Andrea Sempio rompe il silenzio sul caso Chiara Poggi e rivela dettagli inediti sull’amicizia con Marco, sentimento vittima

Indice dei Contenuti:
“Non curiosavo tra le foto di Chiara Poggi sul suo computer. Io e Marco siamo ancora amici, ci siamo sentiti 3 settimane fa. Se mi sento una vittima Sì”: Andrea Sempio si racconta a Quarto Grado
La versione di Andrea Sempio
Andrea Sempio ribadisce di non aver mai curiosato tra le foto di Chiara Poggi sul computer della giovane, respingendo ogni allusione morbosa legata al suo nome. Sottolinea di non essersi mai sentito un “voieur digitale” e di essere stato tirato in ballo anni dopo, quando il caso era già diventato un simbolo mediatico. Dentro questa vicenda, si definisce apertamente una vittima collaterale, finita sotto i riflettori senza prove concrete a suo carico.
L’amicizia con Marco, il fidanzato di Chiara, secondo lui è ancora viva: afferma di essersi sentito con lui appena tre settimane fa, segno che il rapporto, pur segnato dalla tragedia, non si è spezzato. L’uomo insiste sul fatto che il loro legame si è costruito molto prima del delitto di Garlasco e che nessun sospetto investigativo potrà cancellare quel passato comune.
Nel salotto televisivo di Quarto Grado, Sempio mette l’accento sul peso psicologico di anni di attenzioni mediatiche, spiegando di aver vissuto un processo parallelo dell’opinione pubblica, spesso scollegato dagli atti giudiziari e dalle sentenze.
Il 13 agosto 2007 e gli scontrini conservati
Ricostruendo il 13 agosto 2007, Sempio racconta di essere andato a Vigevano per comprare un libro. Trovata la libreria chiusa, decide di fare un giro in piazza, parcheggia l’auto e conserva il tagliando come prova della sosta. Quel biglietto, ritrovato poi dai genitori, diventa negli anni un tassello chiave della sua autodifesa, a supporto dell’alibi nelle ore del delitto.
Spiega che lo scontrino viene consegnato agli inquirenti solo un anno dopo perché nessuno prima glielo aveva chiesto: se non fosse stato richiesto, sarebbe rimasto nel cassetto di casa. Il giorno seguente torna nuovamente in libreria, come dimostrerebbe un altro scontrino custodito assieme ad altri tagliandi di parcheggio, rinvenuti in seguito durante le perquisizioni. Nessuna strategia, a suo dire: semplice abitudine a non buttare quei biglietti.
Dopo il rientro da Vigevano, sostiene di aver trascorso il resto della giornata con i familiari, tra pranzo in casa dei genitori e momenti di routine che, col passare degli anni, sono stati scandagliati al millimetro da inquirenti e media.
Il passaggio davanti alla villetta Poggi
Sempio conferma di essere passato due volte davanti alla villetta dei Poggi nel primo pomeriggio, mentre le Forze dell’Ordine affluivano sul luogo del delitto. Una volta da solo, una volta con il padre. Dice di averlo dichiarato sin dall’inizio, molto prima che emergessero le fotografie che oggi, a distanza di quasi vent’anni, sembrano corroborare la sua versione.
Nonostante la concitazione del momento, racconta di non aver telefonato subito a Marco. A suo giudizio, chiamarlo senza sapere cosa stesse realmente accadendo non sarebbe stato opportuno. Ritiene significativo che nessun altro amico, in quell’istante, abbia fatto quella telefonata. Solo qualche ora dopo, quando la notizia del dramma in via Pascoli a Garlasco si fa più chiara, lui avvisa il gruppo di amici.
L’immagine che restituisce è quella di un testimone di contesto, non di un protagonista dei fatti. Si dice stanco di vedersi cucire addosso ruoli che non gli appartengono, mentre ripete di aver sempre collaborato con gli inquirenti, nel tentativo di chiudere un capitolo che lo segue ovunque.
FAQ
D: Chi è Andrea Sempio nel caso di Garlasco?
R: È un amico di Marco e di Chiara Poggi, finito nel mirino mediatico come possibile figura “ombra”, ma mai condannato.
D: Sempio ha ammesso di aver visto le foto di Chiara sul computer?
R: No, nega di aver mai curiosato tra le immagini private di Chiara Poggi o di aver avuto un interesse morboso.
D: Qual è l’alibi di Sempio per il 13 agosto 2007?
R: Dice di essere stato a Vigevano per comprare un libro, di aver trovato la libreria chiusa e di aver conservato il tagliando del parcheggio.
D: Perché gli scontrini del parcheggio sono considerati importanti?
R: Perché, secondo lui, collocano i suoi movimenti nel tempo e nello spazio nelle ore vicine all’omicidio.
D: Per quale motivo non ha chiamato subito Marco dopo aver visto i soccorsi?
R: Riteneva inopportuno telefonare senza sapere cosa fosse accaduto con precisione davanti alla villetta di Garlasco.
D: Come descrive oggi il rapporto con Marco?
R: Afferma che sono ancora amici, che si sentono tuttora e che si sono parlati anche di recente.
D: Dove si è raccontato pubblicamente Sempio?
R: Ha ricostruito la propria versione dei fatti nel programma televisivo Quarto Grado, da cui proviene il materiale giornalistico di riferimento.
D: Sempio si considera una vittima del caso mediatico?
R: Sì, sostiene di sentirsi una vittima per il peso delle attenzioni e dei sospetti che lo accompagnano da anni.




