Alberto Tomba si racconta tra emozione dei tifosi, orgoglio nazionale e forza del vero made in Italy
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Alberto Tomba: «I tifosi mi commuovono. Il made in Italy mi rappresenta»
Passione, stile e artigianalità
Per Alberto Tomba l’eleganza nasce dallo stesso istinto che lo ha portato a vincere in pista. In gara contava la fluidità del gesto, oggi la ricerca di una calzatura essenziale, artigianale, costruita con passione. Preferisce i laccetti al mocassino, qualcosa che richiami lo scarpone: comodo, solido, affidabile.
Nel dialogo con la tradizione di Salvatore Ferragamo, Tomba ritrova il percorso di chi parte da lontano per arrivare al vertice. Lui, nato a Bologna, lontano dalle grandi montagne, ha sfidato la forza di gravità con una sciata istintiva, spesso fuori dagli schemi. Il brand toscano ha fatto lo stesso nella moda, costruendo un linguaggio eterno partendo dal nulla.
La scarpa che indossa diventa metafora di questa affinità: più di 160 passaggi fatti a mano, una precisione estrema che richiama i millimetri decisivi fra vittoria e sconfitta nello slalom. Indossarla significa sentire addosso storia e artigianato, ma con una leggerezza sorprendente, in un ponte ideale fra Firenze e la sua città d’origine.
Identità, carattere e dettagli
Nel tempo, attorno al campione si è creata una leggenda fatta di eccessi, critiche e idolatria, ma poche persone dicono di conoscere davvero l’uomo. Oggi Tomba usa anche i progetti nel mondo dello stile per raccontarsi meglio, con sobrietà e consapevolezza. Vuole mettere in luce ciò che non si vedeva tra una manche e l’altra: metodo, disciplina, capacità di osservare ogni dettaglio.
Dedizione, perseveranza e resilienza sono le parole che collega tanto allo sci quanto alla manifattura italiana. Nella Tramezza, la linea icona di Ferragamo, riconosce la stessa ossessione per il particolare che aveva in pista: la regolazione di un attacco, il filo di spigolo, la lettura del terreno. Tutto si decide in pochi attimi, su margini infinitesimali.
Questa precisione lo affascina: si sente rappresentato da un oggetto che unisce comfort, memoria e rigore tecnico. Per lui il vero lusso non è appariscenza, ma qualità invisibile, qualcosa che resiste al tempo e racconta un certo modo di essere italiani.
Olimpiadi in casa e amore dei tifosi
Guardando a Milano Cortina 2026, Tomba sottolinea il peso emotivo di un’Olimpiade in casa. Il pubblico ti esalta e ti giudica, la responsabilità è enorme, ma può trasformarsi in energia aggiuntiva. Lui ricorda la propria leggerezza prima del cancelletto: scherzi, battute, gioco. Era il modo per tenere lontana la tensione e restare lucido.
C’è però un’incognita nuova: la neve. All’inizio della sua carriera, le colline sopra Bologna si coprivano di uno o due metri di bianco, dando continuità agli allenamenti. Ora, fra cambiamento climatico e innevamento artificiale, Tomba spera solo che le condizioni siano all’altezza di un evento storico per l’Italia.
Il legame con i tifosi resta il capitolo più emozionante. Dalla “Tombamania” ai 40.000 di Madonna di Campiglio, fino ai fan club in Giappone, l’affetto non si è mai dissolto. A Modena, un suo sostenitore, Loris, ha creato un museo privato con ritagli, cimeli e immagini raccolti da oltre quarant’anni: lì ci si ritrova, si cena, si rivedono le gare. Per Tomba è una famiglia allargata che continua a commuoverlo.
FAQ
D: Chi è oggi Alberto Tomba al di fuori dello sci agonistico?
R: È un ex campione che si racconta attraverso progetti legati allo stile, alla cultura del dettaglio e al made in Italy.
D: Perché Tomba si riconosce nelle scarpe artigianali italiane?
R: Perché vi ritrova la stessa precisione, passione e ricerca del particolare che aveva nella preparazione delle gare.
D: Qual è il punto di contatto tra Tomba e Salvatore Ferragamo?
R: Entrambi partono da contesti non scontati e arrivano all’eccellenza sfidando le regole, puntando su creatività e rigore.
D: Che ruolo hanno i tifosi nella vita di Tomba?
R: Sono una comunità affettiva che continua a seguirlo, con fan club attivi e incontri periodici che lui vive con grande emozione.
D: Come vede le Olimpiadi Milano Cortina 2026?
R: Le considera un’opportunità straordinaria, con molta pressione ma anche grande spinta motivazionale per gli atleti italiani.
D: Cosa lo preoccupa per le gare future sulla neve?
R: L’incertezza climatica e la riduzione delle nevicate naturali rispetto agli anni in cui si allenava da ragazzo.
D: Qual è il suo rapporto con le città di Bologna e Firenze?
R: Bologna è la radice affettiva e sportiva, Firenze il simbolo dell’eccellenza artigianale con cui oggi dialoga.
D: Da quale fonte giornalistica è tratta l’intervista originale?
R: L’intervista originale a Alberto Tomba è stata pubblicata su un articolo di cronaca e costume di una testata italiana, indicata come fonte giornalistica di riferimento nel pezzo di provenienza.




