Bancomat, l’errore sullo scontrino che svuota il tuo conto

Truffa dello scontrino Bancomat: come funziona e come difendersi
La cosiddetta “truffa dello scontrino” al Bancomat colpisce correntisti italiani che prelevano contanti agli sportelli ATM e lasciano la ricevuta.
Accade soprattutto presso sportelli in strada o in aree commerciali, con segnalazioni diffuse in Sicilia – in particolare a Palermo, Catania e Siracusa.
Il fenomeno è emerso negli ultimi mesi ed è monitorato da esperti di sicurezza bancaria come Gabriele Urzì della Fabi.
I truffatori recuperano gli scontrini abbandonati e li usano per costruire contatti telefonici o via SMS estremamente credibili, fingendosi operatori della banca e inducendo le vittime a condividere codici di sicurezza o ad autorizzare operazioni fraudolente.
In sintesi:
- Sugli scontrini Bancomat ci sono dati sufficienti a creare contatti truffaldini molto convincenti.
- La truffa sfrutta tecniche di ingegneria sociale, non sofisticati attacchi informatici.
- È consigliato selezionare sempre il tasto «No» alla stampa della ricevuta.
- Meglio controllare saldo e movimenti solo da app o home banking sicuri.
Come i truffatori usano lo scontrino per colpire i correntisti
Lo scontrino Bancomat non riporta PIN né numero completo di carta, ma contiene data e ora del prelievo, importo, ultime cifre della carta, codice ATM e talvolta saldo residuo.
Questi elementi, incrociati con altre informazioni reperibili online o con semplici osservazioni sul posto, permettono ai criminali di creare uno scenario perfettamente coerente.
Secondo le segnalazioni raccolte da Gabriele Urzì per la Fabi Palermo, alcuni soggetti si appostano vicino agli ATM, raccolgono gli scontrini dimenticati e avviano la seconda fase: il contatto diretto con la vittima.
Il finto operatore bancario chiama o invia messaggi citando l’ultimo prelievo, l’importo esatto e l’orario, inducendo la vittima a credere di parlare davvero con la banca.
Solo dopo aver costruito fiducia arrivano richieste di confermare codici OTP ricevuti via SMS, comunicare “numeri di sicurezza” o autorizzare operazioni via app.
A quel punto i truffatori riescono a disporre del conto o della carta, spesso svuotandoli in pochi minuti.
Prelievi sicuri: buone pratiche e rischi da evitare al Bancomat
Per ridurre drasticamente il rischio, la prima regola è semplice: selezionare il tasto «No» quando l’ATM chiede di stampare la ricevuta.
Si migliora la sicurezza dei dati e si limita lo spreco di carta.
Chi sceglie comunque di stampare deve conservare lo scontrino in luoghi sicuri e distruggerlo tagliandolo in piccoli pezzi prima di buttarlo.
È preferibile controllare saldo e movimenti soltanto tramite l’app della propria banca o l’home banking, strumenti che ormai tutti i principali istituti italiani mettono a disposizione con elevati standard di protezione.
Dopo il prelievo occorre verificare sempre che la sessione sia chiusa premendo “Annulla” se lo sportello propone altre operazioni.
Resta valido l’insieme delle regole base: usare ATM in zone illuminate e presidiate, controllare la presenza di dispositivi sospetti, coprire la tastiera durante l’inserimento del PIN, non accettare aiuti da sconosciuti, vigilare durante il rientro soprattutto dopo prelievi di importi elevati.
Perché la truffa dello scontrino crescerà e come anticiparla
L’evoluzione delle frodi bancarie mostra una tendenza chiara: meno tecnologia, più manipolazione psicologica.
La “truffa dello scontrino” è economica da mettere in atto, scalabile e difficilmente percepita come un pericolo dai correntisti.
Per questo è destinata a diffondersi oltre la Sicilia e a interessare tutte le principali città italiane.
Banche e associazioni di categoria stanno potenziando le campagne di sensibilizzazione e gli alert in-app, ma la prima barriera resta il comportamento dell’utente.
Imparare a non lasciare tracce cartacee inutili, diffidare di chiunque chieda codici o autorizzazioni e segnalare immediatamente alla propria banca ogni telefonata sospetta sono le mosse decisive per spegnere sul nascere questo tipo di raggiro.
FAQ
Che cosa contiene davvero lo scontrino del Bancomat?
Contiene data e ora dell’operazione, importo, ultime cifre della carta, codice ATM e talvolta saldo residuo. Sono dati sufficienti a costruire truffe mirate.
Come riconoscere un finto operatore bancario al telefono?
È sospetto chi chiede PIN, password, codici OTP o autorizzazioni via app. Le banche italiane non chiedono mai queste informazioni telefonicamente o via SMS. In caso di dubbio, riaggancia e chiama il numero ufficiale.
Che cosa devo fare se ho comunicato un codice OTP a un truffatore?
È fondamentale contattare subito la banca tramite numero d’emergenza, bloccare carta e operatività online e presentare denuncia alle autorità, fornendo orario e contenuto esatto della comunicazione.
È più sicuro controllare il saldo da ATM o dall’app bancaria?
È generalmente più sicuro usare l’app ufficiale della banca, protetta da autenticazione forte e sistemi antifrode, evitando stampe cartacee e consultazioni di saldo in contesti poco controllati.
Qual è la fonte delle informazioni sulla truffa dello scontrino Bancomat?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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