Zelensky sorprende Kiev, annuncia nuovi colloqui decisivi sull’Ucraina

Zelensky al bivio: cosa nascondono i nuovi colloqui sulla guerra
Perché Kiev punta tutto sulla “prossima settimana”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che Kiev si sta preparando a una nuova tornata di incontri diplomatici “la prossima settimana”, inseriti nel quadro dei negoziati con Mosca per fermare la guerra. La linea è chiara: nessuna pausa del processo politico, nonostante i dubbi sull’incontro annunciato ad Abu Dhabi.
Secondo la presidenza ucraina, il coordinamento con gli Stati Uniti resta centrale. Zelensky ha spiegato che l’Ucraina è “in costante contatto con la parte americana” e che attende dettagli sui prossimi formati negoziali.
L’obiettivo dichiarato è ottenere “risultati concreti”, non solo foto di rito. Kiev ribadisce di essere pronta a lavorare “in tutti i formati”, ma vincola ogni concessione al rispetto dell’integrità territoriale e alla sicurezza a lungo termine del Paese.
Il giallo di Abu Dhabi e il gioco delle pressioni incrociate
Mentre Zelensky sembrava smorzare le attese su un faccia a faccia diretto ad Abu Dhabi, l’agenzia russa Tass, citando proprie fonti, ha assicurato che i colloqui negli Emirati “non sono stati annullati”.
Questo disallineamento narrativo rivela la guerra di comunicazione parallela al conflitto sul terreno: da un lato Mosca vuole mostrare disponibilità al dialogo senza cambiare la propria strategia militare, dall’altro Kiev evita di legittimare percorsi diplomatici percepiti come dettati dal Cremlino.
Il ruolo degli Emirati, sede di contatti informali e canale privilegiato per alcune triangolazioni economiche russo-occidentali, resta significativo, ma non ancora in grado di imporsi come piattaforma decisiva del processo di pace.
Formati, garanzie e rischi: cosa c’è davvero sul tavolo
Dietro le formule prudenti usate da Zelensky si nasconde una trattativa estremamente tecnica: sicurezza energetica, garanzie militari occidentali, possibili missioni di monitoraggio internazionale e strumenti di ricostruzione finanziati da UE e USA.
Kiev rifiuta qualsiasi schema che congeli la linea del fronte attuale, temendo una “pace finta” che prepari una nuova offensiva russa.
Al tempo stesso, la leadership ucraina conosce la pressione crescente dell’opinione pubblica occidentale, stanca di una guerra lunga e costosa, e sa che ogni finestra negoziale potrebbe essere l’ultima con reale sostegno economico e militare dall’esterno.
Florida, Trump e il canale ombra USA-Russia
L’incontro in Florida che riapre la diplomazia parallela
In Florida si è svolta una serie di incontri riservati tra l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e l’omologo russo Kirill Dmitriev, figura chiave dell’élite economica di Mosca. Witkoff ha definito questi contatti “produttivi e costruttivi” per una potenziale risoluzione pacifica del conflitto ucraino.
Nella delegazione americana erano presenti il segretario al Tesoro Scott Bessent, l’ex consigliere presidenziale Jared Kushner e il consigliere senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum. Una composizione che intreccia politica, finanza e diplomazia informale.
La presenza di figure vicine all’area repubblicana suggerisce un dialogo parallelo rispetto ai canali ufficiali dell’amministrazione, con un occhio già rivolto agli equilibri post-elettorali negli USA.
Il ruolo di Trump e la narrativa di una “pace di parte”
Steve Witkoff ha ringraziato pubblicamente l’ex presidente Donald Trump per la “leadership fondamentale” nella ricerca di una pace duratura, alimentando l’idea di un possibile accordo targato Trump nel caso di un suo ritorno alla Casa Bianca.
Anche Kirill Dmitriev ha parlato di un “incontro costruttivo per la pace”, sottolineando la discussione sul gruppo di lavoro economico Usa-Russia. Il messaggio implicito è che Mosca è pronta a legare eventuali concessioni militari a un alleggerimento delle sanzioni.
Questa diplomazia ombra innesta la guerra ucraina nel cuore della competizione politica americana, con rischi evidenti: usare il cessate il fuoco come leva elettorale può trasformare il destino dell’Ucraina in moneta di scambio interna.
Il tavolo economico nascosto dietro la parola “pace”
Il riferimento esplicito a un gruppo di lavoro economico Usa-Russia rende chiaro che ogni scenario di pace passerà da un riassetto dei flussi finanziari ed energetici.
