Allarme di Walter Renna per l’Europa digitale: Telecomunicazioni e AI
Telecomunicazioni e AI, l’allarme di Walter Renna per l’Europa digitale
Chi: l’amministratore delegato di Fastweb e Vodafone, Walter Renna. Cosa: denuncia il crollo di ricavi e margini nelle telecomunicazioni europee e italiane e chiede una svolta su regolazione e intelligenza artificiale. Dove: all’evento “Telecommunications of the Future” del quotidiano Key4Biz, a Roma. Quando: il 13 maggio 2026. Perché: per evitare il declino industriale del settore Tlc, recuperare competitività nell’AI rispetto a Stati Uniti e Cina e rafforzare la sovranità tecnologica europea. Renna chiede meno frammentazione normativa, regole simmetriche tra operatori telco e piattaforme digitali e un deciso “buy European” sulle soluzioni di intelligenza artificiale.
In sintesi:
- Dal 2010 al 2024 ricavi Tlc -33%, margini -90%, con traffico dati in forte crescita.
- Esistono 16 regolatori e 29 strumenti legislativi che frenano investimenti e innovazione.
- Europa in ritardo sull’AI rispetto a Stati Uniti e Cina, servono campioni tecnologici europei.
- Renna propone “buy European” per AI, data center e supercomputer europei.
Crisi dei margini Tlc e frammentazione normativa in Europa
Walter Renna ha delineato un quadro critico per le telecomunicazioni europee. Dal 2010 al 2024, secondo il manager, “i ricavi del settore sono calati del 33%, i margini del 90%”, mentre il traffico dati è esploso e le reti sono diventate “infrastruttura critica del Paese”.
Le Tlc sostengono così una quota crescente dell’economia digitale con redditività minima e capacità di investimento limitata.
Renna ha puntato il dito contro l’eccesso regolatorio. In Italia il settore “naviga tra 16 soggetti regolatori e 29 strumenti legislativi”, una complessità che “non esiste in nessun altro Paese europeo” e che assorbe risorse altrimenti destinabili a infrastrutture e innovazione.
Altro nodo è l’asimmetria tra operatori Tlc e piattaforme digitali globali: *“Noi rispettiamo obblighi stringenti su assistenza, qualità, copertura, mentre le piattaforme che usano le nostre reti non hanno nessuna di queste regole. Stessa funzione, stessa regola: non è una rivendicazione corporativa, è la condizione minima per competere”*.
AI, sovranità tecnologica e sfida competitiva globale
Per Renna, la partita decisiva si gioca sull’intelligenza artificiale. *“In questo momento la partita sull’intelligenza artificiale non la stiamo vincendo, siamo sotto 2-0. Gli Stati Uniti e la Cina dominano i grandi modelli, mentre in Europa non abbiamo ancora soluzioni altrettanto potenti”*, ha affermato, riconoscendo un ritardo su software, coding assistito dall’AI e cybersecurity avanzata, citando le tecnologie sviluppate dal Mitre come esempio del vantaggio statunitense.
Ha ricordato gli investimenti di Fastweb e Vodafone: “abbiamo acquistato un supercomputer Nvidia per l’AI generativa e sviluppato un modello linguistico addestrato su dati europei, già conforme all’AI Act. Si può fare innovazione in Europa”.
Il manager individua tre direttrici per recuperare terreno: data center e supercomputer europei, applicazioni verticali nei settori in cui il continente è forte (sanità, pharma, gaming), e sviluppo dell’intelligenza artificiale agentica, “che non si limita a rispondere ma agisce”.
Elemento chiave è una chiara scelta politica: *“Serve favorire l’adozione di soluzioni AI europee da parte di aziende e istituzioni pubbliche. Un ‘buy European’ sull’AI non è protezionismo — è come si costruiscono i campioni tecnologici. Lo hanno fatto gli americani, lo hanno fatto i cinesi. Tocca a noi decidere se vogliamo stare al tavolo o restare a guardare”*.
Il futuro delle reti europee tra sicurezza, clima e politiche industriali
Nelle conclusioni, Renna ha collegato la crisi dei margini Tlc alla sicurezza nazionale e alla resilienza del Paese. Le reti digitali, ha ricordato, sono ormai infrastrutture strategiche esposte a minacce cyber crescenti e a eventi climatici estremi che richiedono continui investimenti in robustezza, ridondanza e tecnologie avanzate di monitoraggio.
Per liberare risorse, Renna invoca una revisione profonda del quadro regolatorio, una maggiore prevedibilità normativa e l’adozione di politiche industriali coerenti con l’obiettivo di creare campioni europei nelle telecomunicazioni e nell’AI. Solo così, ha concluso, l’Europa potrà colmare il divario con Stati Uniti e Cina e trasformare le reti e l’intelligenza artificiale in leve di competitività globale, anziché in fattori di vulnerabilità economica e strategica.
FAQ
Perché i margini delle telecomunicazioni europee sono crollati dal 2010?
I margini sono crollati perché i prezzi al dettaglio sono diminuiti, mentre traffico dati, costi infrastrutturali, requisiti regolatori e obblighi di qualità sono esplosi senza adeguata remunerazione.
Quali sono gli ostacoli regolatori principali per le Tlc in Italia?
Esistono 16 regolatori e 29 strumenti legislativi che generano burocrazia, incertezza e costi di compliance, riducendo la capacità di investimento in reti e innovazione tecnologica.
Come propone Walter Renna di rafforzare l’AI europea?
Renna propone data center e supercomputer europei, sviluppo di applicazioni verticali in settori chiave e un chiaro principio di “buy European” per soluzioni di intelligenza artificiale.
Cosa significa applicare il principio di buy European all’intelligenza artificiale?
Significa favorire in modo esplicito, tramite politiche pubbliche e gare, l’adozione di soluzioni AI sviluppate in Europa da aziende europee, creando domanda interna stabile.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulle telecomunicazioni europee?
Questo contenuto deriva da una elaborazione giornalistica della Redazione su base congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



