Bankitalia shock: famiglie serrano i portafogli, consumi giù e corsa al risparmio
Indice dei Contenuti:
Consumi familiari in rallentamento
Banca d’Italia segnala un freno nei consumi delle famiglie, condizionati da un mercato del lavoro in raffreddamento e da aspettative caute sul quadro macroeconomico. Nel terzo trimestre la spesa è aumentata solo marginalmente, confermando una dinamica debole rispetto ai trimestri precedenti.
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Le stime di Via Nazionale indicano che anche nei mesi autunnali la crescita dei consumi è rimasta contenuta, riflettendo timori su occupazione e redditi futuri. L’orientamento prudente delle famiglie ha inciso sulle scelte di spesa non essenziale e su beni durevoli, con effetti differenziati tra comparti.
Pur in presenza di salari nominali in recupero, l’erosione del potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni continua a pesare sul bilancio domestico. Il comportamento di consumo appare quindi selettivo, con priorità a beni e servizi indispensabili e rinvio degli acquisti più onerosi.
Risparmio in crescita ai massimi post-crisi
La propensione al risparmio delle famiglie italiane è risalita su livelli tra i più elevati dalla crisi finanziaria globale, al netto delle anomalie della fase pandemica, secondo il bollettino di Banca d’Italia. L’aumento riflette una cautela diffusa, collegata all’indebolimento delle prospettive occupazionali e a valutazioni prudenti sull’evoluzione dell’economia.
Nel quadro descritto da Via Nazionale, la crescita del risparmio si accompagna a consumi in espansione limitata, con una maggiore preferenza per liquidità e strumenti di gestione prudenziale del reddito. Il rafforzamento dell’accumulo precauzionale indica una maggiore attenzione alla sostenibilità dei bilanci familiari.
L’orientamento difensivo resta legato anche alla dinamica dei prezzi e alla dispersione settoriale dei rinnovi contrattuali, che ha lasciato disomogeneità nel recupero del potere d’acquisto. Ne deriva un processo di ricomposizione del budget verso voci essenziali e un rinvio di spese discrezionali, coerente con un ciclo di risparmio in consolidamento.
Prospettive economiche tra servizi in tenuta e industria incerta
Nel quarto trimestre l’attività economica in Italia ha mostrato un progresso moderato, sostenuto dai servizi, in particolare quelli rivolti alle imprese, e da segnali di recupero nell’industria.
Le valutazioni di Banca d’Italia confermano il profilo di crescita contenuto, con il Pil stimato a +0,6% nel 2026 e un graduale rafforzamento nel biennio successivo.
Sul fronte manifatturiero permangono incertezze, legate anche all’intensificarsi della concorrenza della Cina in più comparti, che comprime i margini e rallenta gli investimenti.
I rinnovi dei contratti nel settore privato hanno spinto le retribuzioni nel 2025 (+3,2%), sopra l’inflazione, ma il potere d’acquisto rimane sotto i livelli del 2021.
Nei servizi la perdita reale risulta più marcata rispetto all’industria, a causa dei ritardi nei rinnovi e della minore diffusione delle clausole di salvaguardia.
Nel 2026 oltre l’80% dei dipendenti è coperto da accordi già in vigore: la dinamica salariale dipenderà dagli aumenti definiti, con il wage tracker che segnala un ulteriore, seppur graduale, indebolimento.
Il contributo dei servizi resta il principale sostegno alla crescita, mentre l’industria procede a ritmo disomogeneo e sensibile alla pressione competitiva estera.
La combinazione di redditi reali ancora compressi e prospettive prudenti mantiene elevata la propensione al risparmio.
L’orientamento delle imprese privilegia prudenza negli investimenti, in attesa di segnali più chiari su domanda estera e costi.
FAQ
- Quali settori sostengono la crescita?
I servizi, soprattutto quelli alle imprese, con un contributo positivo dell’industria in recupero. - Qual è la previsione di crescita del Pil?
+0,6% nel 2026, con rafforzamento atteso nel biennio successivo secondo Banca d’Italia. - Perché la manifattura resta incerta?
Per la maggiore concorrenza della Cina e margini sotto pressione in vari comparti. - Come si muovono i salari nel 2025?
In aumento del 3,2% nel privato, sopra l’inflazione, ma con potere d’acquisto ancora inferiore al 2021. - Cosa accadrà ai salari nel 2026?
Copertura contrattuale oltre l’80%, con dinamica guidata da accordi già firmati e crescita in attenuazione. - Qual è l’impatto sui consumi?
Consumi in espansione limitata, con famiglie orientate a maggiore risparmio e spese selettive. - Qual è la fonte delle stime citate?
Bollettino economico di Banca d’Italia, ripreso da ANSA.




