Alessandra Galli De Min rientra nel Bellunese dopo le tragedie di Crans Montana e del Vajont
Alessandra Galli De Min, sopravvissuta di Crans Montana, torna a Belluno
Chi: Alessandra Galli De Min, 54 anni, bellunese, sopravvissuta all’incendio del locale Le Constellation di Crans Montana. Cosa: il ritorno nella “sua” Belluno dopo mesi di cure al Niguarda di Milano, con il volto e le mani segnati dalle ustioni ma con una nuova consapevolezza. Dove: sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm). Quando: incontro pubblico in occasione dell’anno del 60° anniversario dell’associazione. Perché: per ringraziare medici, famiglia e comunità, intrecciando la memoria del Vajont con la tragedia del rogo svizzero e testimoniando la forza della ricostruzione personale e collettiva.
In sintesi:
- Sopravvissuta di Crans Montana, Alessandra Galli De Min rientra a Belluno dopo le cure.
- Porta su di sé i segni dell’incendio e una nuova consapevolezza sulla vita.
- Collega la tragedia del fuoco a quella del Vajont vissuta dalla sua famiglia.
- Rilancia l’impegno nei Bellunesi nel Mondo nel 60° dell’associazione Abm.
Dalla tragedia del Vajont al rogo di Crans Montana
Alessandra Galli De Min era nel posto sbagliato al momento sbagliato la notte di Capodanno: si trovava al Le Constellation di Crans Montana solo per recuperare il figlio di un’amica quando è esploso l’incendio. Le ustioni sul viso e sulle mani sono oggi il segno fisico di quella notte, ma anche il simbolo di una sopravvivenza che si innesta su una memoria familiare già profondamente segnata dal dolore.
«Nella mia famiglia ho vissuto la tragedia dell’acqua e quella del fuoco», ha raccontato, richiamando il disastro del Vajont. Il padre Arrigo fu tra i protagonisti della rinascita di Longarone dopo il 9 ottobre 1963, contribuendo alla ricostruzione civile e sociale del territorio. Ora, dimessa poche settimane fa dall’ospedale Niguarda di Milano, Alessandra punta a tornare a una normalità che comprenda anche il suo ruolo di coordinatrice degli emigranti bellunesi a Ginevra, in un anno simbolico per i 60 anni dei Bellunesi nel Mondo.
Oscar De Bona, presidente Abm, e Marco Crepaz, direttore, la definiscono «testimone della vita che vince»: una donna che affronta un percorso di cura lungo e difficile, ma illuminato da una rinnovata coscienza del valore del tempo e dei legami comunitari.
Gratitudine, memoria condivisa e una nuova comunità dei sopravvissuti
La “vita che vince” per Alessandra Galli De Min non è retorica, ma un’idea maturata dopo aver, come dice, visto la morte in faccia. Alla sede dell’Abm ha voluto prima di tutto ringraziare pubblicamente l’équipe del Niguarda, sottolineando la combinazione di alta specializzazione e umanità che ha reso possibile il suo recupero clinico e psicologico.
FAQ
Chi è Alessandra Galli De Min e quale tragedia ha vissuto?
Alessandra Galli De Min è una 54enne di Belluno, sopravvissuta all’incendio del locale Le Constellation di Crans Montana nella notte di Capodanno.
Perché la storia di Alessandra è legata anche al Vajont?
La storia è legata al Vajont perché suo padre Arrigo contribuì alla ricostruzione di Longarone dopo il disastro del 1963, segnando profondamente la memoria familiare.
Quale ruolo svolge Alessandra Galli De Min nei Bellunesi nel Mondo?
Alessandra ricopre un ruolo attivo coordinando gli emigranti bellunesi a Ginevra, attività che proseguirà nel 60° anniversario dell’associazione Bellunesi nel Mondo.
Perché l’ospedale Niguarda è centrale nel suo percorso di cura?
L’ospedale Niguarda è centrale perché ha garantito cure specialistiche per le ustioni con forte attenzione psicologica, consentendole un graduale ritorno alla vita quotidiana.
Quali sono le fonti originali rielaborate per questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
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