Zelensky scuote l’Europa e avverte: vantaggio strategico a Putin, stallo infinito sul fronte ucraino

Indice dei Contenuti:
Volodymyr Zelensky rompe con la Ue: “Putin ha vinto. Come il Giorno della Marmotta”
La sfida di Davos
Al World Economic Forum di Davos, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un atto d’accusa frontale contro l’inerzia europea, descrivendo un conflitto trasformato in routine globale. Secondo il leader di Kiev, il continente vive in una sorta di “Giorno della Marmotta”, condannato a ripetere gli stessi errori mentre la guerra prosegue senza svolte decisive. Per lui, l’atteggiamento dell’Unione europea e dell’ trasmette a Vladimir Putin il messaggio che la forza paga e che l’aggressione non ha costi reali.
Richiamando le proteste represse nel sangue in Iran e la crisi in Venezuela, Zelensky ha denunciato il doppio standard con cui le democrazie occidentali reagiscono ai regimi autoritari. La vita quotidiana in Europa, ha sottolineato, scorre fra festività e consumi, mentre dall’altra parte del fronte si rafforza l’idea che basti “uccidere abbastanza persone” per restare al potere. Il presidente ucraino teme che questa assuefazione strategica segni il definitivo vantaggio del Cremlino, sia sul terreno militare sia sul piano della percezione pubblica globale.
Europa in modalità Groenlandia
Zelensky ha parlato di “modalità Groenlandia” per descrivere un’Europa che osserva le crisi globali in attesa che qualcun altro decida al suo posto. La dipendenza dalla NATO e dagli Stati Uniti è, a suo giudizio, totale: il continente aspetterebbe sempre la protezione esterna, limitandosi a piccoli segnali simbolici invece di scelte strategiche vincolanti. La mancata decisione sull’uso dei fondi russi congelati in Europa, bloccata da veti incrociati, per Zelensky equivale a una vittoria politica di Putin.
Il presidente ucraino ha ricordato il rifiuto europeo di sostenere apertamente la rivolta democratica in Bielorussia nel 2020, collegandolo oggi alla presenza di missili Oreshnik sul territorio bielorusso con raggio su più paesi europei. Allo stesso modo ha criticato il mancato blocco delle petroliere russe che transitano vicino alle coste europee, mentre l’ex presidente americano Donald Trump avrebbe mostrato una linea più dura sulle sanzioni energetiche. Secondo Zelensky, rinviare le decisioni significa perdere credibilità verso Cina, Russia e alleati, con l’Unione europea incapace di dimostrare di “proteggere la ragione” con atti concreti.
Armi, negoziati e il rischio di stallo
Un altro fronte critico per Zelensky riguarda le forniture militari. Dopo un anno di discussioni su missili a lungo raggio, oggi il dibattito su sistemi come i Taurus tedeschi e i Tomahawk americani sembra scomparso dall’agenda pubblica. Secondo il leader ucraino, l’Occidente evita il tema per non “rovinare l’umore” a Washington, mentre l’ resta esposta alla superiorità missilistica russa.
A Davos, Zelensky ha confermato che le squadre negoziali di Kiev e degli Stati Uniti lavorano ogni giorno a documenti per una pace sostenibile, concentrandosi anche sulla protezione dello spazio aereo ucraino. Ha annunciato inoltre un primo incontro trilaterale fra USA, Russia e Ucraina negli Emirati Arabi Uniti, fissato per il 23 e 24 gennaio, non senza ironizzare sulle “sorprese” ricevute talvolta dalla parte americana. Per Zelensky, solo un’Europa “che conta veramente” potrà restare rilevante nell’ordine mondiale che nascerà dal conflitto, perché la difesa dell’indipendenza ucraina anticipa la futura difesa del modello di vita europeo.
FAQ
D: Cosa rimprovera Zelensky all’Europa?
R: Denuncia l’immobilismo politico e militare, la dipendenza dalla NATO e il rinvio delle decisioni cruciali su fondi russi, sanzioni energetiche e sostegno militare avanzato.
D: Cosa significa la metafora del “Giorno della Marmotta”?
R: Indica una guerra vissuta come routine, con l’Occidente che ripete gli stessi schemi senza cambiare strategia, mentre la Russia consolida i propri vantaggi.
D: Perché Zelensky parla di “modalità Groenlandia”?
R: Per descrivere un’Europa passiva, distante dal conflitto reale, che invia segnali simbolici invece di adottare decisioni strategiche e vincolanti sulla sicurezza comune.
D: Qual è la posizione di Zelensky sui fondi russi congelati in Europa?
R: Ritiene che vadano usati per finanziare la risposta all’aggressione russa; il blocco della decisione viene interpretato come una vittoria politica per Putin.
D: Cosa critica sulle forniture di armi a lungo raggio?
R: Sostiene che il dibattito su missili come Taurus e Tomahawk sia stato di fatto insabbiato per non irritare gli Stati Uniti, lasciando l’Ucraina in svantaggio tattico.
D: Che ruolo attribuisce alle proteste in Iran e alla crisi in Venezuela?
R: Le usa come esempi di repressione autoritaria tollerata dall’Occidente, rafforzando l’idea che i regimi possano sopravvivere se non affrontati con decisione.
D: Qual è il significato del futuro incontro trilaterale negli Emirati Arabi Uniti?
R: È presentato come primo tentativo strutturato di confronto fra USA, Russia e Ucraina in sede neutrale, con l’obiettivo di esplorare vie negoziali concrete.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni riportate?
R: Le dichiarazioni di Zelensky a Davos sono state diffuse da testate italiane come Libero Quotidiano e riprese da emittenti internazionali come Sky News.




