Agente di polizia accusato di creare porno deepfake usando le foto delle patenti dei cittadini

Agente di polizia accusato di creare porno deepfake usando le foto delle patenti dei cittadini

9 Aprile 2026

Poliziotto della Pennsylvania colpevole per deepfake pornografici e abusi di database

Il caporale Stephen Kamnik, 39 anni, della Polizia di Stato della Pennsylvania, ha ammesso ieri una serie di reati gravi, tra cui produzione di oltre 3.000 deepfake pornografici, possesso di materiale di abuso sessuale su minori e uso illecito di banche dati riservate.

Le condotte contestate si sono svolte in Pennsylvania, anche all’interno delle caserme, utilizzando dispositivi di servizio.

Alcuni deepfake hanno coinvolto colleghe, cittadine comuni e perfino una giudice distrettuale di Montgomery County, sfruttando foto tratte da patenti di guida e archivi statali. Le accuse mostrano un uso distorto di strumenti di intelligenza artificiale e una grave violazione della fiducia istituzionale.

In sintesi:

  • Poliziotto della Pennsylvania colpevole di oltre 3.000 deepfake pornografici creati con IA
  • Usate illecitamente foto da database statali, incluse patenti di guida di cittadine
  • Coinvolta una giudice distrettuale, con video di udienza modificato a fini osceni
  • Indagine nata da traffico Internet anomalo sul computer di servizio di Kamnik

Secondo l’Attorney General della Pennsylvania, *“per anni Kamnik ha abusato delle risorse informatiche del Commonwealth per la propria soddisfazione sessuale, creando pornografia generata dall’IA di numerose cittadine della Pennsylvania”*.

L’indagine è partita nel 2024 quando i responsabili IT notarono un uso insolitamente elevato di banda Internet sul computer assegnato a Kamnik e collegamenti ripetuti di un hard disk esterno.

Le successive perquisizioni su telefono, PC e supporti di memoria hanno rivelato migliaia di deepfake, oltre a materiale pedopornografico e un’arma rubata, delineando un quadro sistematico di abusi tecnologici e personali.

Uso illecito di JNET e deepfake creati in caserma

Le indagini hanno confermato che Kamnik attingeva alle immagini da più fonti: riprese e fotografie segrete di colleghe e conoscenti, materiale archiviato privatamente e, soprattutto, accessi abusivi al database protetto JNET, sistema informativo riservato a forze dell’ordine e autorità giudiziarie.

Dai dispositivi sequestrati emerge che il poliziotto ha utilizzato JNET per ottenere centinaia di fotografie di donne, in aperta violazione delle rigidissime policy del sistema, che vietano espressamente qualsiasi uso personale.

Fra i contenuti illeciti è stato rinvenuto anche un video, registrato illegalmente, di una magistrate district judge della contea di Montgomery durante un’udienza, poi montato e modificato da Kamnik per finalità dichiaratamente oscene.

Una parte del materiale è stata generata direttamente nelle caserme, tramite computer e dispositivi di proprietà dello Stato, aggravando il profilo disciplinare e penale. L’uomo era stato arrestato lo scorso anno, con nove capi d’imputazione per reati gravi e sei per reati minori.

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Implicazioni per privacy, IA e controlli nelle forze dell’ordine

Il caso Kamnik evidenzia l’estrema vulnerabilità dei database istituzionali quando i controlli sugli accessi interni risultano deboli e frammentari.

L’abuso di JNET per scopi sessuali e la creazione di deepfake da foto di patenti di guida mostrano come dati raccolti per finalità amministrative possano diventare armi di violenza digitale e reputazionale.

La vicenda alimenta il dibattito negli Stati Uniti sulla necessità di protocolli più severi per l’uso dell’IA nelle strutture pubbliche, tracciabilità completa delle interrogazioni ai database e screening etico-tecnologico del personale con ruoli sensibili.

Sul piano sociale, il caso rafforza le richieste di nuove norme specifiche contro i deepfake non consensuali e di tutele rafforzate per figure esposte come magistrati, agenti e funzionari.

FAQ

Chi è Stephen Kamnik e quali reati ha ammesso?

Stephen Kamnik è un caporale della Polizia della Pennsylvania. Ha ammesso deepfake pornografici, abuso di database JNET, possesso di materiale pedopornografico e un’arma rubata.

Come è partita l’indagine sul poliziotto della Pennsylvania?

L’indagine è iniziata nel 2024 dopo che i tecnici IT hanno rilevato traffico Internet anomalo e uso frequente di un hard disk esterno.

Cosa è il database JNET e come è stato abusato?

JNET è un database sicuro di polizia e magistratura. Kamnik lo ha usato illegalmente per scaricare foto di centinaia di donne.

Le immagini per i deepfake provenivano solo da database statali?

No, provenivano da database statali, da foto e video segreti di colleghe e da registrazioni non autorizzate in aula giudiziaria.

Quali sono le fonti originali rielaborate per questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.

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