Zuckerberg rilancia l’intelligenza artificiale di Meta mentre crescono dubbi su investimenti e rischio nuovo metaverso
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Meta alza il capex per l’AI: perché Wall Street trema
Mercoledì sera, a New York, la CFO di Meta Susan Li ha annunciato una nuova guidance: il capitale destinato agli investimenti 2026 salirà a 125-145 miliardi di dollari, contro i 115-135 miliardi precedenti. Pochi minuti dopo, l’analista Brent Thill (Jefferies) ha chiesto al CEO Mark Zuckerberg come misurare il ritorno di questa spesa colossale.
La risposta – *«Brent, that’s a very technical question»* – ha allarmato il mercato: nel dopo Borsa, Meta ha bruciato oltre 100 miliardi di dollari di capitalizzazione.
L’episodio riapre il parallelo con la stagione del metaverso (2021-2024), quando investimenti massicci e ritorni indefiniti hanno generato sfiducia. Ora lo stesso schema si ripresenta sull’AI e sulla vaghissima promessa di una *personal superintelligence*, senza un modello di ricavi chiaramente verificabile.
In sintesi:
- Meta alza il capex 2026 a 125-145 miliardi, mercato in forte allarme
- Assenza di metriche chiare sul ritorno dell’investimento in infrastruttura AI
- Reality Labs continua a perdere circa 1,5 miliardi al mese
- Alphabet e Microsoft mostrano invece ricavi AI direttamente collegati al capex
Il paragone con il metaverso è inevitabile. Reality Labs, la divisione responsabile di visori e ambienti virtuali, ha già bruciato circa 80 miliardi di dollari, senza produrre né un prodotto di massa né flussi di cassa positivi. Solo nel 2025 ha registrato ulteriori 19 miliardi di perdite.
Nonostante questo, la struttura resta aperta: il metaverso è stato di fatto declassato, ma non archiviato. Per gli investitori, è il segnale di una governance segnata dalla golden share del fondatore: i progetti simbolici non vengono chiusi, ma rilabelled e inglobati nella narrativa successiva – oggi la *superintelligenza personale*.
Il punto centrale resta la mancanza di una promessa misurabile: gli azionisti finanziano infrastrutture fisiche e software strategici senza sapere chi, quando e perché pagherà per questi servizi.
Capex record, infrastruttura AI e assenza di un cliente definito
Per comprendere la portata dei 145 miliardi di capex pianificati, basta un confronto: si tratta di più della capitalizzazione di Banca Intesa, superiore al PIL annuo dell’Ungheria e pari a circa una volta e mezzo l’intero capex di Apple. Sono cifre che, oltre una certa soglia, diventano astratte e quindi difficili da valutare criticamente.
Il grosso della spesa non riguarda R&D o assunzioni – contabilizzate in opex – ma infrastruttura fisica: data center, GPU Nvidia, contratti elettrici di lungo periodo, cantieri. È la nuova “ferrovia” dell’AI generativa, ma con una differenza sostanziale: i binari durano un secolo, una GPU H100 ha una vita utile teorica di cinque anni e probabilmente economica di tre. Entro il 2030, gran parte di questa infrastruttura andrà rinnovata.
Il quadro si complica se si guarda al finanziamento: il business pubblicitario di Meta cresce (primo trimestre 2026 a +33%), ma non genera abbastanza cassa per coprire integralmente l’ondata di capex AI. La differenza la colmano i mercati del debito: si emettono bond, si comprano GPU a leva, si confida che la pubblicità futura ripaghi il debito e che l’AI non eroda quel mercato. Ogni singolo presupposto è plausibile; la combinazione simultanea è una scommessa ad altissimo rischio sistemico per gli azionisti.
Il contrasto con altri hyperscaler è netto. Alphabet, nella stessa serata di trimestrali, è stata premiata da Wall Street proprio per il capex AI: il segmento Google Cloud cresce a doppia cifra, conta clienti enterprise paganti e mostra una linea di ricavi che collega chiaramente spesa e ritorno.
Anche Microsoft segue una traiettoria simile: massiccio capex per AI e cloud, ma supportato da contratti multi‑anno con aziende e Pubbliche Amministrazioni. In questi casi, l’investimento è percepito come un’anticipazione di ricavi quasi “contrattualizzati”, non come un salto nel buio tecnologico.
Meta, invece, ha tre miliardi di utenti, un enorme business pubblicitario, ma nessuna evidenza convincente che la *personal superintelligence* sia un prodotto per il quale qualcuno sia oggi disposto a pagare un premium. Per ora, agli investitori viene chiesto di finanziare un futuro non falsificabile, sorretto più dalla reputazione del fondatore che da un piano di monetizzazione verificabile.
Dal metaverso alla superintelligenza personale: i rischi per chi investe
La gestione di Reality Labs resta un indicatore cruciale di cultura manageriale. Horizon Worlds è stato rimosso dai visori Quest, ma la divisione continua a generare perdite di circa 1,5 miliardi di dollari al mese. In una società controllata da una golden share, il fondatore tende a non chiudere i progetti su cui si è pubblicamente esposto: li sovrascrive con nuove narrazioni, proteggendo la propria immagine più che il capitale allocato.
La “lezione metaverso” è quindi un monito diretto sul nuovo ciclo AI. Nel 2021 il metaverso veniva presentato come la prossima piattaforma del web; nel 2026 la *personal superintelligence* viene descritta come la prossima piattaforma della vita. Cambiano le parole, non il meccanismo: promessa ampia, importi incolmabili, tempi decisi unilateralmente dal fondatore.
Per chi compra azioni Meta oggi, la scelta non è tra credere o meno nell’AI. È decidere se accettare che centinaia di miliardi di capitalizzazione societaria siano gestiti senza KPI pubblici sul ritorno degli investimenti. Tre anni fa, una risposta evasiva sul ROI è costata circa 80 miliardi di dollari. Oggi la posta in gioco è potenzialmente otto volte superiore e la domanda di Wall Street – “come misuriamo il ritorno?” – rischia di restare ancora senza risposta fino all’esito finale dell’esperimento.
FAQ
Quanto investirà Meta in capex nel 2026 secondo la nuova guidance?
Meta prevede di investire tra 125 e 145 miliardi di dollari nel 2026, principalmente in data center, GPU Nvidia e infrastruttura fisica per l’AI.
Perché il mercato ha reagito negativamente all’annuncio di Meta?
La reazione è stata negativa perché, a fronte di un capex enorme, Mark Zuckerberg non ha fornito metriche chiare e verificabili sul ritorno economico degli investimenti.
Quanto perde oggi la divisione Reality Labs di Meta?
Reality Labs continua a perdere circa 1,5 miliardi di dollari al mese, dopo aver già bruciato complessivamente intorno a 80 miliardi.
In cosa Meta è diversa da Alphabet e Microsoft sugli investimenti AI?
Alphabet e Microsoft collegano il capex AI a ricavi cloud ed enterprise già contrattualizzati, mentre Meta non ha ancora un modello di monetizzazione esplicito.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento su Meta?
Questo approfondimento deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



