Auto elettrica per tutti, cosa succede davvero alla rete elettrica secondo gli esperti
Indice dei Contenuti:
Auto elettriche in Italia, perché la rete è il vero collo di bottiglia
La completa elettrificazione del parco auto italiano – oltre 40 milioni di veicoli – richiederebbe circa il 24% di energia in più rispetto ai consumi elettrici attuali, soprattutto in Italia e in Europa entro il 2035, quando lo stop alle vendite di auto termiche diventerà operativo.
La produzione aggiuntiva, stimata in circa 74 TWh annui, è tecnicamente ottenibile con nuovo fotovoltaico ed eolico, secondo i dati di Terna, ACI e ISTAT.
Il nodo critico non è però l’energia annua, bensì la potenza istantanea chiesta alla rete: il picco serale, quando milioni di automobilisti rientrano a casa e collegano la wallbox, rischia di far saltare trasformatori di quartiere e stabilità di frequenza.
Per questo la transizione elettrica non è un “non-problema”: è realizzabile, ma implica investimenti infrastrutturali nell’ordine di 150 miliardi di euro e un profondo ripensamento di rete, tariffe e abitudini di ricarica.
In sintesi:
- Energia aggiuntiva per auto elettriche: +74 TWh/anno, circa +24% dei consumi italiani
- Picco di potenza serale: fino a +27,6 GW, quasi +50% rispetto al record attuale
- Oltre 500.000 cabine MT/BT da adeguare, investimento stimato oltre 40 miliardi
- Smart charging e tariffe dinamiche possono dimezzare i costi di rete necessari
Energia gestibile, potenza e rete il vero limite della transizione
Gli studi citati dal “conoscente a cena” che assicura che “se avessimo tutti l’auto elettrica non ci sarebbero problemi” sono corretti solo a metà: ragionano su TWh annui, non su GW di punta.
Con 40,3 milioni di auto, 10.231 km annui medi (dati ACI e ISTAT) e un consumo di 18 kWh/100 km, il fabbisogno aggiuntivo arriva a circa 74,2 TWh/anno. Su 312 TWh consumati oggi, è un incremento rilevante ma gestibile con circa 34 GW di nuovo fotovoltaico e 10 GW di eolico.
Il problema emerge quando si guarda alla potenza: in uno scenario di ricarica “dumb” – arrivo medio alle 18:30, wallbox domestiche da 7,4 kW, il 70% degli automobilisti che ricarica – il sistema vede un picco aggiuntivo di circa 27,6 GW, sovrapposto al picco serale esistente.
Il totale salirebbe a circa 84,6 GW contro un massimo storico di 57,5 GW registrato da Terna nel luglio 2024. È un aumento di quasi il 47% proprio nell’ora più delicata della giornata, con impatti diretti sulla stabilità dei 50 Hz e sul rischio di distacchi automatici di carico.
Conseguenze, costi e ruolo decisivo dello smart charging
La fragilità non sta nella rete di trasmissione nazionale, ma nelle 524.000 cabine MT/BT che alimentano i quartieri italiani: una cabina tipica da 400 kVA, con 70 utenze e margine residuo di circa 317 kW, va in sovraccarico già quando 50 abitazioni installano una wallbox e la usano in contemporanea.
La sola riqualificazione diffusa delle cabine secondarie supera i 40 miliardi, mentre la rete di distribuzione complessiva richiede, secondo varie stime industriali, oltre 48 miliardi. A questi si sommano circa 36 miliardi per le wallbox domestiche, 15 miliardi per lo storage (15 GW/60 GWh) e oltre 5 miliardi per triplicare i punti di ricarica pubblici a circa 200.000, necessari a evitare code matematicamente “instabili” (ρ > 1).
Il totale sfiora i 146 miliardi di euro, ma va confrontato con i 69,8 miliardi che l’Italia spende ogni anno in carburanti, di cui 38,5 miliardi di gettito fiscale. Con energia elettrica equivalente pari a circa 20,8 miliardi l’anno, il payback dell’investimento è nell’ordine di tre anni, a patto di implementare smart charging, tariffe dinamiche e un controllo centralizzato capace di appiattire i picchi.
FAQ
Quanta energia servirebbe se tutte le auto italiane fossero elettriche?
Servirebbero circa 74 TWh aggiuntivi all’anno, pari a circa il 24% della domanda elettrica italiana attuale stimata da Terna.
Perché la potenza è un problema maggiore dell’energia nella ricarica?
Perché la rete deve sostenere il picco istantaneo: un aumento serale fino a +27,6 GW rischia sovraccarichi locali e instabilità di frequenza.
Quanto costerebbe adeguare la rete elettrica alla mobilità elettrica?
Complessivamente l’investimento stimato supera i 140 miliardi di euro, comprendendo generazione rinnovabile, cabine, linee, storage, wallbox e colonnine pubbliche.
Come lo smart charging può ridurre i costi della rete elettrica?
Agendo sulla programmazione delle ricariche, lo smart charging appiattisce i picchi di domanda e può quasi dimezzare gli investimenti necessari in potenziamento di rete.
Da quali fonti sono stati ricavati dati e stime di questo articolo?
Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

