La notizia in sintesi
- NVIDIA negozia un investimento in Perplexity sopra 30 miliardi di dollari.
- La valutazione ipotizzata supera del 50% il precedente round.
- I ricavi annualizzati di Perplexity hanno superato 750 milioni di dollari.
- L’accordo non è stato annunciato né confermato dalle due aziende.
Riassunto generato con AI
NVIDIA tratta il nuovo investimento in Perplexity
NVIDIA sta negoziando un nuovo investimento in Perplexity, startup guidata da Aravind Srinivas e nota per il motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, a una valutazione superiore a 30 miliardi di dollari. Le trattative, riportate da più fonti e non ancora confermate pubblicamente dalle aziende, riguardano un round azionario da diversi miliardi il cui importo e la cui struttura restano da definire.
La possibile operazione coinvolge due soggetti già legati da precedenti finanziamenti e rapporti commerciali. Per NVIDIA, il dossier rafforzerebbe la presenza non solo come fornitore di infrastrutture per l’AI, ma anche come investitore nelle società che sviluppano applicazioni ad alta intensità di calcolo.
Per Perplexity, la valutazione proposta rifletterebbe la crescita del fatturato e l’espansione verso agenti capaci di svolgere attività automatizzate. Il negoziato arriva dopo un anno nel quale l’azienda ha accelerato sui prodotti professionali, pur confrontandosi con concorrenti come ChatGPT e Claude, dotati di basi di utenti più ampie.
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Il dato centrale è la valutazione oltre 30 miliardi di dollari, superiore di più del 50% rispetto al finanziamento precedente, concluso circa un anno prima. Tuttavia, finché non emergeranno condizioni ufficiali, la cifra va letta come il valore discusso nelle interlocuzioni e non come una valutazione già formalizzata.
Ricavi, agenti AI e rapporto industriale
Alla base della trattativa c’è la crescita indicata per Perplexity: i ricavi annualizzati sarebbero passati da meno di 250 milioni di dollari all’inizio del 2026 a oltre 750 milioni. Il dato descrive un fatturato annualizzato, non necessariamente ricavi già contabilizzati nell’intero esercizio, ma segnala una corsa commerciale che avrebbe più che triplicato la dimensione del business in pochi mesi.
Una parte dell’accelerazione viene attribuita a Perplexity Computer, agente AI progettato per eseguire compiti automatizzati e attività professionali per conto dell’utente. L’estensione oltre la ricerca assistita rende il prodotto più vicino a un servizio operativo, con un consumo computazionale potenzialmente maggiore rispetto a una semplice interrogazione testuale.
Secondo l’analisi riportata dalle fonti, gli agenti richiedono più token perché elaborano istruzioni, dati e output lungo sequenze di azioni. Questo può tradursi in costi più elevati per l’utilizzo dei servizi e, di conseguenza, in maggiori ricavi per le piattaforme che li forniscono.
Il rapporto tra le due società non nasce con questo round. NVIDIA è già investitore di Perplexity e aveva partecipato a diversi finanziamenti; in precedenza avrebbe inoltre valutato un’operazione separata per ottenere in licenza tecnologia della startup e assumere parte del personale. L’ipotesi non si è trasformata in un accordo pubblico, ma mostra che le discussioni hanno riguardato sia il capitale sia l’accesso diretto alle competenze dell’azienda.
A marzo, Perplexity è entrata nella Nemotron Coalition, iniziativa promossa da NVIDIA a sostegno di modelli AI open e presentata come risposta competitiva allo sviluppo tecnologico cinese. Tale adesione aggiunge un livello di cooperazione tecnica e strategica alla relazione finanziaria già esistente.
Il possibile investimento si inserisce inoltre in una serie di operazioni con cui NVIDIA ha sostenuto altre realtà dell’AI, tra cui Poolside, Groq ed Enfabrica. La logica industriale è rilevante: le startup finanziate possono diventare clienti dell’infrastruttura hardware necessaria a far funzionare i loro modelli.
Questa dinamica non prova di per sé che il capitale investito venga automaticamente trasformato in vendite di chip, ma chiarisce perché un produttore di processori per l’AI abbia interesse a sostenere piattaforme con domanda crescente di calcolo. Nel caso di Perplexity, l’espansione degli agenti AI rende tale collegamento particolarmente concreto.
Verso una possibile quotazione di Perplexity
Perplexity ha raccolto finora oltre 1,7 miliardi di dollari e, secondo quanto riportato da CNBC, Aravind Srinivas starebbe considerando una possibile IPO attorno al 2028. Non si tratta di un calendario formalizzato, ma di un orientamento che colloca il nuovo round in una prospettiva più ampia di crescita e preparazione al mercato pubblico.
Un investimento di NVIDIA a una valutazione oltre 30 miliardi darebbe alla startup una base finanziaria più solida per sostenere prodotti costosi da addestrare e gestire. Al tempo stesso, aumenterebbe l’attenzione sulla capacità di convertire l’espansione dei ricavi annualizzati in risultati durevoli.
Il prossimo passaggio verificabile sarà un annuncio delle parti: al momento non sono noti l’ammontare definitivo dell’investimento, le condizioni del round né la sua eventuale chiusura. La trattativa resta quindi un negoziato avanzato, non un accordo concluso.
FAQ
Quanto vale Perplexity nella trattativa con NVIDIA?
Sì. La valutazione discussa supera 30 miliardi di dollari, oltre il 50% in più rispetto al round chiuso circa un anno prima.
NVIDIA ha già investito in Perplexity?
Sì. NVIDIA è già investitore di Perplexity e ha partecipato a diversi precedenti round di finanziamento della startup.
Quali ricavi annualizzati registra Perplexity?
Sì. Le fonti indicano ricavi annualizzati superiori a 750 milioni di dollari, rispetto a meno di 250 milioni all’inizio del 2026.
Che cos’è Perplexity Computer?
Sì. Perplexity Computer è un agente AI pensato per automatizzare compiti e attività professionali per conto degli utenti.
Come è stata verificata questa notizia?
Sì. La nostra Redazione ha incrociato The Cryptonomist, The Decoder e Tom’s Hardware; ogni articolo passa dalla supervisione umana della Redazione prima della pubblicazione.
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