Per Mosca, la priorità è allentare l’isolamento, riaprire canali verso capitali occidentali e aggirare le restrizioni su energia e tecnologia. Per Washington, la sfida è usare la leva sanzionatoria per condizionare il comportamento del Cremlino senza spaccare l’alleanza con l’Europa.
L’Ucraina rischia così di diventare l’oggetto, più che il soggetto, di una contrattazione economica globale che intreccia pace, gas, grano, logistica e investimenti.
La tregua mancata e la guerra dei droni sul fronte ucraino
La promessa di stop ai bombardamenti e la smentita dei fatti
Il 29 gennaio Donald Trump ha dichiarato di aver convinto il presidente russo Vladimir Putin a sospendere per una settimana gli attacchi contro le città ucraine a causa dell’emergenza umanitaria invernale.
Poche ore dopo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ridimensionato la portata della tregua, specificando che avrebbe riguardato solo Kiev e solo fino al 1° febbraio.
La stessa Russia, però, ha poi ammesso la prosecuzione degli attacchi, parlando di operazioni contro infrastrutture di trasporto e depositi di munizioni, smentendo di fatto l’idea di una vera pausa nei bombardamenti.
85 droni in una notte: la nuova faccia della guerra
Secondo le autorità di Kiev, nelle ultime ore la Russia ha lanciato 85 droni d’attacco, tra cui modelli Shahed, Herbera e Italmas, colpendo il nord, il sud e l’est del Paese.
Le forze di difesa ucraine affermano di aver abbattuto o neutralizzato 64 velivoli, ma 20 droni sono riusciti a colpire 13 località diverse, con vittime civili e danni diffusi alle infrastrutture.
Nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka, si registrano almeno due morti e tre feriti, confermando come le aree di prima linea restino esposte a un logoramento continuo.
Energia, freddo e pressione psicologica sulla popolazione
Gli attacchi mirati alle infrastrutture civili ed energetiche dimostrano che “la tregua per il freddo” non esiste più: la rete elettrica e termica ucraina è un bersaglio strutturale della strategia russa.
Restare senza riscaldamento nei giorni di gelo non è solo un danno materiale, ma una forma di pressione psicologica di massa, pensata per logorare la resistenza della popolazione e la fiducia nel governo.
Nonostante le difese aeree rafforzate con il supporto occidentale, il numero elevato di droni a basso costo lanciati da Mosca rende quasi impossibile una protezione totale delle città e delle infrastrutture critiche.
FAQ
Qual è l’obiettivo principale dei nuovi incontri diplomatici sull’Ucraina?
Servono a esplorare formati negoziali che portino a risultati concreti sul cessate il fuoco e sulle garanzie di sicurezza per Kiev, evitando una pace puramente simbolica.
Abu Dhabi avrà un ruolo centrale nei colloqui tra Kiev e Mosca?
Abu Dhabi è un canale utile per contatti informali, ma al momento non è ancora la piattaforma decisiva del processo di pace tra Ucraina e Russia.
Cosa è accaduto negli incontri in Florida tra delegazioni Usa e Russia?
In Florida si sono svolti colloqui “produttivi” tra l’inviato Steve Witkoff e Kirill Dmitriev, con focus su una possibile risoluzione pacifica e su un gruppo di lavoro economico Usa-Russia.
Che ruolo svolge Donald Trump nella partita diplomatica sulla guerra?
Donald Trump viene accreditato da suoi emissari come facilitatore di contatti con Vladimir Putin, ma la sua influenza resta soprattutto politica e narrativa, legata alla scena interna USA.
La tregua annunciata da Trump ha fermato davvero i bombardamenti russi?
No, gli attacchi sono proseguiti. Il Cremlino ha parlato di limitata sospensione su Kiev, mentre le operazioni contro infrastrutture e obiettivi militari sono continuate.
Perché la Russia colpisce le infrastrutture energetiche ucraine in inverno?
Puntare su energia e riscaldamento aumenta l’impatto umanitario e psicologico, mettendo pressione su popolazione e governo di Kiev durante i giorni di gelo.
Quanto sono efficaci le difese aeree ucraine contro i droni russi?
Le difese ucraine, rafforzate da sistemi occidentali, abbattono la maggior parte dei droni, ma la quantità lanciata da Mosca rende inevitabile che alcuni colpiscano obiettivi sensibili.
Da dove provengono le informazioni citate sulla situazione diplomatica e militare?
I dati e le citazioni derivano dall’analisi delle dichiarazioni ufficiali di Volodymyr Zelensky, fonti russe come Tass e resoconti sugli incontri Usa-Russia riportati nell’articolo originale di riferimento.




