di app e servizi digitali acquisiti negli ultimi anni.
Banche capofila e tempistiche dell’ipo
Secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, Bending Spoons avrebbe avviato la selezione degli istituti per guidare l’operazione. In pole figurano J.P. Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley, con la possibilità di estendere il consorzio ad altre banche d’investimento per ampliare la copertura verso investitori istituzionali globali.
Il mandato ai bookrunner è propedeutico alla definizione del calendario, con una finestra di collocamento indicata entro l’anno. La scelta degli advisor mira a massimizzare la visibilità sul mercato statunitense e a strutturare un’offerta in linea con le metriche delle big tech quotate a New York.
La fase successiva prevede la messa a punto del prospetto, il pre-marketing con gli anchor investor e la costruzione del book. Tempistiche e sizing dipenderanno dalle condizioni di mercato e dall’esito del roadshow, con un posizionamento del range di prezzo calibrato sulla domanda attesa e su eventuali operazioni di M&A in corso.
Acquisizioni strategiche e investitori chiave
La traiettoria di Bending Spoons è stata alimentata da un M&A intenso: circa 50 operazioni dal 2013, con target come America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, Komoot ed Eventbrite a dicembre. Questo portafoglio ha ampliato base utenti, ricavi ricorrenti e presenza globale, rafforzando le leve per la quotazione.
L’approccio resta pragmatico: integrazione rapida degli asset, razionalizzazione dei costi e focalizzazione sui prodotti a più alta marginalità. Non sono mancate controversie legate a ristrutturazioni e licenziamenti post-deal, come accaduto in FiLMiC, Meetup, Evernote e WeTransfer, con impatti organizzativi immediati per accelerare l’efficienza.
Sul fronte capitale, la società ha raccolto quasi 5 miliardi tra equity e debito, con una base soci di profilo internazionale: Baillie Gifford, Tamburi, l’ex CFO di Apple Luca Maestri e l’ex campione Andre Agassi. L’ultima valorizzazione era intorno a 11 miliardi; l’espansione per linee esterne e l’ottimizzazione del mix prodotti sostengono ora stime tra 20 e 30 miliardi.
Ulteriori acquisizioni pre-IPO restano sul tavolo per aumentare scala e cross-selling, mentre la presenza di investitori pazienti e di lungo periodo supporta governance, disciplina finanziaria e accesso al mercato dei capitali in vista del collocamento a New York.
FAQ
- Quante acquisizioni ha completato Bending Spoons?
Circa 50 operazioni dal 2013, tra cui WeTransfer, Evernote ed Eventbrite. - Quali sono i principali investitori?
Baillie Gifford, Tamburi, Luca Maestri e Andre Agassi. - Qual era l’ultima valutazione pre-IPO?
Intorno a 11 miliardi di dollari. - Qual è la nuova forchetta di valutazione attesa?
Tra 20 e 30 miliardi di dollari, in funzione della domanda e di nuove acquisizioni. - Ci sono state ristrutturazioni post-acquisizione?
Sì, con tagli e riassetti in realtà come FiLMiC, Meetup, Evernote e WeTransfer. - Quali benefici apporta la strategia M&A?
Scala, crescita utenti, ricavi ricorrenti e miglioramento dei margini. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le indiscrezioni sono state riportate dal Corriere della Sera.




