Australian Open Djokovic rilancia le sue chance e sorprende tutti con fiducia totale e forma ritrovata
Indice dei Contenuti:
Condizione fisica e fiducia
Novak Djokovic chiarisce di aver superato un lieve fastidio che lo ha costretto a rinunciare ad Adelaide, sottolineando che a Melbourne le sensazioni sono positive e il lavoro procede senza intoppi. Ribadisce che, quando il fisico risponde, si sente competitivo contro chiunque e che quella convinzione resta il motivo per cui è al via dello Australian Open.
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Il serbo, alla sua ventunesima partecipazione, ricorda il legame speciale con il torneo che ha conquistato dieci volte, un terreno dove storicamente esprime il suo tennis migliore. La fiducia personale, spiega, nasce dall’esperienza e dalla continuità costruite negli anni su questo palcoscenico.
Pur riconoscendo l’elevato livello del circuito, Djokovic mantiene un approccio pragmatico: non si vede mai fuori dalla lotta per il titolo e non esclude le proprie opportunità in nessun evento, a maggior ragione su un campo dove ha scritto gran parte della sua carriera.
Obiettivi e gestione della pressione
Djokovic sposta il focus dagli obiettivi numerici alla qualità del proprio rendimento, ribadendo che il traguardo del 25° Slam non è una fissazione quotidiana. Sottolinea come la priorità resti consolidare ciò che ha già costruito, evitando un approccio “ora o mai più” che rischierebbe di trasformarsi in zavorra mentale.
L’intento è preservare energie e lucidità: la gestione della pressione passa dal controllo delle aspettative e dalla scelta di concentrarsi sulla prestazione, non sulla narrativa del record. Per il serbo, il modo migliore di competere a Melbourne è mantenere una routine chiara, ridurre il rumore esterno e trattare ogni turno come una tappa autonoma.
Il ragionamento è lineare: i numeri arriveranno se il processo resta solido. Tra preparazione mirata e pianificazione dei carichi, l’obiettivo è entrare nella seconda settimana con margine fisico e mentale, senza disperdere risorse in ansie superflue.
Confronto con i rivali Sinner e Alcaraz
Novak Djokovic riconosce che Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno imponendo un’asticella più alta rispetto al resto del circuito, ammettendo che nei contesti Slam il confronto richiede oggi un surplus atletico. Nonostante ciò, il serbo ribadisce di non escludere le proprie possibilità in nessun torneo, in particolare a Melbourne, dove storicamente ha saputo alzare il livello nei momenti chiave.
La strategia è pragmatica: tutela del fisico, gestione dei picchi e utilizzo mirato delle energie per presentarsi nelle fasi decisive con gambe fresche. L’idea è evitare battaglie inutili nei primi turni, restare corto negli scambi quando possibile e alzare progressivamente l’intensità, preparando la tenuta per eventuali incroci con i favoriti.
Guardando alle sfide recenti, Djokovic rivendica di aver messo in difficoltà i due giovani nell’ultimo anno, segnale che il gap è colmabile con esecuzione e disciplina tattica. L’obiettivo è entrare nella seconda settimana con un percorso pulito, massimizzando servizio e prime soluzioni offensive, per trasformare l’esperienza in vantaggio competitivo nei momenti di pressione.
FAQ
- Qual è la valutazione di Djokovic su Sinner e Alcaraz? Li considera al momento il riferimento del circuito, con un livello superiore alla media.
- Djokovic si sente ancora competitivo contro di loro? Sì, afferma di non escludere le proprie chance in nessun torneo, specialmente in Australia.
- Qual è la priorità nella gestione del torneo? Preservare energie, evitare sforzi superflui e arrivare fresco alle fasi calde.
- Come intende affrontare i primi turni? Con partite corte quando possibile, riducendo scambi logoranti e innalzando gradualmente il ritmo.
- Il 25° Slam è un obiettivo dichiarato? Non è una fissazione: la concentrazione resta sulla prestazione e sul processo.
- Quali armi punta a valorizzare? Servizio, prime scelte offensive e gestione dei momenti di pressione attraverso l’esperienza.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Dichiarazioni riportate da ANSA.




