Aifa approva il rimborso di seladelpar per la cura della colangite biliare primitiva

Seladelpar rimborsato da Aifa per la colangite biliare primitiva
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato il rimborso di seladelpar per il trattamento della colangite biliare primitiva (Pbc), in tutta Italia, a partire dall’aggiornamento delle liste di rimborsabilità 2025.
Il farmaco potrà essere utilizzato in combinazione con acido ursodesossicolico (Udca) negli adulti che non rispondono adeguatamente alla sola terapia standard, oppure in monoterapia quando l’Udca non è tollerato.
La decisione, annunciata da Gilead Sciences, interviene su una malattia epatica rara e cronica, che colpisce soprattutto le donne tra 45 e 65 anni, con l’obiettivo di ridurre la progressione verso cirrosi e trapianto di fegato e migliorare il controllo del prurito invalidante.
In sintesi:
- Rimborso Aifa di seladelpar per Pbc in combinazione o in monoterapia rispetto a Udca.
- Malattia rara autoimmune, prevalente nelle donne, con forte impatto su qualità di vita.
- Nello studio Response: risposta biochimica nel 62% con seladelpar contro 20% con placebo.
- Riduzione significativa del prurito e buon profilo di sicurezza e tollerabilità.
La Pbc è una patologia autoimmune e colestatica a evoluzione lenta ma progressiva, caratterizzata da distruzione dei piccoli dotti biliari intraepatici.
In Italia si stimano 27,9 casi per 100mila abitanti e un’incidenza annua di 5,31 casi per 100mila: numeri contenuti, ma con bisogno clinico elevato.
I sintomi principali sono affaticamento e prurito cronico, spesso resistente ai trattamenti disponibili e capace di compromettere sonno, benessere psicologico, vita lavorativa e relazioni sociali, con un peso rilevante per pazienti e sistema sanitario.
Come agisce seladelpar e cosa cambia per i pazienti Pbc
Per la colangite biliare primitiva non esiste una cura definitiva: l’obiettivo terapeutico è rallentare la progressione della malattia e contenere i sintomi correlati alla colestasi, in primis il prurito.
L’acido ursodesossicolico rappresenta la terapia di prima linea, ma una quota non trascurabile di pazienti non raggiunge la risposta biochimica desiderata, con livelli di fosfatasi alcalina (Alp) persistentemente elevati e maggior rischio di evoluzione verso fibrosi avanzata e cirrosi.
In questo contesto, seladelpar offre un’opzione di seconda linea mirata, con l’obiettivo di migliorare i parametri epatici e i sintomi più invalidanti, integrando e potenzialmente ridefinendo gli algoritmi terapeutici adottati dai centri epatologici italiani.
Nello studio di fase 3 Response, citato da Gilead Sciences, il 62% dei pazienti trattati con seladelpar ha raggiunto la risposta biochimica composita a 12 mesi, rispetto al 20% del gruppo placebo.
La normalizzazione completa della fosfatasi alcalina è stata osservata nel 25% dei soggetti in terapia attiva, contro nessun paziente nel braccio placebo, dato particolarmente rilevante perché l’Alp normale è un marcatore predittivo favorevole sugli esiti a lungo termine nella Pbc.
Sul fronte sintomatologico, dopo 6 mesi di trattamento i pazienti con prurito da moderato a grave hanno registrato una riduzione media di 3,2 punti su una scala da 0 a 10, rispetto a 1,7 punti con placebo, un beneficio ritenuto clinicamente significativo, con un profilo di sicurezza complessivamente favorevole e una bassa incidenza di eventi avversi.
Carmen Piccolo, Executive Country Medical Director di Gilead Sciences, definisce questo passo come *“un ulteriore passo avanti verso un cambio di paradigma nella gestione della colangite biliare primitiva”*.
Secondo Piccolo, l’attenzione non è rivolta solo ai parametri biochimici, ma anche alla qualità di vita: *“Con l’arrivo di seladelpar confermiamo lo spirito con cui Gilead affronta le sfide: sviluppare soluzioni che trasformino la vita delle persone”*.
La decisione di Aifa si inserisce nel solco dell’esperienza maturata da Gilead nelle malattie del fegato, in particolare nelle epatiti virali, aprendo prospettive di gestione più personalizzata per i pazienti con Pbc in Italia.
Prospettive future e impatto clinico della decisione Aifa
L’ingresso di seladelpar nella rimborsabilità nazionale potrebbe spingere i centri epatologici italiani ad aggiornare i propri percorsi diagnostico-terapeutici per la Pbc, con un maggiore ricorso a valutazioni precoci di risposta biochimica.
La disponibilità di una terapia capace di agire sia sui marcatori di malattia sia sul prurito cronico potrebbe ridurre il ricorso a trattamenti sintomatici multipli, spesso poco efficaci, e limitare nel lungo periodo i costi correlati alle complicanze avanzate, inclusa la necessità del trapianto di fegato.
Resta cruciale il monitoraggio in real world di efficacia e sicurezza, insieme alla sensibilizzazione di medici di medicina generale e specialisti per favorire diagnosi tempestive e invio ai centri di riferimento, così da intercettare i pazienti candidabili alla nuova opzione terapeutica.
FAQ
Che cos’è la colangite biliare primitiva e chi colpisce maggiormente?
La colangite biliare primitiva è una malattia autoimmune cronica del fegato che colpisce soprattutto donne tra 45 e 65 anni, con progressivo danno dei piccoli dotti biliari intraepatici.
Quando seladelpar sarà effettivamente disponibile in rimborso in Italia?
Seladelpar è stato approvato al rimborso da Aifa e diventerà prescrivibile secondo le determinazioni regionali, tipicamente entro pochi mesi dall’aggiornamento dei prontuari terapeutici ospedalieri.
In quali pazienti con Pbc è indicato il trattamento con seladelpar?
Seladelpar è indicato negli adulti con risposta inadeguata all’acido ursodesossicolico oppure in monoterapia quando l’Udca non è tollerato, secondo prescrizione specialistica epatologica.
Quali sono i principali benefici clinici osservati con seladelpar?
Seladelpar migliora significativamente i parametri biochimici epatici, con normalizzazione dell’Alp in un paziente su quattro, e riduce in modo clinicamente rilevante il prurito moderato-grave, mantenendo un profilo di sicurezza favorevole.
Da quali fonti è stata elaborata questa notizia sulla Pbc?
La notizia è stata elaborata in modo indipendente partendo da un’analisi congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, poi rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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